Un economista avvisa i pensionati. L’aumento consente appena di assorbire gli aumenti nei supermercati

Ilena D’Errico

30 Dicembre 2025 - 01:09

Le pensioni aumentano con la perequazione annuale, ma nemmeno sufficientemente da compensare gli aumenti sulla spesa alimentare.

Un economista avvisa i pensionati. L’aumento consente appena di assorbire gli aumenti nei supermercati

Alla fine dell’anno arriva il momento di tirare le somme, anche per quanto riguarda i tanto attesi aumenti pensionistici. La rivalutazione delle pensioni dovrebbe tutelare il potere d’acquisto dei pensionati dall’inflazione ma, come ogni anno vediamo amaramente, si tratta di una compensazione minima. È intervenuto sull’argomento anche l’economista Carles Méndez-Ortega, che ha preso in esame il sistema pensionistico spagnolo, però la sua analisi si applica benissimo (e forse meglio ancora) anche in Italia.

L’esperto avverte infatti i pensionati, caso mai stessero per tirare un sospiro di sollievo in attesa dell’incremento, che l’aumento consentirà a malapena di assorbire quello dei supermercati, per non parlare delle svariate altre spese dei cittadini. E dire che Méndez-Ortega prende come riferimento l’esempio della Spagna, con un aumento del 2,7% per le pensioni più basse, persino superiore all’incremento del 2% registrato da trasporti e farmacia, sebbene lontano dal +7% raggiunto dalle spese energetiche e abitative. Rivolgendoci ai pensionati italiani, però, l’avvertimento si fa ancora più cupo.

L’aumento della pensione copre appena gli aumenti nei supermercati

Ciò che accomuna la situazione italiana a quella spagnola, fra i vari elementi, non è soltanto l’inadeguatezza dell’aumento pensionistico rispetto al caro vita, ma l’impennata dei prezzi che non lascia fiato ai beni essenziali. C’è ben poco che i cittadini possano fare per salvaguardare l’economia familiare, se non ridurre concretamente la spesa per quanto possibile. Dati alla mano, gli italiani spendono sempre di più al supermercato e non certo perché hanno gusti più sofisticati o famiglie super numerose.

Tutt’altro, il quantitativo di generi alimentari semplici è via via più basso, mentre i prezzi crescono e alle persone non resta che comprare meno. Secondo la recente elaborazione di Assoutenti, alimenti e bevande hanno subito un rincaro del 4% nel corso del 2025, perciò le famiglie hanno speso mediamente 366 euro in più nell’anno (e soltanto per i carrelli del supermercato).

I rincari hanno toccato una moltitudine di beni essenziali e pressoché insostituibili come latte e pasta, per non parlare degli aumenti a due cifre raggiunti da moltissimi generi alimentari di consumo quotidiano. Si parla di un +22,6% per il caffè, +12,6% per il cioccolato, +13,6% per i pomodori e +8,8% per la frutta fresca (con percentuali eterogenee e picchi addirittura del +15% per le pesche).

In pratica, la colazione e la frutta dopo il pasto sono diventate un lusso per gli italiani, che già devono usare circa il 20% delle proprie disponibilità mensili per la spesa alimentare. Le famiglie devono così mettere in atto ogni giorno vari espedienti per risparmiare, riducendo le quantità, cambiando i prodotti, dando così un altro scossone di rallentamento all’economia nazionale. La perequazione pensionistica ovviamente non si propone di risolvere queste criticità e per fortuna, visto che non ci si avvicina nemmeno lontanamente.

Parliamo di un aumento dell’1,4% per le pensioni fino a 4 volte il trattamento minimo. Considerando i dati dell’Inps sul trattamento pensionistico medio di quest’anno, poco più di 1.200 euro mensili, abbiamo un aumento medio di circa 17 euro al mese. In altri i termini, i pensionati nel 2026 potranno acquistare un paio di confezioni di caffè in più al mese e magari una tavoletta di cioccolato senza troppi ripensamenti.

Non contiamo, però, tutto il resto degli incrementi riguardanti spese necessarie, dalle utenze domestiche agli affitti, passando per i trasporti e tagliando fuori abbigliamento, intrattenimento e qualsiasi altra spesa più sacrificabile. È chiaro che non bisogna affidarsi soltanto alla rivalutazione pensionistica per fare una comparazione, vista l’esistenza di numerosi e personalizzati strumenti di assistenza. Per comprendere bene l’impatto della perequazione, però, tanto è sufficiente: non copre nemmeno gli aumenti nel carrello della spesa.

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