Stop ai voli a metà giornata e tagli infrasettimanali. La mossa delle compagnie contro il caro cherosene

Laura Pellegrini

8 Maggio 2026 - 07:01

La crisi energetica costringe i vettori a rivedere le tratte: nel mirino i voli del martedì e mercoledì. Salve le fasce pendolari e i collegamenti per le isole.

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Le compagnie aeree stanno tenendo una comunicazione prudente per non spaventare i clienti e annullare le prenotazioni per i prossimi mesi, ma la crisi energetica sta mettendo a dura prova il trasporto aereo. Nonostante non sia ancora provata la carenza effettiva di approvvigionamento di carburante, molte compagnie sono state costrette a cancellare numerose tratte o a ridurre i collegamenti verso i Paesi meno frequentati per risparmiare cherosene. A livello globale si parla di 12.000 voli cancellati solo a maggio.

Come ha spiegato Michael O’Leary, l’Amministratore delegato di Ryanair al Corriere della Sera, “il problema delle forniture diventa settimana dopo settimana più serio per il nostro settore”. Il problema non sarà il mese di maggio, ma i primi giorni di giugno nel caso in cui lo stretto di Hormuz restasse chiuso e la guerra in Medio Oriente dovesse protrarsi a lungo.

Le compagnie aeree hanno quindi preparato un piano di emergenza contro il caro carburante che prevedrebbe tagli alle tratte meno redditizie, riduzioni di voli giornalieri (in particolare in alcune giornate e fasce orarie) e numerose cancellazioni di voli nazionali.

Caro carburanti: cosa prevede il piano d’emergenza delle compagnie aeree

La crisi energetica e il conflitto in Medio Oriente stanno mettendo a dura prova non solo le famiglie e le imprese ma anche il settore del trasporto aereo. Dopo i numerosi tagli e le cancellazioni su diverse tratte nazionali e internazionali, le principali compagnie aeree stanno definendo un eventuale piano di emergenza da adottare nel caso in cui le scorte di cherosene dovessero esaurirsi.

Come ha precisato l’amministratore delegato della compagnia irlandese, al momento non c’è nessuna emergenza ma se lo stretto di Hormuz restasse bloccato a lungo bisognerebbe intervenire. “Ovviamente, stiamo facendo degli approfondimenti, sappiamo dove si potrebbe intervenire da subito nel caso fosse necessario” ha rivelato al Corriere.

Oltre alla compagnia irlandese, anche altri manager (che intendono rimanere anonimi) confermano l’esistenza di una lista di destinazioni sacrificabili da subito.

Il piano delle compagnie aeree, infatti, prevede la cancellazione dei voli di metà giornata, l’eliminazione delle rotte meno redditizie e il taglio dei viaggi nei giorni con meno traffico, per esempio di martedì, mercoledì o sabato. Sono salve invece le tratte del lunedì, venerdì e della domenica, considerate giornate chiave per gli spostamenti aerei.

Quali sono i voli e le tratte più a rischio?

Il piano delle compagnie aeree, che rimane al momento una bozza in vista degli sviluppi delle prossime settimane, prevede la cancellazione di numerosi voli all’ora di pranzo perché considerati a minore impatto, mentre i voli mattutini e serali rimangono confermati proprio perché più frequenti e prenotati.
A rischio anche le partenze e gli arrivi in giornate con flussi leggeri come il martedì, mercoledì e il sabato. Il giovedì potrebbe rientrare nelle giornate a rischio, ma non è ancora certo. Meglio optare comunque per una prenotazione di lunedì, venerdì o domenica.

L’amministratore delegato ha poi chiarito che le rotte interne ai Paesi, per esempio i voli nazionali, potrebbero essere ridotti drasticamente in caso di emergenza proprio per spingere i viaggiatori a scegliere mezzi alternativi e meno costosi (treni e bus in particolare). Sarebbero invece garantiti i collegamenti con le isole maggiori.

In questo momento, i tagli riguardano le rotte meno redditizie: vengono quindi ridotti sin da oggi i collegamenti stagionali con tassi di riempimento insoddisfacenti, le destinazioni secondarie operate con bassa frequenza e le rotte dove la concorrenza è più forte.

Quali sono i rischi della cancellazione dei voli?

Nel caso in cui il piano di emergenza delle compagnie aeree dovesse entrare in vigore, potrebbero emergere delle difficoltà nella gestione degli spostamenti dei passeggeri. Gli addetti ai lavori temono che la cancellazione delle rotte nazionali e degli spostamenti interni in aereo potrebbero provocare un affollamento degli autobus e dei treni, oltre a un maggiore traffico sulle principali strade e autostrade italiane.

Non solo: i pochi viaggi che verrebbero garantiti in giornate specifiche potrebbero essere particolarmente affollati e costosi. In questo modo molte famiglie potrebbero rinunciare alle prenotazioni per la prossima estate con un calo dei profitti per le compagnie aeree.

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