Il mercato valutario raramente cambia direzione senza lasciare qualche indizio. Nelle ultime settimane il cambio EUR/CHF sta iniziando a mostrarne diversi. È ancora presto per parlare di una vera inversione del trend di lungo periodo, ma la struttura tecnica dell’euro contro il franco svizzero presenta elementi che meritano attenzione.
Lo sappiamo, la forza o la debolezza di una valuta rappresentano uno degli indicatori più immediati dello stato di salute di un’economia. Il mercato dei cambi riflette le aspettative degli investitori sulla crescita economica, sull’inflazione e sulle decisioni delle banche centrali, producendo effetti concreti anche sull’economia reale. Una valuta forte tende infatti a ridurre la competitività delle esportazioni e ad agevolare le importazioni, mentre una moneta più debole favorisce le imprese esportatrici ma rende più costosi gli acquisti dall’estero, influenzando anche la dinamica del PIL.
In questo contesto il mercato sta raccontando storie differenti. Da una parte la sterlina continua a mostrare una struttura di forza nei confronti dell’euro: sui grafici giornalieri, settimanali e mensili la moneta unica continua infatti a disegnare massimi e minimi decrescenti, confermando un’impostazione ribassista secondo la Teoria di Dow. Dall’altra parte, invece, il cambio euro/franco svizzero sta mostrando una configurazione tecnica diversa rispetto agli ultimi anni.
EUR/CHF: la struttura tecnica evidenzia i primi segnali di miglioramento
Osservando il grafico settimanale emerge una sequenza di minimi e massimi crescenti, configurazione che secondo la Teoria di Dow rappresenta uno dei primi elementi compatibili con la costruzione di un trend rialzista. Si tratta di un segnale che, pur richiedendo ulteriori conferme, appare più ordinato rispetto ai precedenti tentativi di recupero.
Molti investitori ricordano ancora quanto accadde nel gennaio del 2015, quando la Banca Nazionale Svizzera eliminò improvvisamente il cambio minimo nei confronti dell’euro. Fino a quel momento il cross era caratterizzato da un’oscillazione sostanzialmente controllata; la decisione della banca centrale provocò invece uno dei movimenti più violenti nella storia del mercato valutario, causando perdite molto elevate ai trader che avevano costruito strategie basate proprio sulla stabilità del cambio.
Da inizio anno l’EUR/CHF ha registrato un minimo a 0,8981 e un massimo a 0,9350. Le quotazioni continuano a muoversi all’interno della grande candela annuale del 2015 e, osservando il quadro di lungo periodo, rimangono ancora inserite in un trend ribassista iniziato dopo il massimo storico del 2007 in area 1,6829.
Il recupero osservato negli ultimi mesi si inserisce quindi all’interno di una tendenza primaria ancora negativa. Tuttavia, dal punto di vista grafico, alcuni elementi sembrano indicare un miglioramento della struttura di breve e medio periodo, uno scenario che richiederà conferme nelle prossime settimane.
Anche il contesto macroeconomico merita attenzione. Il franco svizzero continua a essere considerato una delle principali valute rifugio e tende a rafforzarsi nei momenti di maggiore incertezza sui mercati finanziari. Quando invece aumenta la propensione al rischio degli investitori, la domanda di attività considerate più difensive tende generalmente a ridursi. Anche questa dinamica può contribuire a spiegare l’evoluzione del cambio EUR/CHF, pur senza rappresentarne l’unico fattore determinante.
Supporti e resistenze saranno il banco di prova
Dal punto di vista operativo, il primo supporto significativo si colloca in area 0,9179, mentre il livello più importante si trova a 0,9096. Un’eventuale discesa al di sotto di quest’ultima soglia modificherebbe l’attuale sequenza di minimi crescenti e indebolirebbe l’impostazione rialzista evidenziata dalla Teoria di Dow sul grafico settimanale.
La prima resistenza è invece posizionata in area 0,9396. Un eventuale superamento di questo livello rappresenterebbe un ulteriore elemento di forza della struttura tecnica, che dovrà comunque trovare conferma nell’evoluzione successiva delle quotazioni.
La media mobile a 200 giorni transita attualmente in area 1,1069, evidenziando come il trend primario rimanga ancora orientato al ribasso. Per questo motivo appare prematuro affermare che la lunga fase di debolezza dell’euro sia definitivamente terminata.
Il rafforzamento dell’euro contro il franco svizzero non rappresenta ancora un’inversione del trend di lungo periodo, ma costituisce uno dei segnali tecnici più interessanti emersi recentemente sul mercato valutario. Sarà l’evoluzione dei prezzi a confermare oppure a smentire questa ipotesi.
Chi osserva esclusivamente il movimento delle ultime settimane potrebbe interpretarlo come un normale rimbalzo tecnico. Tuttavia, la configurazione che si sta formando appare più ordinata rispetto ai precedenti tentativi di recupero registrati negli ultimi anni. Per questo motivo l’EUR/CHF rappresenta oggi un cambio che, dal punto di vista dell’analisi tecnica, merita di essere osservato con particolare attenzione.
Come sempre, sarà il mercato a fornire le conferme definitive. Al momento la struttura grafica suggerisce un possibile miglioramento del quadro tecnico di breve periodo, ma la validità di questo scenario dipenderà dalla tenuta dei principali supporti e dall’eventuale superamento delle resistenze individuate.