Elon Musk è il primo trilionario al mondo. Ma gran parte della sua ricchezza viene dagli aiuti governativi

Alessandro Nuzzo

15 Giugno 2026 - 18:15

Dopo la quotazione in borsa di SpaceX, Elon Musk ha superato quota 1.000 miliardi di dollari di patrimonio. Ma ci è riuscito grazie a ingenti aiuti governativi.

Elon Musk è il primo trilionario al mondo. Ma gran parte della sua ricchezza viene dagli aiuti governativi

Qualche giorno fa SpaceX è stata quotata in borsa a un prezzo record di 150 dollari per azione. Questa quotazione conferisce all’azienda spaziale una valutazione complessiva vicina ai 2 trilioni di dollari. Grazie a questo risultato, il fondatore di SpaceX, Elon Musk, ha consolidato la sua posizione di uomo più ricco del mondo, diventando anche il primo individuo a superare la soglia del trilione di dollari di patrimonio personale. Al 12 giugno, infatti, la sua ricchezza era stimata in circa 1.100 miliardi di dollari.

Eppure, per raggiungere questa cifra impressionante, Elon Musk ha potuto contare anche su un significativo sostegno pubblico. Ross Gerber, CEO di Gerber Kawasaki e tra i primi investitori di Tesla, ha sottolineato come il successo di Tesla e SpaceX sia stato favorito dagli aiuti ricevuti dal governo federale americano. Secondo Gerber, nei primi anni di attività SpaceX beneficiò di circa 500 milioni di dollari tra sovvenzioni e finanziamenti pubblici. Fu proprio grazie a queste risorse che l’azienda poté investire in ricerca e sviluppo e diventare quella che oggi è una delle realtà più importanti del settore aerospaziale.

Nel 2006 il primo importante finanziamento dalla NASA

Uno dei primi e più importanti finanziamenti arrivò nel 2006, quando la NASA stanziò 278 milioni di dollari per sostenere lo sviluppo del razzo Falcon e della capsula Dragon. All’epoca quella cifra rappresentava circa la metà del capitale raccolto dall’azienda. L’obiettivo della NASA era individuare un nuovo sistema per trasportare astronauti e rifornimenti verso la Stazione Spaziale Internazionale dopo la conclusione del programma Space Shuttle.

Il supporto pubblico non si fermò lì. Alla fine del 2008 SpaceX era vicina al fallimento e proprio in quell’anno riuscì a firmare un contratto storico da 1,6 miliardi di dollari con la NASA. Un accordo che, secondo molti osservatori, salvò letteralmente l’azienda. Lo stesso Musk ha più volte riconosciuto che senza il sostegno economico dell’agenzia spaziale americana SpaceX non sarebbe riuscita a raggiungere i traguardi che l’hanno portata, pochi anni dopo, a diventare un protagonista assoluto dell’esplorazione spaziale.

Una storia simile riguarda Tesla. All’inizio del 2010 l’azienda aveva venduto meno di 2.000 auto in tutta la sua storia. Pochi mesi prima della quotazione in Borsa ricevette però un prestito da 465 milioni di dollari dal Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti. Grazie a quei fondi fu sviluppata la Model S, destinata a diventare il modello più importante e di maggior successo della casa automobilistica. Il prestito venne successivamente rimborsato nel 2013.

Secondo diversi analisti, tuttavia, il sostegno economico più significativo per le attività di Musk è arrivato dai crediti sulle emissioni previsti dalla normativa americana. Le case automobilistiche che non rispettano determinati limiti ambientali sono infatti obbligate ad acquistare crediti dalle aziende che invece li rispettano. Tesla, producendo esclusivamente veicoli elettrici, è diventata una delle principali beneficiarie di questo sistema. Tra il 2008 e il 2019 la vendita di tali crediti ha generato circa 2 miliardi di dollari di ricavi.

Oltre ai prestiti e ai crediti ambientali, le aziende impegnate nella produzione di veicoli elettrici hanno beneficiato anche di importanti agevolazioni fiscali. Tesla avrebbe ottenuto vantaggi per diversi miliardi di dollari, contribuendo in modo significativo alla crescita del gruppo.

Analizzando la storia imprenditoriale di Elon Musk emerge quindi un apparente paradosso. L’imprenditore è spesso stato tra i più severi critici della spesa pubblica e dell’intervento statale nell’economia. Tuttavia, una parte importante della crescita delle sue aziende è stata resa possibile proprio grazie a finanziamenti pubblici, incentivi governativi, contratti federali e programmi di sostegno statale che hanno contribuito a costruire le fondamenta del suo impero economico.

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