Il conto corrente cointestato è molto rischioso in caso di eredità, ecco perché e come tutelarsi.
Molte persone scelgono il conto corrente cointestato pensando che sia una soluzione in grado di semplificare la gestione del denaro, ritenendolo utile per assicurare a tutti i titolari la disponibilità economica, garantendo a entrambi l’uso dei soldi. In realtà, il conto corrente cointestato nasconde delle insidie, soprattutto alla morte di uno dei titolari. Naturalmente, ciò non significa che si debba evitare in assoluto l’apertura di un conto corrente cointestato, che può a tutti gli effetti offrire dei vantaggi, ma bisogna conoscere bene come funziona.
Dal punto di vista ereditario, in particolare, la cointestazione del conto corrente rischia di generare più problemi che soluzioni. Senza un’adeguata preparazione la divisione ereditaria può trasformarsi in un vero e proprio incubo, ma soprattutto compromettere il compimento delle reali volontà del defunto. Se si tratta di un modo per donare a un proprio caro parte del proprio patrimonio in vista dell’eredità è meglio evitare il conto corrente cointestato, che rischia di rivelarsi una strategia assai controproducente. Una nuova recente della Cassazione ce lo conferma.
Meglio evitare il conto corrente cointestato per l’eredità
In genere si presume che il denaro di un conto corrente cointestato sia di entrambi i titolari, diviso equamente fra loro. A livello contrattuale, poi, è possibile optare per altre soluzioni e ripartizioni dei soldi, con percentuali differenti a seconda del contributo apportato. Il conto corrente cointestato si distingue inoltre a seconda della cosiddetta firma, congiunta o disgiunta, che permette rispettivamente di operare solo con il consenso di tutti gli intestatari o anche autonomamente. Questa previsione, tuttavia, non è davvero una regola che decide la titolarità dei soldi, servendo semplicemente alla gestione del conto, più che altro nei rapporti verso l’istituto di credito che in quelli tra i correntisti.
Il fatto che sia possibile, per esempio, prelevare la metà del denaro presente sul conto non significa che se ne acquisti il possesso. Si tratta di una presunzione facilmente superabile, in tutela dei correntisti ma anche a loro discapito in caso di eredità. In altri termini, la titolarità dei soldi e la loro origine continuano a contare anche dopo che arrivano sul conto cointestato. Un principio semplice ma fondamentale che è stato ribadito in svariate occasioni dalla Corte di Cassazione, in ultimo con la sentenza n. 5009/2026.
Un’altra causa sulla successione del conto cointestato, spesso al centro di controversie, utile a richiamare i principi per la corretta gestione delle somme e anche per la valutazione di sistemi più idonei ai lasciti ereditari. Cointestare il proprio conto corrente non basta a lasciare metà dei propri soldi, soprattutto quando ci sono più eredi che si contendono il patrimonio. Per avere davvero diritti sul denaro in questione, infatti, sarà sempre necessario provare che è avvenuta una donazione - peraltro nei limiti dovuti alle quote di legittima - o che fossero propri fin dall’inizio.
Nella sentenza richiamata, si trattava di un conto cointestato tra il defunto e sua sorella, quest’ultima con condizioni economiche precarie. Il patrimonio del fratello, al contrario, era piuttosto consistente, come si poteva evincere anche dalle somme rimaste sul conto. Nonostante fosse cointestato, tuttavia, la sorella non ha potuto ottenere la metà della liquidità. Si può pensare tranquillamente che il defunto avesse voluto cointestare il conto per garantire il lascito alla sorella, ma non ha lasciato alcuna prova utile a ricostruire la donazione indiretta, né tantomeno un atto di donazione a tutti gli effetti.
I soldi erano inoltre evidentemente riconducibili al defunto, pertanto sono stati considerati nel patrimonio ereditario, a cui la donna ha dovuto restituire anche le somme precedentemente utilizzate o prelevate. Ciò non sarebbe avvenuto se avesse potuto provare la titolarità dei soldi o la donazione, pertanto la successione del conto cointestato può spesso essere semplificata formalizzando la donazione, eventualmente anche tramite il testamento.
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