Ecobonus: come pagare per la detrazione del 50% e del 65%

Come pagare le spese dei lavori ammessi in detrazione con l’ecobonus? Ecco quali sono le modalità di pagamento idonee, quando è obbligatorio il bonifico parlante e quando non lo è.

Ecobonus: come pagare per la detrazione del 50% e del 65%

Il 2018 potrebbe essere l’ultimo anno in cui sarà possibile richiedere l’ecobonus, la detrazione fiscale riconosciuta per le spese di risparmio energetico pari al 65% e al 50%.

Chi ha in mente di effettuare lavori in casa ed intende richiedere l’ecobonus dovrà tenere a mente quali sono i requisiti e gli adempimenti previsti.

Tra le regole previste per beneficiarne, particolare importanza assumono le modalità di pagamento da utilizzare per non commettere errori che potrebbero far venir meno il diritto alla detrazione.

Per rispondere alla domanda di chi si chiede come pagare e se è obbligatorio l’uso del bonifico parlante è necessario in primo luogo capire se la detrazione è richiesta da un privato o da un titolare di reddito d’impresa.

Tutte le indicazioni e le regole sono state illustrate dall’Agenzia delle Entrate che, nella guida completa all’ecobonus, riporta anche alcuni esempi di casi particolari e illustra cosa fare nel caso di errori nel pagamento.

Ecobonus: come pagare per le detrazioni del 50% e del 65%

Come già previsto anche per i lavori di ristrutturazione, anche il pagamento delle spese ammesse alla detrazione dell’ecobonus dovrà essere effettuato mediante bonifico parlante bancario o postale.

Non è possibile pagare mediante carte di credito, di debito o bancomat, così come ovviamente non è ammesso il pagamento in contanti o tramite assegni.

All’interno del bonifico parlante per l’ecobonus bisognerà indicare una serie di dati e informazioni ma, innanzitutto, è fondamentale l’indicazione nella causale del riferimento normativo della detrazione.

La causale da indicare nel bonifico è la seguente:

Lavori volti al risparmio energetico ai sensi art. 1, co. 344-347, L. 27/12/2006, n. 296

Per quanto riguarda le modalità di compilazione, inoltre, sarà necessario inserire:

  • il codice fiscale del soggetto che ha sostenuto la spesa;
  • il numero di partita IVA o codice fiscale del soggetto che ha effettuato il bonifico (ditta o professionista che ha effettuato i lavori).

Tuttavia l’uso del bonifico parlante non è obbligatorio se ad effettuare il pagamento è un soggetto titolare di reddito d’impresa e in tal caso la prova delle spese può essere costituita anche da altri documenti.

Per maggiori dettagli si invita a consultare la guida completa all’Ecobonus 2018

Come rimediare agli errori nel pagamento

Cosa fare in caso di errori nel pagamento? L’Ecobonus non verrà perso nel caso in cui il contribuente abbia pagato con un bonifico diverso da quello parlante e qualora non siano stati inseriti nel bonifico tutti i dati richiesti.

In tal caso, l’Agenzia delle Entrate chiarisce che per rimediare all’errore è necessario che il contribuente sia in possesso di una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà rilasciata dall’impresa, la quale dovrà attestare che i corrispettivi accreditati a suo favore sono stati correttamente contabilizzati ai fini della loro imputazione nella determinazione del reddito.

Lavori in leasing: stesse regole delle imprese

Nel caso di un contribuente che finanzia la realizzazione di lavori ammessi all’ecobonus con un contratto di leasing, le modalità di pagamento sono le stesse previste per i titolari di reddito d’impresa.

Pertanto non vi sarà obbligo di pagamento mediante bonifico bancario o postale e tutti i successivi adempimenti documentali (come l’invio della comunicazione ENEA) dovranno essere effettuati dal contribuente che usufruisce della detrazione.

La società di leasing deve tuttavia fornire una documentazione che attesti la
conclusione dell’intervento di riqualificazione energetica e l’ammontare del costo sostenuto su cui si calcola la detrazione.

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