Come fare colpo su un’azienda in 15 secondi

Michela Del Zoppo

9 Dicembre 2017 - 15:47

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Il curriculum rimane comunque il primo (e il più utile) strumento di presentazione quando si concorre per un posto di lavoro. Ma come rendere quel foglio di carta più interessante ed ottenere così un colloquio?

Sembra semplice ma non lo è. In un mercato tanto competitivo, il curriculum è ancora uno strumento indispensabile, il primo filtro per ottenere un colloquio di lavoro.
Bisogna tenere conto però che gli addetti alle risorse umane dedicano appena tra i 10 e i 15 secondi (al massimo un minuto) alla lettura dei curricula.

Va da sé che quando si compila un curriculum, al di là di tutti gli accorgimenti tecnici da seguire su come scrivere il perfetto CV, è fondamentale catturare sin da subito l’attenzione dell’azienda. Ma come riuscirci? Ecco qualche trucco per distinguersi e quali sono i criteri che un’azienda usa per scegliere un curriculum vitae.

Cercare di differenziarsi

La cosa più importante è orientare il proprio CV alla singola offerta. Le domande da farsi sono: “come posso differenziarmi dal resto? In cosa posso essere diverso dagli altri candidati?”. Insomma, tutti gli espedienti per facilitare il lavoro delle risorse umane e impedire di gettare il proprio curriculum in cima alla pila degli scartati sono i benvenuti.

Bastano quattro righe dopo i dati personali per riassumere il proprio profilo professionale e far capire per quale motivo si è un ottimo candidato per quel posto di lavoro.

“La presentazione deve essere abbastanza attraente perché il reclutatore sia invogliato a continuare con la lettura,”

svelano i dirigenti dell’app di ricerca del lavoro Infojobs.

Queste prime frasi dovrebbero essere scritte in forma più “narrativa”, includendo ad esempio l’uso di metafore o espedienti linguistici che spingano chi legge a voler continuare. Anche scrivere una citazione che abbia particolare significato può aiutare a tenere alta l’attenzione.

Tutti gli esperti, insomma, sono d’accordo sulla struttura base da dare ai curricula: dati personali, profilo professionale, formazione accademica. Il curriculum deve poi essere chiaro e conciso (massimo due pagine). Per rendere il tutto meno pesante, gli esperti di Infojobs consigliano di dare risalto a due o tre successi lavorativi particolarmente importanti e alle principali abilità che si possiedono.

Curriculum e reti sociali

Nell’epoca delle carriere 2.0, le informazioni su curriculum e sulle reti sociali devono obbligatoriamente coincidere. Il profilo LinkedIn, per esempio, deve includere link a blog, profilo Twitter, Instagram o Facebook. Si tratta di dati che possono fare la differenza e danno valore aggiunto al candidato.

Naturalmente includere nel curriculum online i propri profili social può a volte rappresentare un’arma a doppio taglio. Tutto dipende dall’uso che si fa dei social network: Facebook per esempio fornisce senza dubbio una panoramica più ampia delle abitudini di una persona, delle sue amicizie, modi di vivere e gusti ma è probabile che ci siano foto o contenuti che potrebbero influenzare negativamente un reclutatore. Calcolare le ripercussioni nel momento in cui si inserisce il link al proprio profilo è d’obbligo.

Ecco perché si scartano i curricula

Differenziazione, semplificazione e grafica gradevole sono le tre caratteristiche base di un curriculum che ha buone chances di essere preso in considerazione da un’azienda. Non si tratta, consigliano gli esperti, di compilare un mero elenco di titoli di studio ma di convertire un documento di per sé arido in uno strumento che indichi chi siamo e in cosa siamo bravi.

Proprio per questo motivo sono assolutamente scartati i curricula pieni di ridondanze, così come le lettere di presentazione. Secondo molti esperti in HR, infatti, le lettere di presentazione si chiedono sempre meno: il motivo sta nel fatto che i reclutatori non hanno tempo per leggerle.

Altro metro di giudizio che spinge ad essere immediatamente scartati è il livello linguistico. Scrivere di avere un “livello medio di inglese e francese e un livello basso di tedesco” vuol dire non conoscere altra lingua all’infuori di quella natia.

Gli addetti alle risorse umane di molte aziende, perciò, consigliano di approfondire la conoscenza di almeno una lingua straniera e perfezionarla: con la crisi, essendo aumentate le esportazioni, non è raro che le aziende richiedano la conoscenza di una o più lingue straniere. Capacità non solo di lettura ma anche di scrittura e conversazione: va da sé che (soprattutto) in questo campo è inutile mentire.

Sono moltissime, poi, le aziende che ritengono assolutamente irrilevante includere nel curriculum dati che non abbiano nulla a che fare con il posto di lavoro: numero di carta d’identità, stato civile, figli, gusti personali, affermazioni soggettive (“mi considero una persona con grandi capacità…”) e addirittura lo stipendio ideale sono alcuni dei fattori che contribuiscono a scartare un curriculum.

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