Elezioni comunali 2026, chi sono i nuovi sindaci?

Redazione

26 Maggio 2026 - 10:08

La mappa del voto: chi governa le città d’Italia dopo le comunali del 24-25 maggio 2026? Ecco sindaci eletti, risultati e biografie, città per città.

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Il 24 e 25 maggio oltre sei milioni e mezzo di cittadini italiani sono stati chiamati a eleggere il proprio sindaco in 894 comuni, 121 dei quali con più di quindicimila abitanti. L’affluenza definitiva si è fermata al 60,1%, in calo di quasi cinque punti rispetto alla tornata precedente, confermando un trend di progressivo distacco dagli appuntamenti elettorali locali che preoccupa trasversalmente tutti i partiti.

Il quadro che emerge è articolato. Il centrodestra può vantare la conquista - sorprendente rispetto ai sondaggi - di Venezia e il ribaltone netto a Reggio Calabria. Il centrosinistra si consola con il recupero di Pistoia dopo due mandati di governo di destra, la conferma a Prato, Mantova e Andria. Le liste civiche si riconfermano protagoniste: da Salerno, dove De Luca vince senza l’appoggio del Pd, a Messina, dove Federico Basile rinnova il mandato sotto l’insegna di «Sud chiama Nord».

Chi ha vinto e chi ha perso alle elezioni comunali 2026

La premier Giorgia Meloni ha commentato i risultati con la consueta ironia: «Anche oggi il crollo del centrodestra lo rimandiamo a domani», ha scritto sui social. In effetti, la tenuta di Venezia, considerata la vera partita simbolica di questa tornata, è il risultato che il centrodestra può portare come bandiera. I sondaggi davano Andrea Martella in vantaggio; la realtà dei seggi ha detto l’opposto.

La segretaria del Pd Elly Schlein ha scelto di valorizzare i successi del campo largo - Pistoia, Prato, Mantova, alcune città del Sud - e ha ribadito che l’unità della coalizione è la chiave per competere sul piano nazionale in vista delle politiche del 2027. Ma la perdita di Venezia brucia e la candidatura di Martella non ha convinto abbastanza anche tra gli elettori progressisti.

Il dato trasversale più interessante è la crescita delle liste civiche: a Salerno, Messina, Fermo, Venezia (dove la lista del candidato ha surclassato i partiti della coalizione) le personalità locali contano spesso più delle sigle nazionali. Un segnale che i partiti farebbero bene a non ignorare.

L’astensionismo rimane il vero elefante nella stanza: quasi cinque punti in meno rispetto alla precedente tornata, con alcune città che hanno registrato affluenze sotto il 56%. Un elettore su quattro ha deciso di restare a casa.

Elezioni comunali 2026:chi sono i nuovi sindaci?

(Le percentuali di voto potrebbero essere soggette a conferma)

Chi è Simone Venturini, sindaco di Venezia

Orientamento politico: centrodestra
Risultati elezioni comunali Venezia 2026: 51% Venturini (CDX), 39% Martella (CSX), 3,5% Boldrin (civico)

Chi è Simone Venturini? Nato e cresciuto a Marghera, la Venezia operaia, lontana dalle cartoline, ha 38 anni e una biografia politica radicata nella terraferma. Per due mandati consecutivi ha ricoperto l’incarico di assessore al Turismo, alla Coesione sociale e allo Sviluppo economico nella giunta del sindaco uscente Luigi Brugnaro, di cui è considerato l’erede designato. La sua lista civica personale, «Simone Venturini Sindaco», ha ottenuto oltre il 30% dei voti, risultando la prima forza politica in città - più del doppio di Fratelli d’Italia. Una vittoria costruita sui contenuti e sul consenso personale, contro ogni pronostico dei sondaggisti, che davano il centrosinistra in vantaggio.

Chi è Francesco Cannizzaro, sindaco di Reggio Calabria

Orientamento politico: centrodestra
Risultati elezioni comunali Reggio Calabria 2026: 68% Cannizzaro (CDX), 22% Battaglia (CSX)

Chi è Francesco Cannizzaro? Conosciuto come «Ciccio», ha 43 anni ed è nato a Reggio Calabria il 24 giugno 1982. Laureato in Scienze del Servizio Sociale all’Università per Stranieri «Dante Alighieri», entra in politica nel 2005 come consigliere comunale a Santo Stefano in Aspromonte. Nel 2012 viene eletto in Provincia, nel 2014 in Consiglio regionale. Dal 2018 è deputato di Forza Italia, rieletto nel 2022 nel collegio uninominale reggino; dal 2023 è vicecapogruppo di Forza Italia alla Camera e coordinatore regionale del partito in Calabria. La sua vittoria, quasi plebiscitaria, con 12 liste a sostegno tra cui Azione e la DC, pone fine a dodici anni consecutivi di governo del centrosinistra in città.

Chi è Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno

Orientamento politico: lista civica

Chi è Vincenzo De Luca? Il «ritorno del Re» è la storia politica più pittoresca di questa tornata elettorale. De Luca, 75 anni, era già stato sindaco di Salerno per ben quattro mandati tra il 1993 e il 2015, anno in cui fu eletto governatore della Campania, carica che ha ricoperto per dieci anni fino alla scadenza del secondo mandato nel 2025. Noto per il carattere decisionista e la comunicazione diretta diventata virale durante la pandemia, si è presentato come candidato civico, senza il formale appoggio del Partito Democratico con cui ha avuto rapporti sempre più tesi nell’ultimo periodo. La vittoria larga e netta conferma che il suo consenso personale a Salerno rimane intatto. È il vincitore delle elezioni comunali Salerno 2026.

Chi è Giovanni Capecchi, sindaco di Pistoia

Orientamento politico: centrosinistra

Chi è Giovanni Capecchi? Professore universitario di Letteratura italiana all’Università per Stranieri di Perugia, 55 anni, pistoiese. Studioso tra i massimi esperti dell’opera di Andrea Camilleri, ha al suo attivo ricerche su Pascoli, il Risorgimento e la Grande Guerra. In politica non è un esordiente: ha seduto in consiglio comunale a Pistoia dal 1994 al 2008 e dal 2002 al 2005 è stato assessore alla Cultura. Ha conquistato la candidatura vincendo le primarie del campo largo con oltre 5.200 voti, circa il 56% dei votanti. La sua vittoria riporta il centrosinistra alla guida di Pistoia dopo nove anni di governo di destra, con una coalizione che comprende Pd, M5s, Avs, Rifondazione Comunista e liste civiche.

Chi è Federico Basile, sindaco di Messina

Partito: Sud Chiama Nord

Riconfermato. Il sindaco uscente di «Sud Chiama Nord», il movimento di Cateno De Luca, vince il suo secondo mandato, sconfiggendo sia il candidato del centrodestra Marcello Scurria sia la sfidante di centrosinistra Antonella Russo. Basile, avvocato messinese e già assessore prima di diventare primo cittadino, ha incarnato una stagione amministrativa segnata dalla forte personalità del fondatore del suo movimento, con cui mantiene un rapporto di continuità politica pur con una propria identità.

Chi è Matteo Biffoni, sindaco di Prato

Partito: Centrosinistra

Biffoni era già stato sindaco di Prato per dieci anni, dal 2014 al 2024. Era tornato in campo dopo che il Comune era finito sotto commissariamento a seguito delle dimissioni della sua successora, Ilaria Bugetti, indagata per corruzione. Una storia che avrebbe potuto pesare sul centrosinistra, ma gli elettori pratesi hanno scelto la continuità affidata a un volto conosciuto, bocciando il candidato di centrodestra Gianluca Banchelli.

Chi è Matteo Biffoni? Avvocato di 52 anni, aveva iniziato la sua carriera politica come consigliere comunale a Prato nel 2004; nel 2012 aveva sostenuto la candidatura di Matteo Renzi alle primarie del PD. Alle elezioni politiche del 2013 fu eletto deputato, seggio che lasciò nel 2014 per candidarsi a sindaco di Prato, vincendo al primo turno con il 58,2%. Questa è la sua terza elezione alla guida della città.

Chi è Andrea Murari, sindaco di Mantova

Schiacciante vittoria in Lombardia. Con un risultato che ha rasentato il 70%, straordinario per una città lombarda, Andrea Murari ha confermato la guida di Mantova al centrosinistra. Degno di nota che la sua coalizione ha vinto senza il sostegno del Movimento 5 Stelle, a riprova che in certi contesti locali il campo largo non è un prerequisito per il successo progressista.

Chi è Andrea Murari? Nato a Mantova nel 1983, ha studiato Filosofia al San Raffaele di Milano, conseguendo la laurea magistrale e occupandosi del pensiero di Giambattista Vico, di cui ha curato un volume edito da Bompiani. Dal 2010 consigliere comunale, dal 2012 al 2015 segretario del PD mantovano, è poi entrato nella giunta Palazzi con deleghe all’ambiente e alla pianificazione territoriale, confermate nel mandato successivo. Ha vinto con circa il 70% dei voti.

Chi è Giovanna Bruno, sindaco di Andria

Partito: Centrosinistra
Risultati elezioni comunali Andria 2026: 77% Bruno (CSX + Azione), 23% Napolitano (CDX)

Chi è Giovanna Bruno? Nata ad Andria il 28 giugno 1975, avvocata, 50 anni. Ha conseguito la laurea in Giurisprudenza all’Università di Bari con 110 e lode e plauso accademico nel 1999, ottenendo l’iscrizione all’albo nel 2003. Ha ricoperto la carica di assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Andria dal 2008 al 2009. Eletta per la prima volta sindaca nel 2020 al ballottaggio con il 58,87%, è diventata la prima donna sindaca eletta nella storia della città. Durante il primo mandato ha ricevuto il premio «Sindaco più ecologico d’Italia» nel 2023 e il «Premio Eccellenza d’Italia 2024». Dal settembre 2024 è vicepresidente nazionale di ALI (Autonomie Locali Italiane). La riconferma con quasi il 77%, con il campo largo compatto inclusa Azione, è tra i successi personali più netti dell’intera tornata.

Chi è Vladimiro Crisafulli, sindaco di Enna

Partito: Centrosinistra
Risultati elezioni comunali Enna 2026: 64% Crisafulli (CSX), 32% De Rose (CDX)

Chi è Vladimiro Crisafulli? Detto «Mirello», nato a Enna il 28 dicembre 1950, 75 anni: è la figura più longeva e radicata della sinistra siciliana. Consigliere provinciale per il Partito Comunista Italiano dal 1985, ha percorso tutte le stagioni della sinistra italiana: deputato all’Assemblea Regionale Siciliana per undici anni (1991–2006), vicepresidente dell’ARS nella XIII legislatura, assessore regionale alla Presidenza nelle giunte Capodicasa (1998–2000), deputato alla Camera nella lista dell’Ulivo nel 2006 e senatore della Repubblica per il Partito Democratico dal 2008 al 2013. Il Pd ha scelto di non concedergli il proprio simbolo, ma il risultato ha dato ragione a lui: 9.975 voti e il 64% delle preferenze. Alla domanda se il partito avesse sbagliato, ha risposto lapidario: «No, ha fatto bene, così abbiamo preso tutti questi voti».

I ballottaggi del 7-8 giugno

Non tutto si è deciso il 25 maggio. Sei capoluoghi di provincia torneranno alle urne il 7 e 8 giugno per il turno di ballottaggio, e il loro esito potrebbe ridisegnare il bilancio complessivo di questa tornata, soprattutto per il centrosinistra, che punta a recuperare terreno dopo la delusione di Venezia.

La sfida più politicamente carica è quella di Arezzo, unico comune toscano che non ha chiuso i conti al primo turno. Il candidato del centrodestra Marcello Comanducci ha superato il 44%, staccando nettamente Vincenzo Ceccarelli del centrosinistra, fermo oltre il 32%. Ma circa il 20% dei voti è andato a Marco Donati, candidato civico: sarà la direzione di quel blocco a determinare le sorti della città, storicamente governata dalla destra dal 2015.

A Lecco si ripete quasi alla perfezione lo schema del 2020: il candidato di centrodestra Filippo Boscagli, consigliere uscente di Fratelli d’Italia, ha chiuso il primo turno al 48,65%, a meno di un punto e mezzo dalla soglia per vincere subito. Il sindaco uscente Mauro Gattinoni, che guida la città da quasi sei anni per il centrosinistra, insegue al 42,53%. Uno scarto di circa 1.300 voti che al ballottaggio può ribaltarsi facilmente, come già dimostrò la storia di questa città sei anni fa.

Il centrosinistra è partito in vantaggio a Chieti i: Giovanni Legnini, ex vicepresidente del CSM ed ex commissario per la ricostruzione post-sisma di Ischia, ha sfiorato il 50% al primo turno, mentre il candidato di centrodestra Cristiano Sicari (sostenuto da tutte le forze di maggioranza eccetto la Lega) si è fermato a notevole distanza. La partita appare favorevole ai progressisti, ma il centrodestra uscente potrebbe fare da aggregatore al secondo turno.

Ad Agrigento, Capitale italiana della Cultura 2025, il quadro è più aperto: Michele Sodano per il centrosinistra e Dino Alonge per il centrodestra si sfideranno dopo una legislatura di centrodestra guidata da Francesco Micciché. La città, che solo un anno fa era al centro dei riflettori nazionali, si trova ora a scegliere la propria guida politica in un clima di attesa carica di aspettative.

A Trani il ballottaggio contrappone Marco Galiano, sostenuto da un ampio campo largo di Pd, Italia Viva, Avs e liste civiche, e Angelo Cosmai, candidato del centrodestra. Una sfida equilibrata in una città adriatica che nelle ultime tornate ha conosciuto una forte volatilità del voto.

Infine Macerata, il caso più clamoroso del primo turno: il sindaco uscente Sandro Parcaroli si è fermato al 49,96%, mancando la rielezione diretta per una manciata di voti, appena dieci secondo le prime elaborazioni. Dovrà quindi affrontare al ballottaggio Gianluca Tittarelli, presidente della Pallavolo Macerata, che guidava un’insolita coalizione unitissima di campo largo comprendente Pd, M5s, Avs e quattro liste civiche, e che si è fermato al 41,95%. Il margine di Parcaroli è netto, ma il voto del 7 e 8 giugno resta formalmente aperto.