Dopo gli insulti incrociati arriva l’ipotesi di acquisizione da parte del CEO di Tesla. Provocazione mediatica o mossa possibile? Ecco l’esito dello scontro pubblico tra Elon Musk e Michael O’Leary.
Volano stracci tra Elon Musk e Michael O’Leary. La mela della discordia è Starlink, la rete satellitare di SpaceX che il CEO di Ryanair ha escluso dalla sua flotta di oltre 600 aeromobili. Da lì, una sequenza di insulti, provocazioni sui social e, infine, l’ipotesi di una possibile acquisizione della compagnia aerea irlandese da parte del CEO di Tesla.
La miccia si è accesa quando O’Leary ha chiarito pubblicamente di non avere alcuna intenzione di fornire la connessione internet di Starlink all’interno dei suoi aeromobili, a differenza di compagnie come Lufthansa o British Airways. Secondo l’imprenditore irlandese, l’installazione delle antenne comporterebbe un peggioramento dell’aerodinamica degli aerei e, di conseguenza, un aumento significativo dei consumi di carburante.
“Aggiungere un’antenna a ogni velivolo significherebbe spendere tra i 200 e i 250 milioni di euro in più all’anno solo per il carburante”, ha spiegato O’Leary ai media irlandesi. A questo si sommerebbero circa 250 milioni di euro di costi di installazione. Un investimento che, a suo giudizio, non troverebbe giustificazione nei ricavi: “Se il Wi-Fi è gratuito, i passeggeri lo usano. Ma non sono disposti a pagare un euro in più sul biglietto”.
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La risposta di Elon Musk e gli insulti tra i due CEO
Le dichiarazioni di O’Leary non sono passate inosservate. In un post all’interno di X (ex Twitter), la sua piattaforma proprietaria, Elon Musk ha bollato come “sbagliati” i calcoli del CEO di Ryanair e lo ha poi definito un “completo idiota”. O’Leary ha risposto senza attenuare i toni: “È molto ricco, ma resta un idiota. E quello che sa di aerodinamica e di resistenza all’avanzamento è zero”.
Lo scambio si è intensificato nei giorni successivi, con Musk che arrivato a sostenere che O’Leary dovrebbe essere rimosso dal suo incarico. Ryanair, dal canto suo, ha alimentato la polemica con il consueto sarcasmo sui social, arrivando a ironizzare su un blackout di X negli Stati Uniti con un post: “Forse ti serve il Wi-Fi, @elonmusk?”.
perhaps you need Wi-Fi @elonmusk? https://t.co/eq82qcLqKv
— Ryanair (@Ryanair) January 16, 2026
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La provocazione sull’acquisto di Ryanair
È in questo clima che Musk ha rilanciato, chiedendo ai suoi follower se dovrebbe acquistare Ryanair e “rimettere qualcuno che si chiama davvero Ryan al comando”. Il riferimento è a Tony Ryan, imprenditore irlandese e cofondatore della compagnia, scomparso nel 2007. Il sondaggio raccoglie quasi 900.000 voti, con oltre il 75% di risposte favorevoli all’operazione.
O’Leary ha minimizzato l’accaduto e, anzi, ha voluto ringraziare pubblicamente il miliardario per la visibilità ottenuta: “Se vuole insultarmi, non sarebbe il primo e non sarà l’ultimo”, ha detto durante una conferenza stampa a Dublino. “Ma se questo contribuisce ad aumentare le vendite di Ryanair, può farlo ogni giorno”. Il CEO ha aggiunto di non sentirsi toccato dagli attacchi personali: “Vengo insultato regolarmente a casa dai miei quattro figli adolescenti”.
Effetto mediatico e impatto sui conti di Ryanair
Al di là del clamore, la disputa sembra aver avuto un ritorno immediato sul fronte commerciale per la compagnia aerea. Secondo O’Leary, le prenotazioni sono aumentate del 2-3% nell’arco di cinque giorni. “Con i nostri volumi, è un incremento molto significativo”, ha sottolineato, parlando di un effetto pubblicitario inatteso ma gradito.
I mercati finanziari, invece, restano prudenti. Il titolo Ryanair ha registrato solo variazioni contenute durante la polemica, segno che gli investitori non attribuiscono grande probabilità a una possibile acquisizione da parte di Musk anche se, già in passato, il CEO di Tesla aveva aperto un sondaggio su X - allora Twitter - per chiedere agli utenti un parere sull’acquisto della piattaforma. Come risaputo, alla fine l’operazione è andata in porto.
Elon Musk può davvero comprare Ryanair?
Lo scetticismo su una possibile operazione è principalmente normativo. Le regole dell’Unione Europea impongono che le compagnie aeree comunitarie siano controllate in maggioranza da soggetti europei o da cittadini di Paesi associati come Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein. Musk, sudafricano con cittadinanza canadese e naturalizzato statunitense, non potrebbe quindi assumere il controllo di Ryanair.
Lo stesso O’Leary lo ha chiarito senza ambiguità:
“Se Musk vuole investire in Ryanair, per noi sarebbe un ottimo affare. Ma può comprare azioni, non prendere il controllo. I rendimenti sarebbero probabilmente migliori di quelli del suo social network”.
Il precedente dell’acquisto di Twitter dimostra che gli “show” sui social network di Musk non sempre restano tali. In questo caso, però, l’ostacolo non è il prezzo - Ryanair vale circa 30 miliardi di euro, una cifra ampiamente alla portata del patrimonio personale del miliardario - bensì un quadro regolatorio che rende l’operazione sostanzialmente impossibile.
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