Negli ultimi anni, i farmaci contro l’obesità basati su peptidi simili al glucagone-1 (GLP-1) hanno attirato sempre più attenzione per il loro impatto su moda, esercizio fisico e salute. Tuttavia, mentre l’intelligenza artificiale è spesso considerata al centro di una possibile bolla speculativa, quasi nessuno sembra chiedersi se lo stesso possa accadere con i farmaci GLP-1.
Le due aziende leader in questo settore, Eli Lilly e Novo Nordisk, hanno registrato performance straordinarie rispetto all’indice S&P 500 negli ultimi cinque anni. Il rapporto prezzo/utili di Eli Lilly si avvicina a quello di Nvidia, un chiaro segnale di aspettative elevate. Secondo le stime di Morningstar, il mercato dei farmaci GLP-1 potrebbe raggiungere i 200 miliardi di dollari entro il 2031, con Eli Lilly e Novo Nordisk pronte a dominare il settore. I ricavi di Eli Lilly potrebbero addirittura triplicare entro quella data, grazie ai suoi prodotti di punta, Zepbound e Mounjaro, mentre anche Novo Nordisk segue un percorso simile con Wegovy e Ozempic.
Nonostante queste previsioni rosee, ci sono diversi fattori che potrebbero ridimensionare l’entusiasmo degli investitori. Innanzitutto, la concorrenza è agguerrita: farmaci redditizi attirano nuovi concorrenti con formulazioni o metodi di somministrazione leggermente differenti. Eli Lilly e Novo Nordisk potrebbero mantenere un vantaggio competitivo grazie a nuovi prodotti, inclusi farmaci GLP-1 orali, ma aziende come Pfizer e Roche sono già pronte a entrare nel mercato.
Un altro aspetto cruciale è la questione dei brevetti. Novo Nordisk perderà il brevetto negli Stati Uniti nel 2032, mentre Eli Lilly avrà protezione fino al 2036, motivo per cui quest’ultima gode di una valutazione più alta. Tuttavia, entrambi i produttori potrebbero affrontare sfide già dal 2026, quando i brevetti di Novo in Cina scadranno, aprendo potenzialmente il mercato a versioni generiche non autorizzate in Europa e negli Stati Uniti.
La storia dei farmaci dimostra che il mercato tende a scontare la scadenza dei brevetti molto prima che avvenga. Un esempio significativo è AstraZeneca, le cui azioni sono rimaste stabili per anni prima che i brevetti su Nexium e Seroquel scadessero. Anche Pfizer ha vissuto una situazione simile con Lipitor: i ricavi sono rimasti alti fino alla scadenza del brevetto, ma il valore delle azioni era già calato molto tempo prima.
Oltre alla concorrenza e ai brevetti, il prezzo sarà una questione centrale. A partire dal 2027, i GLP-1 dovranno affrontare negoziazioni sui prezzi con Medicare negli Stati Uniti, e le assicurazioni potrebbero richiedere significative riduzioni dei costi.
Inoltre, c’è incertezza sul volume futuro delle vendite. Karen Andersen di Morningstar ha espresso scetticismo sull’entusiasmo per Eli Lilly e Novo Nordisk, mettendo in dubbio la sostenibilità a lungo termine del trattamento con GLP-1. Alcuni pazienti potrebbero dover seguire terapie di mantenimento a dosaggi ridotti o con minore frequenza, con conseguenze importanti sui ricavi futuri.
Infine, va ricordato che i farmaci per la perdita di peso hanno una storia travagliata. Molti ricordano il caso di Fen-Phen, ritirato per i suoi effetti collaterali gravi, o di Acomplia, un farmaco di Sanofi mai approvato negli Stati Uniti. Anche per i GLP-1, si sono sollevate preoccupazioni su potenziali effetti collaterali come la perdita di massa muscolare, e ulteriori problemi potrebbero emergere con l’aumento del numero di pazienti trattati.
Non possiamo sapere con certezza se Eli Lilly e Novo Nordisk siano sopravvalutate. Se non emergeranno gravi effetti collaterali, i concorrenti non svilupperanno alternative valide e le negoziazioni sui prezzi procederanno senza ostacoli, entrambe le aziende potrebbero continuare a generare profitti per molti anni. Tuttavia, ciò che desta preoccupazione è la mancanza di voci scettiche nel mercato. Quando c’è unanimità negli investimenti, il rischio di una bolla è sempre dietro l’angolo.