L’avvertimento di Ray Dalio: “l’AI sarà miracolosa per la produttività, ma creerà una bolla devastante”

Laura Naka Antonelli

23/09/2026

Il commento di Ray Dalio su quelli che saranno i veri effetti della crescita del business dell’AI. L’avvertimento sulle disuguaglianze.

L’avvertimento di Ray Dalio: “l’AI sarà miracolosa per la produttività, ma creerà una bolla devastante”

Nuovi commenti sull’AI e sulla presunta minaccia di una bolla speculativa sono stati rilasciati dal guru dei mercati Ray Dalio, fondatore dell’hedge fund Bridgewater Associates.

Con le sue dichiarazioni, Dalio ha dato ragione sia a chi si concentra sugli effetti positivi dell’adozione e della crescita del business dell’intelligenza artificiale, che a chi tende a metterne in evidenza i lati negativi, sfornando scenari anche apocalittici per l’intera umanità, come è avvenuto di recente con l’allarme lanciato dal ricercatore di Anthropic.

AI, per Dalio benefici senza precedenti per la produttività. Ma anche rischio bolla devastante

La view di Dalio sta nel mezzo. Da un lato, ha detto l’investitore tra le voci più ascoltate nel mondo della finanza, l’AI produrrà benefici senza precedenti alla produttività.

Dall’altro lato, l’intelligenza artificiale accentuerà ulteriormente le disuguaglianze di ricchezza, alimentando contestualmente una gigantesca bolla sui mercati azionari.

“La bolla AI avrà effetti devastanti su molte persone”

Per Dalio, di fatto, l’intelligenza artificiale è “una delle più grandi forze in grado di aumentare la produttività e di cambiare il mondo”. Allo stesso tempo, è anche “una bolla che, nel suo processo di evoluzione, avrà effetti devastanti su molte persone”.

Così Ray Dalio, in un video preparato per il World Economic Forum:

“È in atto un processo in cui le grandi nuove tecnologie sono qualcosa in cui tutti vogliono investire perché sono destinate a cambiare il mondo. E poi si investe troppo, si crea debito e si entra in una determinata dinamica che, in un certo senso, genera una bolla, che a sua volta porta a un crollo”.

Nuovo paragone tra bolla AI e bolla dot com

L’argomentazione di Dalio, ha ricordato un articolo di Fortune, è confermata dalla storia, se si considera che, durante la bolla delle dot-com, il Nasdaq salì dell’86% soltanto nel 1999, per poi crollare entro l’ottobre del 2002 del 77% rispetto al suo picco, con migliaia di miliardi di dollari di capitalizzazione che andarono in fumo.

Allo stesso tempo, Internet ha trasformato profondamente l’economia e la società.

Riguardo al pericolo di una bolla AI, a parlarne è stato anche il numero uno del colosso bancario americano JPMorgan, il CEO Jamie Dimon che, tuttavia, a dispetto degli avvertimenti più allarmistici che circolano a Wall Street, ha detto di ritenere che alcune aree del settore dell’AI siano entrate in territorio da bolla, e non l’intero ecosistema.

Dalio: la vera domanda è come verranno gestite le disuguaglianze di ricchezza create dall’AI

Le dichiarazioni di Dalio sembrano andare nella stessa direzione. L’investitore ha tuttavia avvertito che, nell’aumentare la ricchezza di alcune persone, l’intelligenza artificiale amplierà le disuguaglianze di reddito:

Chi elabora grandi idee per inventare qualcosa di produttivo riceve capitali che gli consente di farlo”, ha fatto notare, aggiungendo che “la conseguenza è la generazione di un divari molto ampi in termini di ricchezza”.

Il punto, dunque, è che “a fronte di chi beneficia di queste tecnologie miracolose in grado di aumentare la produttività, la maggior parte non ne beneficia in misura adeguata”.

Le riflessioni hanno portato il fondatore di Bridgewater a concludere, dunque che “la vera domanda non riguarda tanto l’AI, quanto la natura umana”, in quanto l’intelligenza artificiale “avrà enormi implicazioni sulle differenze in termini di ricchezza e opportunità”.

L’interrogativo che, dunque, è necessario porsi, è il seguente: “Come verranno gestite (le disuguaglianze)? Sono queste le grandi domande del nostro tempo”.”

D’altronde, tra i principali nomi del Bloomberg Billionaires Index, molti hanno costruito la propria ricchezza proprio grazie ad aziende tecnologiche che stanno investendo miliardi di dollari nelle infrastrutture e nella trasformazione legate all’AI.

In cima alla lista c’è Elon Musk, fondatore di Tesla e SpaceX, seguito dal cofondatore di Google Larry Page e dal fondatore di Amazon Jeff Bezos.