Eletto in USA il primo Senatore hackerabile, le polemiche di Tucker Carlson e i rischi per la democrazia

Adamo Modica

11 Novembre 2022 - 06:30

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John Fetterman, candidato democratico al Senato in Pennsylvania, a causa di un ictus necessita di un supporto tecnologico per comunicare con gli altri, esponendosi al rischio di hacking

Eletto in USA il primo Senatore hackerabile, le polemiche di Tucker Carlson e i rischi per la democrazia

John Fetterman ha battuto Mehmet Oz, famoso dottore televisivo scelto direttamente da Donald Trump come candidato, per il seggio in Senato riservato allo Stato della Pennsylvania.

La particolarità del neo Senatore Fetterman è che, a causa di un ictus che lo ha colpito alcuni mesi fa, ha sviluppato una serie di disturbi nell’area del linguaggio che a quanto pare gli impediscono di comprendere le frasi pronunciate da altre persone attraverso l’ascolto diretto, necessitando così di un supporto tecnologico.

John Fetterman ha avuto un ictus a maggio, pochi giorni prima delle primarie democratiche. I repubblicani hanno attaccato Fetterman per la mancanza di trasparenza sulla sua salute. Tre settimane dopo l’ictus, Fetterman ha dichiarato di essere «quasi morto».

Nel corso delle ultime settimane di campagna elettorale, il fronte repubblicano ha molto insistito sulla mancanza di trasparenza da parte di Fetterman sul suo stato di salute.

Alcuni neurologi interpellati sul tema hanno sottolineato che tra i sopravvissuti a un ictus la mancanza di capacità di pronunciare correttamente le parole o l’incapacità di ricordare alcuni termini non è in realtà un’indicazione accurata della capacità cognitiva completa di una persona.
Secondo i medici di Fetterman, anche se sta ancora recuperando le sue capacità linguistiche mentre parla, è probabile che il suo intelletto in sé non sia diminuito, ma solo la sua capacità di elaborare il linguaggio.
Sebbene la maggior parte del recupero dell’ictus tenda a verificarsi nei mesi immediatamente successivi all’evento, la guarigione completa può richiedere fino a 2 anni interi o anche di più.

Gli attacchi del Washington Post e di Tucker Carlson

Il Washington Post ha pubblicato un editoriale in cui invitava il futuro Senatore Fetterman a pubblicare i suoi dati clinici completi per trasparenza nei confronti del pubblico e degli elettori.

Il tema è stato ripreso e portato alla ribalta nazionale da Tucker Carlson, il giornalista di punta del network di area conservatrice Fox News, che ha anche portato all’attenzione degli americani una strana protuberanza nella parte posteriore del collo di Fetterman, nascosta durante tutta la campagna elettorale attraverso l’uso di un furbo outfit casual: Fetterman ha infatti sempre indossato delle felpe con cappuccio utili a nascondere proprio questo particolare.

Tucker Carlson vs Fetterman Tucker Carlson vs Fetterman Immagine tratta da Fox News

Queste le parole di Tucker Carlson:

La settimana scorsa vi abbiamo parlato con dovizia di particolari di un uomo chiamato John Fetterman, candidato al Senato degli Stati Uniti dalla Pennsylvania. Quello che non abbiamo menzionato all’epoca è stato il compagno di corsa di Fetterman perché, onestamente, non sapevamo che avesse un compagno di corsa.

Ma abbiamo appreso l’identità di questo compagno di corsa ieri, quando Fetterman, per la prima volta a memoria d’uomo, si è tolto la felpa che, come si è scoperto, nasconde un bel po’ di cose sotto di sé.

Quindi sotto la felpa c’era questa sporgenza. Come potete vedere, non è proprio un gozzo, ma è sicuramente più grande di un brufolo. È un nodulo.

Ma che tipo di nodulo? È proprio questa la domanda. Questo nodulo ha un proprio Instagram? Ha intenzione di candidarsi per una carica statale in Pennsylvania? Non ridete. Un partito che ha messo Joe Biden alla Casa Bianca è perfettamente in grado di costruire un’intera campagna elettorale attorno a qualsiasi insensibile grumo di carne.

Infatti, stanno candidando John Fetterman, che non sa nemmeno parlare. Quindi tenete d’occhio questo grumo. Potrebbe benissimo correre con Kamala Harris nel 2024.

Il supporto tecnologico e il pericolo hacking

In questo tweet sono presenti due video relativi al dibattito televisivo tra Fetterman e Oz.

Nel primo si mostra Fetterman in difficoltà nel leggere da un teleprompter (gobbo) di fronte a lui, nel secondo si mostrano i due conduttori del dibattito che spiegano come sia presente questo schermo che riporta per iscritto le frasi che vengono dette in sala e che la presenza di tale tecnologia sia stata una richiesta di Fetterman accettata da Oz.

Ora, è chiaro che in linea di principio non è corretto che un handicap sia causa di esclusione da una competizione elettorale, d’altro canto è innegabile come la comprensione e l’espressione siano due abilità centrali per un politico, specialmente nel momento in cui si trova a ricoprire una carica pubblica avendo vinto le elezioni.

Discorso diverso è nascondere la realtà di questo handicap in campagna elettorale, specie per i rischi specifici relativi alla situazione di Fetterman: la necessità di un supporto tecnologico esterno per la comunicazione con il Senatore rende il controllore del supporto tecnologico, non eletto da nessuno, più potente del Senatore.

Non solo, la vistosa gobba dietro il collo di Fetterman apre la strada a diverse ipotesi circa la natura di tale innaturale caratteristica: e se i danni causati dall’ictus fossero stati più gravi di quanto appare tanto da rendere percorribile la strada di un impianto cerebrale sperimentale? Ipotesi su installazione di apparecchi del genere sono sempre più frequenti, se ne è parlato recentemente anche per un altro americano emerso quasi dal nulla nel mondo degli scacchi, Hans Niemann, accusato dal campione del mondo di barare probabilmente connettendosi a un computer che calcola le mosse per lui.

La tecnologia esiste ed è sviluppata da un’azienda di Elon Musk, Neuralink, con applicazioni che ufficialmente non sono ancora arrivate all’impianto sull’uomo.

Certamente la vicenda di John Fetterman, candidato promosso direttamente da Obama e selezionato da un relativo anonimato politico, è destinata a far discutere ancora e potrebbe portare a colpi di scena per cui la sensazione sempre più frequente da un paio d’anni a questa parte di vivere in un romanzo distopico potrebbe rivelarsi qualcosa di più di una semplice sensazione.

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