Elezioni Modena 2019, guida al voto: candidati, liste e regolamento

Elezioni amministrative Modena 2019: gli orari del voto e dello spoglio dei risultati, il sistema elettorale, chi sono i candidati in corsa e le liste che li appoggeranno domenica 26 maggio.

Elezioni Modena 2019, guida al voto: candidati, liste e regolamento

Si scaldano i motori a Modena in vista delle elezioni amministrative 2019 di domenica 26 maggio, dove il sindaco Gian Carlo Muzzarelli del centrosinistra si presenterà per cercare di ottenere un secondo mandato.

Con le elezioni amministrative che come avvenuto cinque anni fa saranno accorpate alle elezioni europee, in totale saranno sette i candidati sindaco in corsa in questo voto a Modena.

Risultati amministrative 2019 Modena

Chiusi i termini per la presentazione delle liste, sono sette i candidati ufficiali in queste elezioni amministrative di Modena. Ecco chi sono e da quali partiti o liste civiche saranno sostenuti nel voto del 26 maggio.

CandidatiListePercentuali
Sergio Celloni G.O.L. /
Carolina Coriani Modena Volta Pagina /
Cinzia Franchini Modena Ora /
Luca Ghelfi Identità e Azione /
Andrea Giordani Movimento 5 Stelle /
Gian Carlo Muzzarelli Partito Democratico, +Modena, Sinistra per Modena, Volt, Verdi, Modena Solidale /
Stefano Prampolini Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Siamo Modena /

Per essere eletto sindaco al primo turno un candidato deve ottenere la maggioranza assoluta dei voti. Se nessuno dovesse andare oltre il 50%, ci sarà allora un ballottaggio tra i due candidati più votati.

Data la concomitanza con le elezioni europee, così come è avvenuto nel 2014 le operazioni di spoglio dei voti prenderanno inizio alle ore 14.00 di lunedì 27 maggio.

Data e orari

Già da tempo è ufficiale la data delle elezioni amministrative a Modena. Come è avvenuto già cinque anni fa, il primo turno delle comunali verrà infatti accorpato alle elezioni europee.

A riguardo, Bruxelles che ha stabilito che le votazioni dovranno tenersi tra il 23 e il 26 maggio, con ognuno dei 27 Stati membri che in autonomia può scegliere la data all’interno di questa forchetta.

Visto che in Italia da sempre si è votato di domenica, il giorno stabilito per il primo turno sarà quello del 26 maggio. L’eventuale ballottaggio si terrà di conseguenza domenica 9 giugno.

Oltre a Modena, in Emilia Romagna si apriranno le urne per le amministrative anche a Ferrara, Cesena, Forlì e Reggio Emilia. I principali comuni non capoluogo interessati da questa tornata elettorale saranno Carpi, Sassuolo e Fidenza.

La legge elettorale

Fatta eccezione per le regioni a statuto speciale dove possono esserci dei cambiamenti, la legge elettorale delle elezioni amministrative in Italia è di tipo stampo maggioritario per quanto riguarda l’elezione del sindaco, mentre la ripartizione dei consiglieri avviene in maniera proporzionale.

Essendo Modena un Comune con più di 15.000 abitanti, se nessun candidato al primo turno dovesse ottenere la maggioranza assoluta allora si procederà a un ballottaggio tra i due più votati. Nel caso poi che si dovesse verificare una perfetta parità nel testa a testa, sarà eletto sindaco il candidato più anziano.

Per garantire la formazione di una maggioranza solida e di conseguenza una sostanziale governabilità, alle liste collegate al candidato sindaco risultato vincitore verrà attribuito il 60% dei seggi. I restanti posti nel Consiglio verranno poi assegnati alle altre liste in maniera proporzionale attraverso il “metodo D’Hondt”.

Alla divisione dei seggi, si andranno a eleggere nel totale 32 consiglieri escluso il sindaco, saranno ammesse tutte le liste e i gruppi di liste di candidati che avranno superato la soglia di sbarramento del 3% dei voti validi.

Per quanto riguarda le modalità di voto, nei comuni con più di 15.000 abitanti è ammesso il voto disgiunto, con l’elettore che potrà esprimere fino a due preferenze mantenendo però la parità di genere (un uomo e una donna).

I candidati

Modena è da sempre una roccaforte del centrosinistra. Visto il momento non proprio felice a livello nazionale, il Partito Democratico ha deciso di giocare d’anticipo confermando la fiducia all’attuale sindaco Gian Carlo Muzzarelli.

Il primo cittadino quindi lo scorso novembre ha sciolto le riserve e così correrà per un secondo mandato. A suo sostegno si è formata una coalizione che, oltre alle liste Più Modena e Modena Solidale, potrà contare anche su Sinistra per Modena, Volt e i Verdi.

Non farà parte della coalizione Modena Volta Pagina, con la lista di sinistra che ha scelto di correre per conto proprio ufficializzando come propria candidata la giovane Carolina Coriani.

Nel centrodestra anche a Modena sembrerebbe essere cambiato il vento, con la Lega che ha voluto come proprio candidato Stefano Prampolini: a sostenerlo al momento ci sono anche Fratelli d’Italia insieme al Popolo della Famiglia, Forza Italia e la lista Siamo Modena.

Sempre nell’ambito del centrodestra, c’è anche la candidatura di Cinzia Franchini con la sua lista civica Modena Ora che sarà sostenuta anche da Grande Nord, movimento nato da una costola della Lega in disappunto con la svolta nazionalistica di Salvini.

Saranno presenti in queste elezioni anche il coordinatore regionale di Idea Luca Ghelfi con la lista Identità e Azione, oltre a Sergio Celloni che sarà il candidato della lista Giustizia Ordine Libertà.

Ha fatto la sua scelta anche il Movimento 5 Stelle. Dopo le ipotesi dell’attuale capogruppo pentastellato al comune Mario Bussetti e dell’avvocato Pier Giorgio Rebecchi, alla fine la scelta è ricaduta su Andrea Giordani.

I sondaggi

Come detto Modena è una città da sempre in mano al centrosinistra, con la coalizione che anche alle politiche è riuscita a conquistare i collegi uninominali di Camera e Senato. Così come avvenuto nel 2014 però difficile che Muzzarelli possa ottenere la maggioranza assoluta al primo turno.

Un sondaggio realizzato dal carroccio sulla situazione a Modena, vedrebbe proprio la Lega in testa come primo partito al 28%, seguita dal Partito Democratico al 26% e dal Movimento 5 Stelle al 21%.

La cosa più probabile è quindi che per eleggere il prossimo primo cittadino ci sarà bisogno di un ballottaggio dove, a meno di clamorose sorprese, l’attuale sindaco è l’unico sicuro di potervi prendere parte.

L’altro posto se lo dovrebbero giocare il Movimento 5 Stelle e il centrodestra, con quest’ultimi favoriti sui pentastellati vista la grande crescita della Lega in città e la coalizione compatta a sostegno di Prampolini.

Nel testa a testa poi può sempre accadere di tutto, anche se il patto che unisce al governo nazionale Lega e Movimento 5 Stelle a livello locale potrebbe avere scarsa efficacia. Anche se nel 2014 non riuscì il ribaltone, il sentore è che al ballottaggio i pentastellati potrebbero avere maggiori chance rispetto al centrodestra.

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