Fari, ex caserme e immobili dello Stato in concessione: opportunità e requisiti

Emanuela Ceccarelli

7 Luglio 2026 - 19:38

Investire negli immobili dello Stato: come funzionano le concessioni di valorizzazione dell’Agenzia del Demanio, chi può partecipare ai bandi e le opportunità del 2026.

Fari, ex caserme e immobili dello Stato in concessione: opportunità e requisiti

Recuperare un faro affacciato sul mare oppure restituire nuova vita a un’ex caserma abbandonata potrebbe sembrare un progetto destinato esclusivamente ai grandi investitori; eppure, le concessioni degli immobili dello Stato aprono una strada decisamente più accessibile. A differenza di quanto accade per le isole private o i castelli, in questo caso non parliamo di aste milionarie fuori portata o di privatizzazioni selvagge, ma di un sistema aperto a imprese, associazioni e privati che abbiano l’obiettivo di ridare vita a questi spazi unici attraverso una gestione a lungo termine.

La necessità di tutelare edifici che rischiano il degrado e di stimolare al tempo stesso l’economia locale ha dato una notevole accelerazione a questo progetto, il cui scopo principale è quello di creare un circolo virtuoso in cui la storia di un immobile incontra l’innovazione di un progetto moderno, capace di integrarsi con il territorio circostante.

Come funzionano le concessioni degli immobili dello Stato

La concessione di valorizzazione è lo strumento utilizzato dall’Agenzia del Demanio per affidare un immobile pubblico per un tempo stabilito a chi propone un progetto di recupero e utilizzo. Dunque, il concessionario non diventa proprietario del bene, ma si assume l’impegno di sostenere gli interventi necessari e di garantire la successiva gestione del bene secondo quanto previsto dal bando.

La durata della concessione varia in base alle caratteristiche dell’immobile e alla complessità dell’investimento richiesto. In alcuni casi può arrivare fino a 50 anni, in modo tale da consentire a chi affronta i lavori di recupero di rientrare delle risorse impiegate attraverso l’attività avviata.

Quali immobili possono essere messi in concessione

Il fascino dei fari ha reso queste iniziative particolarmente note, tuttavia la platea degli immobili dello Stato messi in concessione è ben più ampia e comprende anche strutture che hanno perso la loro funzione originaria e che necessitano di un intervento di recupero. Pensiamo per esempio alle ex caserme, strutture particolarmente interessanti per via delle ampie superfici di cui dispongono e che si prestano a essere trasformate in nuovi spazi dedicati all’ospitalità oppure in attività culturali compatibili con il territorio in cui sono inserite. L’obiettivo dell’Agenzia del Demanio è quello di trovare un equilibrio tra la conservazione e l’innovazione.

Chi può partecipare ai bandi del Demanio

Non esistono particolari vincoli per prendere parte ai bandi aperti dal Demanio. Chiunque può partecipare alla gara, purché dimostri la capacità di realizzare il progetto proposto e di poterne sostenere la gestione nel lungo periodo, secondo i requisiti indicati nei singoli avvisi. Come già detto, il fulcro della candidatura è il progetto. Chi presenta un’offerta deve spiegare come intende recuperare la struttura, quale attività vuole sviluppare e, soprattutto, come l’intervento potrà generare valore per il territorio.

Le procedure privilegiano proposte capaci di garantire un equilibrio tra investimento, tutela dell’edificio e capacità di creare una nuova funzione. In particolar modo, nel caso di edifici storici, gli interventi proposti dovranno essere compatibili con la struttura nel rispetto del valore originario del bene.

Le opportunità del 2026

Il 2026 si è aperto con ben 14 bandi di concessione per la valorizzazione di beni da Nord a Sud dell’Italia, orientati verso il recupero e il riuso di caserme, palazzi, forti, torri e carceri. Sebbene queste specifiche gare si siano concluse a giugno 2026, si sono già aperte nuove finestre di investimento grazie al progetto “Turismo accessibile per tutti - 4all” (TA4ALL). Si tratta di un’iniziativa nata dall’unione di intenti tra l’Agenzia del Demanio e il gruppo Sinloc SpA, volta a trasformare il patrimonio pubblico in una risorsa per l’innovazione sociale.

L’obiettivo è quello di creare un’offerta turistica e ricettiva che abbia come fulcro l’inclusività, con un focus particolare sulla popolazione senior attraverso alti standard di comfort, sicurezza e socialità per soggiorni di breve e medio periodo. Nell’ambito di questa iniziativa sono stati pubblicati i primi quattro bandi regionali sperimentali con scadenza al 1° ottobre 2026. Gli edifici dello Stato coinvolti sono:

  • Ex Caserma Magnolini – Gargnano (BS)
  • Villino Rossi – Schio (VI)
  • Ex Caserma De Amicis – Sulmona (AQ)
  • Ex Convento di San Bonaventura – Caltagirone (CT)

Sul sito dell’Agenzia del Demanio, all’interno delle sezioni dedicate alle gare e ai progetti di valorizzazione, è possibile trovare i dettagli tecnici e i requisiti per partecipare alla gara di concessione. Inoltre, monitorando ii canali ufficiali del Demanio è possibile restare aggiornati sulle nuove opportunità di investimento.