Amministrative 2019: quanti voti servono per diventare sindaco o consigliere?

Isabella Policarpio

17 Giugno 2019 - 11:15

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Elezioni amministrative 2019: quanti voti servono per essere eletti sindaco o consigliere? Ecco un piccolo vademecum.

Quanti voti servono per diventare sindaco o consigliere? Questa è una domanda che molti cittadini si pongono - soprattutto in occasione delle elezioni amministrative -, mossi da aspirazioni politiche o per semplice curiosità.

Per rispondere alla domanda, è necessario, in primo luogo, chiarire come si svolgono le elezioni e qual è la legge elettorale in vigore. In particolare, la legge richiede maggioranze diverse in base al numero di abitanti del Comune in cui si vota.

Di seguito un vademecum su come si votare alle elezioni amministrative 2019 e quanti voti servono per essere eletti sindaco o consigliere.

Elezioni amministrative 2019: quanti voti servono per diventare sindaco?

Comuni con meno di 15mila abitanti

Nei comuni con meno di 15mila abitanti si vota con un sistema maggioritario a turno unico. Ciò significa che viene eletto sindaco chi ottiene la maggioranza relativa: ovvero, chi ottiene semplicemente il maggior numero di voti. La lista collegata al candidato sindaco risultato vincitore si aggiudica i 2/3 dei seggi del Consiglio. Il restante terzo viene suddiviso tra gli altri partiti o coalizioni a seconda delle percentuali ottenute.

Comuni con più di 15mila abitanti

Per i Comuni con più di 15mila abitanti, invece, vige il sistema maggioritario a doppio turno. Se al primo turno nessuno dei candidati ottiene la maggioranza assoluta (ovvero il 50% più uno dei voti), si procede al ballottaggio nella domenica seguente tra i due candidati che hanno ricevuto più voti.

In questo caso, ciascun candidato può essere collegato a una o più liste e gli elettori possono effettuare due scelte: una per il sindaco e una per la lista dei consiglieri. Gli elettori possono esprimere anche un voto disgiunto, optando cioè per una lista diversa da quella collegata al candidato al quale si dà il voto.

Nella fase che intercorre tra il primo e il secondo turno, i due candidati che passano al ballottaggio possono unirsi a liste diverse rispetto a quelle che li avevano appoggiati al primo turno. Va ricordato comunque che in fase di ballottaggio si può scegliere solo il sindaco e non sono ammessi voti alle liste.

Qui la guida Amministrative 2019: come votare e quali documenti servono.

Elezioni amministrative 2019: quanti voti servono per diventare consigliere?

Comuni con meno di 15mila abitanti

Ogni candidato sindaco è collegato a una sola lista: dunque, scegliendo un candidato si sceglie in modo automatico anche la lista di consiglieri collegata a lui. Inoltre, ciascuna lista deve essere composta da un numero di candidati che non sia superiore a quello dei consiglieri da eleggere e non sia inferiore ai 3/4 del totale. L’elettore può esprimere una preferenza tra i consiglieri della lista collegata al candidato preferito, scrivendone il cognome sotto il contrassegno della lista.

Comuni con più di 15mila abitanti

In questo caso le liste devono comprendere un numero di candidati non superiore al numero dei consiglieri da eleggere e non inferiore ai 2/3 del totale. Gli scenari che possono presentarsi in questi comuni sono tre:

  • il sindaco viene eletto al primo turno ma la lista o le liste collegate non raggiungono il 50% dei voti: in questo caso i seggi vengono ripartiti col metodo proporzionale secondo il sistema D’Hondt - inventato e descritto per la prima volta dallo studioso belga Victor D’Hondt nel 1878 - con la possibilità che il consiglio sia costituito per la maggioranza da esponenti dell’opposizione qualora la lista o le liste di uno dei candidati usciti sconfitti abbiano raccolto più del 50% dei voti;
  • la lista o le liste collegate al candidato eletto al primo turno raggiungono il 40% dei voti e nessun’altra lista supera il 50%: alla lista collegata al candidato eletto viene assegnato il premio di maggioranza (60% dei seggi). I rimanenti seggi vengono assegnati col metodo D’Hondt;
  • il sindaco viene eletto al ballottaggio ma la lista collegata ottiene già nel primo turno il 40% dei voti senza che nessun’altra lista abbia raggiunto il 50%: anche in questo caso alla lista viene assegnato il premio di maggioranza (60%) e il resto dei seggi viene assegnato col sistema D’Hondt. Per essere ammesse alla ripartizione dei seggi le liste devono aver raggiunto la soglia di sbarramento del 3%.

Le città con più di 100mila abitanti possono essere suddivise in circoscrizioni. Anche i Comuni con più di 30mila abitanti hanno la facoltà di organizzarsi in circoscrizioni.

Elezioni amministrative 2019: quanti voti servono per diventare consigliere o sindaco?

Stabilire con esattezza quanti voti servono per diventare consigliere o sindaco non è possibile. Basta però tenere ben presente il metodo sopracitato per farsi un’idea di come funzioni la ripartizione dei seggi.

E se, per quanto riguarda il sindaco, è necessario prendere semplicemente più voti del proprio avversario, fissare una soglia minima, elaborare un computo esatto per l’elezione dei consiglieri è estremamente complicato. Le variabili in gioco, infatti, sono tante: astensione, appeal dei candidati, numero degli abitanti, ecc.

Elezioni amministrative 2019: quando serve il ballottaggio?

Il ballottaggio è l’istituto a cui si ricorre quando nessuno dei candidati sindaco ha raggiunto la maggioranza richiesta al primo turno elettorale.

Gli elettori in occasione del ballottaggio sono chiamati a votare nuovamente, indicando la preferenza tra i due o più candidati (a seconda della normativa vigente) che hanno ottenuto più voti al primo turno. Il ballottaggio viene vinto dal candidato che ottiene la maggioranza dei voti validamente espressi (basta ottenere più voti rispetto all’avversario). In caso di parità vince il candidato più anziano.

La legge prevede delle differenze sul funzionamento del ballottaggio in base al numero di abitanti dell’ente coinvolto nelle elezioni amministrative.

Per approfondire: Come funziona il ballottaggio?

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