Un’intervista al ricercatore Ian Carroll riporta al centro il ruolo finanziario di Jeffrey Epstein: dai derivati legati a Bear Stearns, ai rapporti con JPMorgan e ad oscuri intrecci geopolitici.
Gli Epstein Files continuano a produrre onde lunghe che vanno ben oltre lo scandalo criminale per cui sono noti al grande pubblico. Nell’intervista concessa a Tucker Carlson, il ricercatore indipendente statunitense Ian Carroll propone una lettura che sposta non poco il baricentro della vicenda: Epstein non sarebbe stato solo un predatore protetto dal potere, ma un attore inserito nel cuore della finanza globale, con connessioni che toccano la crisi del 2008, le grandi banche d’affari e — indirettamente — apparati di intelligence e strategie geopolitiche coperte.
Carroll, noto per le sue analisi documentali su finanza e potere, parte da una constatazione semplice: se Epstein fosse stato solo un criminale isolato, non si spiegherebbe la sua presenza costante accanto a banche sistemiche, leader politici e grandi eventi economici globali. Da qui una ricostruzione che intreccia strumenti finanziari complessi, tempistiche sospette e protezioni istituzionali.
Liquid Funding Ltd. e i CDO prima del crollo
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