I governi Ue tengono apertura in due giorni e tetto di 100 euro, ma tagliano registro centrale e liquidazione semplificata. A che punto è EU Inc e cosa fare oggi se apri un’impresa.
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Chi a marzo ha letto della società europea da aprire online in due giorni, spendendo al massimo 100 euro, potrebbe aver pensato di rimandare la costituzione della propria Srl in attesa della novità. Otto mesi dopo, quella società esiste ancora solo sulla carta: i governi si sono messi d’accordo sulla loro versione del testo, il Parlamento europeo non ha ancora votato e alcuni pezzi della proposta originaria sono già caduti.
Per chi sta per aprire un’impresa, quindi, la domanda non è più cosa sia EU Inc, ma se valga la pena aspettarla. Qui trovi a che punto è il negoziato, cosa è cambiato rispetto all’annuncio di marzo e cosa conviene fare nel frattempo in Italia.
Società unica europea: la promessa di marzo
L’idea della Commissione era una società di capitali facoltativa, con un unico statuto riconosciuto in tutti i 27 Paesi, da scegliere in alternativa alle forme nazionali. Pensata soprattutto per startup e aziende in crescita, doveva rendere più semplice anche la raccolta di capitali e l’azionariato dei dipendenti, con un piano europeo di stock option.
Non tutti, però, l’hanno accolta con entusiasmo. Il riferimento a cui Bruxelles ha guardato è la società del Delaware, la forma preferita dalle startup americane finanziate dai fondi. Per i critici, invece di avvicinare davvero i 27 diritti societari, l’Unione aggiunge un regime in più che copia gli Stati Uniti senza affrontare i problemi di fondo, come la difficoltà di trovare capitali in Europa. E in Italia la ricetta ricorda quella delle startup innovative: tante società costituite, pochi veri casi di successo.
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A che punto è la proposta
EU Inc sarà introdotta con un regolamento europeo, che una volta approvato si applica direttamente in tutti gli Stati membri. Le tappe finora:
- 18 marzo 2026: la Commissione europea presenta la proposta. Il commissario responsabile è Michael McGrath;
- 23 ottobre 2026: il Consiglio dell’Unione europea, cioè i governi dei 27, approva la sua posizione negoziale;
- Parlamento europeo: la posizione non è ancora stata votata. Entro la scadenza del 17 luglio gli eurodeputati hanno presentato in commissione giuridica 1.418 emendamenti; il voto, fissato per l’8 ottobre, è saltato perché i gruppi politici non hanno trovato un accordo sulla partecipazione dei lavoratori;
- negoziato finale: tra Consiglio, Parlamento e Commissione potrà partire solo dopo il voto del Parlamento.
I governi vorrebbero chiudere entro fine anno, ma con il Parlamento ancora senza una posizione l’obiettivo appare difficile da centrare. Se l’accordo non arriva, il negoziato prosegue semplicemente nel 2027: non c’è una scadenza che faccia decadere la proposta.
Cosa è cambiato rispetto all’annuncio
Nel comunicato del 23 ottobre il Consiglio ha spiegato di aver voluto semplificare il testo e rafforzare i controlli. Il confronto tra la proposta della Commissione e la posizione negoziale dei governi (documento del Consiglio ST 14376/26), punto per punto:
| Punto | Proposta della Commissione (marzo) | Posizione del Consiglio (ottobre) |
|---|---|---|
| Registrazione | Online, in 48 ore, al massimo 100 euro | Confermata |
| Capitale minimo | Nessuno | Confermato |
| Azioni e strumenti per investitori | Più classi di azioni, anche senza valore nominale, warrant e convertibili | Confermati |
| Registro delle azioni | Digitale | Digitale, in versione semplificata |
| Stock option per i dipendenti | Piano europeo con tassazione alla vendita delle azioni | Il vantaggio fiscale vale solo se, quando i titoli vengono emessi, l’impresa ha meno di 750 dipendenti e non più di 150 milioni di fatturato |
| Controlli all’ingresso | Registrazione rapida e uniforme | Gli Stati possono rifiutarla per ragioni di antiriciclaggio o altre attività criminali |
| Registro delle società | Registro centrale europeo | Interfaccia comune che collega i registri nazionali |
| Chiusura delle startup | Capitolo sull’insolvenza, con una liquidazione semplificata | Capitolo eliminato |
| Tempi di applicazione | 12 mesi dall’entrata in vigore | 21 mesi dall’entrata in vigore |
In sostanza, la parte più visibile della promessa, aprire in fretta e spendendo poco, ha retto. Si è ridimensionata invece quella pensata per le imprese che crescono o che falliscono: stock option per tutti, un unico registro europeo, una chiusura rapida.
Sulla partecipazione dei lavoratori il Consiglio ha confermato la regola della Commissione: valgono le norme del Paese della sede legale, con un correttivo se l’impresa supera le soglie previste in un altro Stato in cui opera. Il Parlamento, dove il relatore è il socialdemocratico tedesco René Repasi, potrebbe rimettere in discussione alcuni di questi punti.
Cosa EU Inc non cambierà comunque
Anche nella versione più ambiziosa, EU Inc resta una forma societaria, non un regime fiscale. Tasse, diritto del lavoro e previdenza restano nazionali: una EU Inc con sede in Italia paga le imposte italiane, assume con i contratti italiani e versa i contributi all’INPS. Per tutto ciò che il regolamento non disciplina si applica il diritto dello Stato della sede legale.
È anche il motivo per cui molti founder che cercano capitali da fondi internazionali continuano a guardare al Delaware, lo Stato americano dove ha sede legale la maggior parte delle startup finanziate dal venture capital. Lì gli investitori trovano regole e giurisprudenza che conoscono da decenni, e EU Inc da sola non basta a colmare questo vantaggio.
Conviene aspettarla?
Per chi deve aprire un’impresa adesso, quasi sempre no. Facciamo i conti: un regolamento europeo entra in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Ue, e la pubblicazione arriva solo dopo l’accordo finale e il voto definitivo di Parlamento e Consiglio. Anche se l’intesa arrivasse nella prima metà del 2027, con 21 mesi di attesa la prima EU Inc non potrebbe nascere prima della fine del 2028, e con qualsiasi ritardo si va al 2029. Nel frattempo, in Italia ci sono già strumenti che vanno in parte nella stessa direzione:
- la Srl semplificata, con un capitale anche di 1 euro, uno statuto standard e costi notarili ridotti;
- la Srl ordinaria, sempre con un capitale sociale minimo di 1 euro, ma con uno statuto personalizzabile, utile quando entrano soci o investitori;
- lo status di startup innovativa, che dà accesso ad agevolazioni fiscali, regole più flessibili e strumenti per raccogliere capitali, compresa la possibilità di usare le stock option per trattenere chi ci lavora.
Per scegliere tra queste forme c’è la nostra guida su Snc, Srl o Srls, che mette a confronto costi, responsabilità e adempimenti. Se invece parti da zero, trovi tutti i passaggi nell’approfondimento su come aprire un’attività.
Ha senso seguire da vicino il negoziato, invece, se prevedi fin da subito di operare in più Paesi europei o di raccogliere capitali da investitori esteri. Quando EU Inc sarà disponibile, chi ha già una Srl potrà valutare con il proprio commercialista se e come passare al nuovo regime.
Le prossime tappe
Le date da tenere d’occhio sono due: il voto della commissione giuridica del Parlamento e quello dell’Aula, che darà agli eurodeputati il mandato per trattare con i governi. Per ora nessuna delle due è fissata: il dossier non è nell’ordine del giorno delle riunioni del 4 e 5 novembre, e le prossime sedute della commissione sono in calendario il 3, il 7 e il 10 dicembre. Solo nel negoziato finale si saprà se registro centrale e regole sull’insolvenza torneranno nel testo.
Per chi ha un progetto d’impresa pronto, però, il calendario di Bruxelles pesa poco: la Srl si apre oggi, EU Inc arriverà nella migliore delle ipotesi fra un paio d’anni.
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