Miani: fattura elettronica graduale, estensione regime forfettario non è flat tax

Parla il Presidente del CNDCEC Massimo Miani: per la fattura elettronica è necessario un avvio graduale e l’estensione del regime forfettario non è la flat tax proposta durante la campagna elettorale.

Avvio graduale per la fatturazione elettronica che escluda le PMI dall’entrata in vigore dell’obbligo dal 1° gennaio 2019.

La proposta di modifica alle regole ad oggi in vigore arriva dal Presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili che durante la seconda giornata del Forum Commercialisti di Italia Oggi ha parlato anche del futuro della professione.

La testata Informazione Fiscale ha avuto il piacere di intervistare Massimo Miani a margine dell’evento e il Presidente del Consiglio Nazionale dei Commercialisti, oltre a sottolineare che le PMI non sono pronte all’obbligo di fattura elettronica, ha sottolineato come la proposta di estensione del regime forfettario per le partite IVA non è la flat tax proposta inizialmente dal Governo e presenta notevoli profili di criticità.

Fatturazione elettronica e flat tax: parla il presidente CNDCEC Massimo Miani

Il parere del presidente Miani è chiaro: le PMI non sono pronte all’avvio dell’obbligo di fatturazione elettronica previsto a partire dal 1° gennaio 2019 ed è pertanto necessario un intervento di modifica della platea dei soggetti obbligati.

Così come dichiarato dal Presidente del Consiglio Nazionale dei Commercialisti, è necessario che nella prima fase di avvio della fattura elettronica siano esonerate le piccole e medie imprese. Inoltre il primo anno sarà necessario disapplicare le sanzioni previste.

Miani ha inoltre parlato dell’estensione del regime forfettario che sarà inserita nella Legge di Bilancio 2019: non è corretto parlare di flat tax perché l’attuale proposta è ben distante dalla tassazione fissa al 15% che avrebbe favorito famiglie e imprese.

Al contrario, con l’attuale misura si rischia di creare ulteriori distorsioni legate ai minori investimenti in beni strumentali (limite per i forfettari è attualmente fissato a 20.000 euro) e in personale. Inoltre l’attuale disegno di flat tax non consente di rispondere ad una delle principali criticità di oggi del lavoro dei commercialisti: l’eccessivo individualismo.

L’articolo completo può essere consultato accedendo al sito Informazione Fiscale.

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