Età pensionabile Quota 100: di quanti anni viene anticipata la pensione

Con la Quota 100 si potrà andare in pensione a 62 anni, possibilità oggi riservata solamente a coloro che soddisfano i requisiti per la Quota 41 e per la pensione anticipata Inps.

Età pensionabile Quota 100: di quanti anni viene anticipata la pensione

L’età pensionabile - intesa quindi come l’insieme dei requisiti anagrafici e contributivi che consentono al cittadino di ottenere un trattamento a carico di un ente previdenziale - varia a seconda della tipologia del lavoro svolto dall’assicurato, dal momento che per alcune professioni il nostro ordinamento riconosce determinate agevolazioni.

Ad esempio, oggi l’età pensionabile prevista per la previdenza pubblica è pari a 66 anni e 7 mesi. È questa infatti l’età richiesta per accedere alla pensione di vecchiaia per cui nel contempo sono richiesti anche 20 anni di contributi.

Nella pensione anticipata, invece, i contributi versati hanno un peso prevalente dal momento che in questo caso non è richiesta alcuna età anagrafica per accedere alla pensione. Nel dettaglio, si può accedere alla pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi (uomini) o con 41 anni e 10 mesi (donne).

L’età pensionabile dal 2019 subirà una modifica al rialzo per effetto dell’adeguamento con le aspettative di vita; per la pensione di vecchiaia, infatti, l’età pensionabile sarà di 67 anni, mentre per la pensione anticipata il requisito contributivo verrà incrementato di 5 mesi sia per gli uomini che per le donne.

Per maggiori informazioni sulle novità del prossimo anno vi invitiamo a consultare la nostra guida sulle pensioni nel 2019; qui invece ci andremo a concentrare sull’età pensionabile prevista per la Quota 100, ossia lo strumento che il Governo introdurrà nel 2019 per rendere più flessibile la Legge Fornero.

Quando si parla di Quota 100 genericamente non si fa riferimento ad un’età pensionabile fissa. Questa, infatti, varia a seconda del soggetto visto che per accedere a questa opzione per il pensionamento basterebbe che la somma tra l’età anagrafica e i contributi accreditati dia come risultato 100.

Quindi, per un soggetto che ha iniziato a lavorare da molto giovane, ad esempio all’età di 20 anni, mantenendo una carriera lavorativa continua, l’età pensionabile potrebbe essere pari a 60 anni visto che nel contempo dovrebbe aver maturato 40 anni di contributi.

Per quanto riguarda la Quota 100 che il Governo intende introdurre dal 1° gennaio prossimo - e per la quale verranno stanziati dai 7 agli 8 miliardi di euro nella Legge di Bilancio 2019 - c’è però un discorso differente da fare. Per limitare i costi della riforma, infatti, il Governo ha deciso di fissare un’età pensionabile anche per la Quota 100 riducendo così la platea dei potenziali beneficiari.

Età pensionabile per la Quota 100

Come anticipato con età pensionabile si intende l’insieme dei requisiti anagrafici e contributivi necessari per accedere ad un trattamento previdenziale, quale può essere la pensione di vecchiaia, anticipata o anche la Quota 100.

Nel caso di quest’ultima il Governo ha deciso che chi soddisfa determinati requisiti contributivi può anticipare l’accesso alla pensione fino ad un massimo di 5 anni.

Infatti, mentre l’età pensionabile per la pensione di vecchiaia dal 2019 sarà pari a 67 anni, per accedere alla Quota 100 ne saranno sufficienti 62.

Non basta però avere 62 anni per andare in pensione con la Quota 100 visto che parimenti bisogna soddisfare anche un requisito contributivo che, indipendentemente dall’età del richiedente, è pari a 38 anni di contributi.

Per questo motivo si parla di Quota 100 solo per coloro che hanno 62 anni e 38 di contributi, mentre con l’avanzare dell’età è più corretto parlare di Quota 101, Quota 102, Quota 103 e così via.

In pensione a 62 anni: chi può?

Prima di concludere ricordiamo che già oggi è possibile andare in pensione a 62 anni di età. Questo ad esempio è possibile ricorrendo alla suddetta pensione anticipata Inps, per la quale come abbiamo visto in precedenza basta soddisfare un requisito contributivo di 42 anni e 10 mesi per gli uomini e di 41 anni e 10 mesi per le donne.

Prendiamo come esempio un lavoratore che ha iniziato a lavorare a 19 anni e che ha continuato a farlo senza interruzioni. Questo potrà andare in pensione già prima del compimento dei suddetti 62 anni, ossia al raggiungimento dei 61 anni e 10 mesi (poiché si presume che nel frattempo abbia maturato i 42 anni e 10 mesi di contributi richiesti per la pensione anticipata).

Dal prossimo anno però l’età pensionabile per la pensione anticipata sarà più alta visto che per effetto dell’adeguamento con le speranze di vita il requisito contributivo sarà incrementato di 5 mesi.

In tal caso, quindi, il lavoratore dovrebbe attendere il raggiungimento dei 62 anni e 3 mesi per andare in pensione, oppure potrà accedere alla Quota 100 visto che all’età di 62 anni avrà maturato più contributi - 43 per l’esattezza - rispetto ai 38 anni richiesti.

Resta da capire però se per farlo dovrà accettare una riduzione dell’assegno previdenziale, aspetto che il Governo non ha ancora chiarito del tutto. Qualora fosse così al lavoratore converrebbe infatti attendere altri 3 mesi prima di essere collocato in quiescenza, così da mantenere intatto l’importo dell’assegno maturato.

Per andare in pensione a 62 anni c’è anche un’altra possibilità: la Quota 41. Questa oggi è riservata ai lavoratori precoci (ossia a coloro che hanno maturato 12 mesi di contributi prima del compimento dei 19 anni) che fanno parte di determinati profili di tutela (disoccupati, invalidi al 74%, caregivers, addetti ai lavori usuranti e gravosi).

In questo caso, quindi, per andare in pensione all’età di 62 anni è necessario che nel contempo il lavoratore abbia maturato almeno 41 anni di contributi, di cui 12 mesi devono far riferimento al periodo precedente al compimento del 19° anno di età.

Anche per la Quota 41 (che il Governo dovrebbe estendere a tutti i lavoratori dal 2020) dal 1° gennaio 2019 scatterà l’adeguamento con le speranze di vita, per effetto del quale il requisito contributivo verrà incrementato di 41 anni e 5 mesi.

Tuttavia, dal prossimo anno se un lavoratore precoce a 62 anni ha maturato solamente 41 anni di contributi non sarà costretto ad attendere altri 5 mesi per andare in pensione; con l’introduzione della Quota 100, infatti, potrà comunque smettere di lavorare ricorrendo a questa opzione (penalizzazione permettendo) visto che ne soddisfa tutti i requisiti.

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