Una delle principali destinazioni turistiche europee sta vivendo una crisi senza precedenti. Ecco cosa sta succedendo
Le Isole Canarie hanno tutto quello che si può chiedere a una meta vacanziera. Il vulcano Teide che domina Tenerife (la vetta più alta di tutta la Spagna), le spiagge di sabbia bianca di Fuerteventura, un clima tra i più soleggiati d’Europa, vini vulcanici, cucina locale deliziosa e ottime opportunità per il surf. Decenni di turismo non hanno fatto altro che confermare quello che i visitatori sapevano già: questo arcipelago nell’Oceano Atlantico è un luogo speciale.
Ma, per il 2026, i travel expert di Fodor’s, una delle guide di viaggio più autorevoli al mondo, con oltre 80 anni di storia, hanno inserito le Canarie nella loro «No List» - la lista delle destinazioni che, quest’anno, sarebbe meglio ripensare.
Perché evitare le Canarie nell’estate 2026
Il motivo principale è uno solo: troppa gente. Secondo i dati dell’Osservatorio del Turismo delle Isole Canarie, nel 2025 l’arcipelago ha registrato 18,4 milioni di visitatori, un nuovo record assoluto che rappresenta un aumento del 3,5% rispetto all’anno precedente, anch’esso un record.
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I numeri si traducono in problemi concreti come infrastrutture al collasso, affitti alle stelle, code ovunque e una progressiva perdita di biodiversità. Negli ultimi 3 anni i residenti sono stati protagonisti di grandi manifestazioni in tutto l’arcipelago. I cartelli dei manifestanti recitavano «Le Canarie hanno un limite» e la loro richiesta era chiara: stop al turismo incontrollato.
Acqua e abitazioni sono i due nervi più scoperti. Le Canarie non ricevono molta pioggia e le risorse idriche sono già storicamente sotto pressione. Sul fronte abitativo, gli affitti nelle principali località dell’arcipelago sono aumentati vertiginosamente negli ultimi anni, nonostante le restrizioni sugli affitti brevi non registrati, che secondo alcune stime rappresentano quasi un terzo dell’intero mercato.
Dove andare invece?
Rinunciare alle Canarie non significa rinunciare alla Spagna. Le alternative ci sono, e in alcuni casi sono persino migliori.
La prima opzione sono le Baleari. Maiorca, Ibiza, Minorca sono anche loro alle prese con il turismo di massa, ma visitarle fuori stagione cambia completamente l’esperienza. Per chi ama il trekking, la Serra de Tramuntana a Maiorca è patrimonio UNESCO, con antiche fattorie e uliveti millenari. Per chi cerca una spiaggia da cartolina, Cala Macarelleta a Minorca è tra le cinquanta più belle del mondo.
La seconda opzione è la Spagna del Nord, ancora poco frequentata dai turisti stranieri. La Costa Verde (la «Costa Verde» di Cantabria e Galizia) offre spiagge battute dalle onde, foreste che sembrano uscite da un racconto, cascate e paesaggi che non hanno nulla da invidiare al Sud. Ed è una delle poche zone della Spagna dove i locali accolgono ancora i visitatori con entusiasmo genuino.
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