Cosa vuol dire la voce EDR in busta paga? Molti lavoratori potrebbero trovare tale dicitura nel cedolino. Ecco di cosa si tratta, a quanto ammonta e come viene tassata tale voce.
Cos’è l’EDR in busta paga? Quali sono gli importi erogati e come sono tassati? Per capire cos’è l’Importo Distinto della Retribuzione è necessario fare un passo indietro. Fino al 1992 era previsto un adeguamento automatico dello stipendio denominato “indennità di contingenza”, o “scala mobile”.
Questa voce entra nella busta paga nell’immediato dopoguerra quando si manifesta l’esigenza di proteggere i lavoratori dall’inflazione, cioè aiutarli a mantenere il loro potere di acquisto nonostante l’aumento dei prezzi. La strategia adottata per raggiungere l’obiettivo fu l’introduzione della scala mobile.
Il meccanismo nel 1991 viene congelato, quindi gli importi non sono più «mobili». Viene poi eliminato con il protocollo di Intesa firmato il 31 luglio 1992 dal Governo Amato con le parti sociali.
Naturalmente il malcontento dei lavoratori è notevole, ed ecco spuntare in busta paga l’EDR, Elemento Distinto di Retribuzione. Si tratta di un’indennità mensile forfettaria del valore di 10,33 euro.
Ecco di cosa si tratta e a chi viene corrisposto l’EDR in busta paga e il calcolo al netto.
EDR o elemento distinto della retribuzione: che cos’è
Ogni mese i lavoratori ricevono la busta paga, ovvero il documento contabile in cui sono indicati tutti gli elementi riferiti al rapporto di lavoro in essere, con specifico riferimento a quelli che individuano la retribuzione netta.
Tra gli elementi della busta paga rilevano trattenute fiscali, contributi previdenziali, ferie e permessi, retribuzione. Ebbene, proprio in questo documento detto anche “cedolino paga” ci sono voci difficili oggi da giustificare perché non se ne capisce la natura, o meglio la storia.
In particolare, l’attenzione del lavoratore potrebbe cadere su un dato che, a prima vista, è in grado di disorientare. La voce prende il nome di EDR, vale a dire il cosiddetto Elemento Distinto della Retribuzione.
Chiariamo subito che l’EDR si trova ogni mese nella busta paga dei lavoratori dipendenti. Nel cedolino insieme ai dati del lavoratore e del datore di lavoro si possono notare varie informazioni che contribuiscono a determinare lo stipendio. Tra queste vi è appunto anche quella relativa all’Elemento Distinto della Retribuzione.
Tutte queste voci hanno un tratto comune, rappresentato dal fatto che individuano i rapporti intercorrenti tra datore di lavoro, Fisco, enti previdenziali e, ovviamente, il lavoratore.
Ecco perché non vi sono dubbi a riguardo: l’EDR in busta paga è, a tutti gli effetti, una delle componenti dello stipendio che va a sommarsi alla paga base e ad altre voci di cui si trova traccia nel Ccnl valevole per il rapporto di lavoro.
Qual è la funzione dell’EDR?
Abbiamo appena visto che l’Elemento Distinto della Retribuzione rappresenta una delle voci che formano lo stipendio mensile. Questa componente della retribuzione è stata introdotta nel 1993 a uno specifico scopo: quello di compensare l’abolizione dell’indennità di contingenza. In particolare, la voce stipendiale in oggetto trova origine nel Protocollo di Intesa tra Governo e parti sociali del 1992, mentre il versamento ai lavoratori subordinato è iniziato dal primo gennaio 1993.
L’indennità di contingenza è un sistema di adeguamento automatico delle retribuzioni all’aumento del costo della vita. Si tratta della “scala mobile”. L’eliminazione di tale meccanismo fu giustificato dal fatto che il costante adeguamento dei salari ai prezzi alimentava l’inflazione.
Per compensare la perdita di potere di acquisto conseguente si introduce l’EDR, o Elemento Distinto della Retribuzione, in busta paga.
Qual è l’importo dell’EDR?
L’EDR consiste in una somma mensile fissa pari a 10,33 euro lordi, l’importo è versato per 13 mensilità a favore di tutti i lavoratori privati. La cifra in oggetto è stata prevista direttamente dall’accordo istitutivo di questa voce retributiva.
Non tutti i lavoratori trovano questa voce espressa nella busta paga, infatti, in molti contratti collettivi si è optato per il conglobamento della retribuzione. In buona sostanza, sono state unite le varie componenti obbligatorie dello stipendio in una sola voce che frequentemente è chiamata paga base conglobata. In essa trova spazio anche l’EDR.
Nei CCNL si prevede di solito che l’EDR sia computato nel calcolo di istituti quali:
- tredicesima mensilità;
- ferie;
- permessi retribuiti;
- TFR;
- cassa integrazione guadagni;
- varie indennità.
Indipendentemente dall’ammontare esiguo dell’EDR, ribadiamo che la busta paga consente di verificare che lo stipendio sia davvero in linea con quanto disposto dal contratto individuale di lavoro e dal CCNL di categoria.
Rapporti tra tassazione e contribuzione ed EDR
Sopra abbiamo ricordato che l’EDR consiste in una vera e propria componente della retribuzione e, proprio per questo, è soggetto alla contribuzione previdenziale piena e alla tassazione Irpef, come già vale per il resto dello stipendio. Conseguentemente il lavoratore non riceve i citati 10,33 euro che sono il lordo in busta paga, ma una somma più bassa: il netto.
Occorre tenere in considerazione che l’entità delle trattenute fiscali effettuate è legata al reddito annuo del dipendente, in considerazione del fatto che le aliquote Irpef valevoli dipendono dallo scaglione di reddito incassato.
Chi beneficia dell’EDR?
A quali lavoratori si applica l’elemento distinto della retribuzione? Secondo l’accordo istitutivo degli anni ’90 l’EDR deve essere versato ogni mese - come componente della retribuzione - a favore di tutti i lavoratori dipendenti del settore privato, senza distinguere per qualifica e al di là dei contratti collettivi valevoli. Attenzione però: l’EDR non spetta ai dirigenti.
Anche nel caso dell’elemento distinto della retribuzione, vale la regola della disciplina di maggior favore, ovvero i CCNL possono prevedere regole più vantaggiose per i beneficiari.
Dove trovare l’EDR in busta paga?
La busta paga è composta da moltissime voci e informazioni diverse, perciò trovare quello specifico dato che interessa, non sempre è operazione così agevole. Solitamente l’EDR è nella seconda parte della busta paga, quella centrale, che contiene peraltro i dati sulla paga base - o minimo tabellare - fissato dal Ccnl di categoria.
L’EDR si trova tra le informazioni relative agli scatti di anzianità (aumenti periodici di cui ai CCNL), superminimi (aumento per meriti particolari o disposti da accordi sindacali) e appunto, paga base.
EDR nei principali CCNL
Si è detto che non tutti i CCNL prevedono che in busta paga sia specificamente prevista la voce EDR, in molti casi la voce viene inglobata in altre. Tra i contratti che prevedono espressamente l’EDR c’è il contratto “imprese di pulizie”. In questo caso viene confermata la voce a 10,33 euro mensili per tutti i livelli di inquadramento.
Per il commercio, invece, la voce è inglobata nella “Contingenza”.
EDR contingenza Commercio
CCNL commercio
La voce distinta EDR è prevista anche dal CCNL Trasporti anche in questo caso si tratta di 10,33 euro lordi.
Nel rinnovo dei contratti metalmeccanici non è, invece, prevista distintamente la voce EDR.
© RIPRODUZIONE RISERVATA