Elezioni USA 2024: testa a testa Biden-Trump, per il 73% il presidente in carica è “troppo vecchio”.

Enrica Perucchietti

7 Settembre 2023 - 10:00

Secondo un sondaggio del WSJ, Biden è considerato troppo vecchio, Trump rimane il candidato preferito tra i repubblicani, con il 60% delle preferenze, distanziando i suoi rivali interni.

Elezioni USA 2024: testa a testa Biden-Trump, per il 73% il presidente in carica è “troppo vecchio”.

Nella sfida alla Casa Bianca del 2024, tra Joe Biden e Donald Trump, la percezione degli americani è che Biden sia troppo anziano per un secondo mandato.

E di certo non aiutano le gaffe ripetute, gli evidenti problemi psicofisici, la percezione che sia debole e mentalmente «bollito», il nomignolo coniato dal rivale tycoon, «Sleepy Joe».

Il sondaggio del WSJ

A delineare la percezione dello scontro, per ora ancora virtuale, è un sondaggio del Wall Street Journal.

I dati raccolti dal sondaggio sul presidente Biden sono critici: il 73% degli americani lo ritiene troppo anziano, solo il 42% approva il suo governo, e solo il 39% ha un’opinione favorevole su di lui.

Da Filadelfia dove è in visita per il Labor Day, la festa dei lavoratori USA, arriva la replica del presidente in carica che prova a difendersi usando l’arma dell’ironia, un modo per cercare anche di creare empatia e dipanare le ansie dei dem: «Mi continuano a dire che sono troppo vecchio. Sono solo più saggio».

«Continuerò a fare questo lavoro, con il vostro aiuto», ha detto il presidente sul palco della città della Pennsylvania rivendicando la creazione di milioni di posti di lavoro dal suo arrivo alla Casa Bianca.

«Quando c’era l’altro, la Cina ci rubava il lavoro, ora i lavori stanno tornando negli Stati Uniti», ha attaccato riferendosi al potenziale rivale repubblicano.

Già la scorsa settimana un sondaggio condotto da Associated Press-Norc Center for Public Affairs Research aveva però messo in risalto le perplessità dell’elettorato americano nei confronti di Biden, per questioni anagrafiche.

Quando si voterà, il presidente americano avrà 82 anni e, per cui lascerebbe la Casa Bianca a ottantasei anni compiuti. E non si può dire che “Sleepy Joe” brilli di lucidità.

Trump il preferito tra i candidati repubblicani

Tuttavia, tra i due principali candidati alle elezioni presidenziali del 2024, c’è ancora una sostanziale parità.

Trump rimane il candidato preferito dai repubblicani, nonostante le controversie legali e si allunga nei sondaggi rispetto al suo principale rivale repubblicano, Ron Desantis: tra gli elettori repubblicani, Trump è la prima scelta del 59%, con un aumento dell’11% rispetto ad aprile.

Il 46% considera Trump “mentalmente adatto alla presidenza”, contro il 36% di Biden.

Tuttavia, i due candidati sono testa a testa con il 46% delle preferenze ciascuno, e la maggior parte degli intervistati considera Trump “meno onesto e simpatico” di Biden. Inoltre, molti ritengono che Trump abbia tentato “in modo illegale” di ribaltare il risultato delle elezioni del 2020.

Oltre il 60% del campione ritiene che i suoi quattro procedimenti penali siano motivati politicamente e privi di merito, e circa la metà afferma che le accuse alimentano il loro sostegno nei suoi confronti. Insomma, la persecuzione legale viene letta da molti come una vera e propria caccia alle streghe che rischia di rendere Trump una vittima, per altri addirittura un eroe.

DeSantis è la prima scelta solo del 13% (ma del 35% come seconda, la percentuale più alta) e il suo margine sugli inseguitori si è ridotto: l’ex ambasciatrice all’Onu Nikki Haley è all’8%, l’imprenditore di origini indiane Vivek Ramaswamy al 5%. La quota di indecisi è del 12%.

Manca una «superstar»

Il vero problema, comunque, come sostengono i sondaggisti, è che gli elettori si ritrovano schiacciati tra due candidati che non sembrano rispondere al loro desiderio di cambiamento.

I democratici, in particolare, hanno bisogno di una «superstar» che possa salvare il partito da una possibile sconfitta contro l’avversario repubblicano.

La più appetibile rimane l’ex first lady Michelle Obama, il cui nome circola da anni ed era tornato a essere speso a marzo. Anche se qualcuno ipotizza persino l’ennesima una discesa in campo di Hillary Clinton.

Come notava a marzo su The Hill l’ex funzionario della Casa Bianca Douglas Mackinnon:

«I democratici con cui ho parlato tutti dichiaratamente con un senso di disperazione, rendendosi conto che uno scenario del genere è, con ogni probabilità, una fantasia - hanno offerto quattro nomi come possibili candidati salvatori/superstar: l’ex first lady Michelle Obama, l’ex segretario di Stato e già candidata presidenziale Hillary Clinton, l’ex candidato e ora inviato per il clima della Casa Bianca John Kerry e l’ex vicepresidente e candidato presidenziale Al Gore».

Se gli ultimi tre sono forse troppo anziani per rappresentare un’alternativa al presidente in carica, è proprio il nome dell’ex first lady Michelle Obama a poter diventare l’asso nella manica dei dem. Biden, permettendo.