Ecco le false semplificazioni del fisco italiano

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Ecco le false semplificazioni del fisco italiano

Fisco italiano sempre più complesso: il moltiplicarsi di adempienti e novità fiscali del 2017 è tutto fuorché semplificazione fiscale.

La semplificazione del Fisco italiano significa 130 milioni di documenti inviati dai contribuenti all’Agenzia delle Entrate soltanto nel primo semestre del 2017.

Un Fisco sempre più complesso, con adempimenti che si moltiplicano e che fagocitano quasi la totalità dell’attività degli studi professionali di commercialisti e una fetta consistente delle entrate di aziende e imprenditori.

Le false semplificazioni fiscali italiane prendono la forma dell’abolizione dello spesometro annuale e della sua sostituzione con ben 8 nuovi adempimenti, di un Intrastat prima cancellato e poi reintrodotto e di dati già inviati da ritrasmettere all’Agenzia delle Entrate che sembra, sotto la scorta del MEF, di voler fare il pieno di informazioni, anche di quelle meno rilevanti.

Complicazione fiscale, più che semplificazione e le maggiori novità fiscali arrivano in materia di Iva.

Prima con il Decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio, il 193/2016 e recentemente il DL 50/2017 le novità sono tutt’altro che marginali, tanto che è diventata ormai una prassi la richiesta di proroga delle scadenze fiscali, da ultime quelle di 770, spesometro del primo trimestre e dichiarazione dei redditi.

Anche il 2017 era, tuttavia, stato accompagnato dalla volontà di semplificazione fiscale; i dati mostrano l’esatto opposto e la seconda metà dell’anno sarà ancora più intensa per commercialisti e imprese.

Le false semplificazioni del fisco italiano

Sono 130 milioni i documenti trasmessi tramite i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate nel primo semestre del 2017, cifra destinata tristemente a salire e a superare i 177 milioni inviati lo scorso anno.

I dati arrivano dal Sole24Ore e parlano di una semplificazione fiscale soltanto annunciata e che, al contrario, è tutto il suo opposto. Il Fisco è alle prese con l’arduo compito di combattere l’evasione fiscale ma per gli addetti ai lavori la proliferazione di adempimenti e costi non è certamente la strada da seguire.

Le false semplificazioni del fisco italiano porteranno molto probabilmente a superare i 200 milioni di documenti inviati nel corso del 2017 dai contribuenti: nella seconda metà dell’anno è previsto il debutto della comunicazione Iva semestrale 2017, il nuovo spesometro introdotto dal DL 193/2016 che continua ancora oggi a non trovare il favore di commercialisti e imprese.

Per cercare di sopperire ad un calendario di adempimenti e scadenze fiscali sempre più fitto è ormai un appuntamento fisso la richiesta di proroga da parte del CNDCEC a ridosso di scadenze fiscali di rilievo, con il viceministro dell’Economia Luigi Casero pronto per essere tramandato ai posteri come l’Uomo delle proroghe.

Le proroghe sono tuttavia soltanto una soluzione tampone ma che per molti è un atto dovuto: agli adempimenti fiscali, nuovi e vecchi, si aggiungono i ritardi con cui l’Agenzia delle Entrate pubblica disposizioni attuative e procedure tecniche, si pensi ad ultimo al caos per le Lipe 2017 trimestrali.

Iva: il centro delle false semplificazioni fiscali in Italia

Se di false semplificazioni si vuole parlare a farla da padrone sono certamente gli adempimenti fiscali in materia di Iva.

L’obbligo di emissione della fattura in split payment anche per i professionisti, già soggetti a ritenuta d’acconto sui compensi e ora con ancora minore liquidità a disposizione, e il tanto criticato spesometro trimestrale 2017 accompagnato dalla comunicazione delle liquidazioni Iva.

Con i nuovi adempimenti in materia di Iva lo Stato ha in mente di incassare 3 miliardi di euro andando a scovare chi sono gli evasori fiscali. Grazie all’incrocio dei dati a disposizione, l’Amministrazione Finanziaria riuscirà a ricostruire la storia reddituale del dichiarante, ma sarà davvero così? Le critiche non mancano, ma per avere dati certi è necessario attendere.

Ed è proprio su questo fronte che, nella seconda metà dell’anno, è atteso un altro degli appuntamenti importanti con il Fisco: il 18 settembre (salvo proroghe) dovrà essere trasmesso lo spesometro semestrale 2017; per il secondo semestre dell’anno l’invio è fissato al 28 febbraio 2018 mentre a partire dalle fatture emesse e ricevute nel 2018 dovrà essere trasmesso a cadenza trimestrale.

Attualmente ancora non sono state rese note regole e specifiche tecniche per l’invio: il CNDCEC ha avanzato la richiesta di proroga per la scadenza dello spesometro al 31 ottobre 2017, attualmente non si tratta di notizie ufficiali.

E intanto, alle porte ci sono le scadenze per la trasmissione della dichiarazione dei redditi, il modello 770 e il versamento degli acconti d’imposta con maggiorazione dello 0,40%.

La precompilata, il vanto delle Entrate sulla via della semplificazione fiscale

Intanto è di pochi giorni fa il comunicato stampa con il quale l’Agenzia delle Entrate ha diffuso i dati sugli invii delle precompilata: un vero successo, con oltre 2 milioni di contribuenti che hanno scelto di trasmettere il modello 730 online.

Una semplificazione soltanto a metà, se si pensa che per tutti i dati inseriti dal Fisco nella dichiarazione dei redditi c’è un professionista tenuto a rispettare un adempimento fiscale: farmacie, medici e via discorrendo.

La semplificazione fiscale che l’Italia deve perseguire è questa? La risposta per molti è scontata ma intanto il fisco italiano finisce per essere - sia per gli italiani che per gli imprenditori stranieri - un labirinto dal quale è difficile uscirne illesi, guadagnando il 3° posto tra i sistemi fiscali peggiori del mondo intero.

Commenti a questo articolo:


Scritto da: Lino

Ecco le false semplificazioni del fisco italiano

Semplificazioni un paio di @@, il famoso sportello Amico tanto decantato per essere più vicino al contribuente che fine ha fatto!!!!! altra bufala di Renzi e seguaci. Ci sono troppe lobby in ballo che ci devono lucrare!!!!!! Le sanguisughe non smetteranno mai di succhiare sangue!!!!! Vogliono combattere l’ evasione fiscale!!! iniziassero da chi non ha busta paga dove i soldi per le tasse gli vengono già tolti. Quindi a ragion veduta secondo voi chi non paga le tasse!!!!! poche parole a buon intenditore. I cittadini che non non riusciti e non riescono riescono a pagare le tasse: Bollo auto, multe ecc......non le paga perchè non ha più soldi per colpa di questi Governi che hanno portato la crisi più totale dal 2012. Se si passassero una mano sulla coscienza (semprechè una coscienza ce l’ hanno) dovrebbero azzerare tutto per gare un po di respiro agli Italiani!!!!!!

Pubblicato il: 15 Luglio 2017

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