Eni: attività in Mozambico ed Egitto piacciono a mercato e analisti

L’avanzamento del progetto in Mozambico e la seconda scoperta in Egitto spingono il titolo del gruppo, mentre gli analisti confermano giudizi positivi.

Eni: attività in Mozambico ed Egitto piacciono a mercato e analisti

Eni continua a puntare in Africa. Mozambico ed Egitto, oggi, regalano al gruppo italiano significative soddisfazioni.

Da una parte, l’avvio della prima fase del progetto Rovuma Lng per la produzione, liquefazione e commercializzazione del gas naturale dei giacimenti di Mamba situati nell’Area 4 nell’offshore del Mozambico.

Dall’altra, la seconda scoperta a olio nel bacino del Faghur nel deserto occidentale egiziano.

Due notizie annunciate oggi dal Cane a sei zampe, mentre il titolo in Borsa- al momento della scrittura - viene scambiato al rialzo a 16,23 euro guadagnando lo 0,28%.

Intanto, gli analisti esprimo giudizi positivi sulla quotata e JP Morgan ha rivisto al rialzo il target price da 14 a 16 euro.

Il progetto in Mozambico

Il governo del Mozambico ha ricevuto il piano di sviluppo concernente la prima fare del progetto Rovuma Lng, realizzato da Mozambique Rovuma Venture, società controllata da Eni che ne detiene il 35,7%, da ExxonMobil con la stessa quota e da Cnpc con il 28,6%.

Obiettivo del progetto è la produzione, liquefazione e commercializzazione del gas naturale estratto dai giacimenti di Mamba, che si trovano nell’Area 4 dell’offshore del Paese, dove Mozambique Rovuma Venture ha una partecipazione del 70% insieme a Galp, Kogas ed Empresa Nacional de Hidrocarbonetos, ne controllano ciascuna il 10%.

Il piano presentato da Mozambique Rovuma Venture in questa fase, in particolare, contiene i dettagli relativi alla progettazione e costruzione di due treni per la liquefazione del gas naturale dalla capacità di 7,6 milioni di tonnellate di Gnl all’anno ciascuno.

La produzione di Gnl dovrebbe partire dal 2014, mentre nel 2019 è attesa la decisione finale di investimento da parte dei partner dell’Area 4.

Eni ed ExxonMobil

L’Area 4, di recente, è stata oggetto di un’operazione di cessione che ha coinvolto Eni ed ExxonMobil. Lo scorso dicembre, il gruppo italiano aveva infatti annunciato il complemento della vendita nel blocco a gas nel Bacino del Rovuma di un interesse indiretto del 25% e per un valore di circa 2,8 miliardi di dollari.

A seguito di quella cessione, Eni East Africa è stata ribattezzata Mozambique Rovuma Venture.

Nell’ambito del progetto Rovuma Lng, dunque, ExxonMobil si occuperà delle le attività di liquefazione del gas e la costruzione dei relativi impianti, mentre a Eni spetterà la guida dello sviluppo e della gestione delle attività relative all’upstream.

Soddisfazione per l’andamento del progetto

Particolare compiacimento per l’andamento del progetto, viene espressa dai vertici delle due società interessate attraverso una nota ufficiale.
Liam Mallon, presidente della ExxonMobil Development Company, si è detto soddisfatto

“di stare portando avanti il Progetto Rovuma Lng, lavorando a stretto contatto con il Governo del Mozambico e facendo leva sull’esperienza e la capacità di tutti i partner”.

Da parte sua, Stefano Maione, direttore del Mozambique Program per Eni, ha commentato:

“Lo sviluppo del progetto Rovuma Lng sta avanzando rapidamente. La dimensione del progetto non soltanto ne evidenzia l’importanza in termini di investimento nel Paese, ma offre anche una grande opportunità per contribuire alla crescita economica e aprire nuove opportunità per il popolo mozambicano”.

La seconda scoperta in Egitto

Sempre oggi, Eni ha annunciato anche la seconda scoperta a olio leggero in Egitto, nel prospetto esplorativo B1-X situato nel permesso di South West Meleiha, detenuto al 100% da Eni attraverso la controllata Ieoc.

Questa scoperta - nel deserto occidentale egiziano, circa 130 chilometri a Nord dell’oasi di Siwa - oltre a conferma l’alto potenziale esplorativo e produttivo delle sequenze profonde del bacino del Faghur, permette a Eni di continuare la programmazione delle attività esplorative in zona, continuando a perforare in aree limitrofe alle due scoperte.

Nell’eventualità, non più remota, di nuove scoperte, Eni intende aprire un nuovo polo produttivo in Egitto, Paese in cui è presente dal 1954.

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