Superbonus 110%: guida ai lavori ammessi, requisiti e limiti di spesa

Rosaria Imparato

06/05/2022

06/05/2022 - 15:24

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Come funziona il superbonus 110%? Di seguito la guida ai lavori ammessi, i requisiti per accedervi, i limiti di spesa, documenti e le novità.

Il superbonus 110% si è imposto come una delle agevolazioni fiscali più richieste nel panorama dell’edilizia. Il motivo è semplice: si può portare lo sgravio fiscale al 110% per gli interventi di riqualificazione energetica e di riduzione del rischio sismico, e una serie di altri interventi cosiddetti «trainati», come il montaggio dei pannelli fotovoltaici o l’installazione delle colonnine di ricarica per le auto elettriche.

A essere particolarmente conveniente non è soltanto l’aliquota, ma tutto il meccanismo di funzionamento.

In presenza di determinati requisiti, infatti, sia dei lavori ammessi che in merito ai limiti di spesa, l’ecobonus e il sismabonus al 110% si possono usufruire tramite:

  • la cessione del credito a terzi, banche comprese, che consente la monetizzazione veloce del beneficio;
  • sconto in fattura se l’impresa che ha effettuato i lavori è d’accordo;
  • detrazione in dichiarazione dei redditi.

Riccardo Fraccaro, ex sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri durante il Governo Conte bis, è il padre della norma. L’Esecutivo Conte si era posto di raggiungere contemporaneamente due obiettivi: rilanciare l’economia e combattere i cambiamenti climatici. Il superbonus 110% è stato introdotto con il decreto Rilancio, pubblicato in GU a maggio 2020. Da allora, la normativa è stata cambiata più volte (anche quella relativa alla cessione del credito), con diversi decreti, leggi di Bilancio e ulteriori provvedimenti.

Nel frattempo, sul sito dell’Agenzia delle Entrate è disponibile la sezione ad hoc con tutti i riferimenti normativi, le circolari e gli approfondimenti.

In questa apposita sezione dedicata all’ecobonus e sismabonus al 110% sono stati inseriti anche i link d’interesse che inviano il contribuente direttamente alle aree specifiche dei siti di Mise, Mit ed Enea.

Requisiti per accedere al superbonus 110%

Per poter usufruire del superbonus ci sono dei vincoli: si ha diritto al bonus solo se i lavori effettuati garantiscono garantisce il miglioramento di almeno due classi energetiche, o il raggiungimento della classe energetica più alta. Questo miglioramento va dimostrato con l’Attestato di Prestazione Energetica (Ape), rilasciato da un tecnico abilitato.

Gli interventi di adeguamento antisismico danno diritto anche ad una detrazione del 90% sull’acquisto di una polizza assicurativa anticalamità.

Inoltre, il sismabonus è stato potenziato dal punto di vista geografico: si potrà richiedere nelle zone 1, 2 e 3.

I lavori ammessi

Tre gli interventi coperti dal credito d’imposta del 110%:

  • cappotto termico, che deve interessare più del 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio, o dell’unità immobiliare situata all’interno di edifici plurifamiliari che sia funzionalmente indipendente e disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno. I materiali isolanti utilizzati devono rispettare i criteri ambientali minimi di cui al decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 11 ottobre 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 259 del 6 novembre 2017.

Il limite massimo di spesa per il cappotto termico è:

    • 50.000 euro per gli edifici unifamiliari o per le unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno;
    • 40.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti da due a otto unità immobiliari;
    • 30.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti da più di otto unità immobiliari.
  • interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria, a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A, a pompa di calore, ivi compresi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici con impianti di microcogenerazione o a collettori solari, nonché, esclusivamente per i comuni montani l’allaccio a sistemi di teleriscaldamento efficiente.

Quali sono i limiti di spesa per il superbonus 110%?

I limiti di spesa per gli interventi sulle parti comuni degli edifici sono:

  • 20.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti fino a otto unità immobiliari;
  • 15.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti da più di otto unità immobiliari ed è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito.
  • interventi sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria, a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A a pompa di calore, l’allaccio a sistemi di teleriscaldamento efficiente.

Il tetto massimo di spesa è 30.000 euro anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito.

Lavori trainati e trainanti: la differenza

Gli interventi per cui abbiamo visto i limiti di spesa, cioè il cappotto termico o la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria, sono i lavori trainanti, cioè uno solo di questi basta a portare al 110% lo sgravio in cui possono entrare altri interventi (i cosiddetti trainati):

  • il montaggio di pannelli solari;
  • il montaggio di accumulatori di energia collegati ai pannelli solari;
  • gli interventi previsti dal vecchio ecobonus;
  • la realizzazione delle colonnine per caricare le batterie delle auto elettriche.

Come funziona questo super ecobonus? In pratica, le famiglie e i condomini potrebbero cedere il credito d’imposta maturato a banche, assicurazioni o alle imprese che svolgono i lavori, cosa che ora è concessa solo agli incapienti.

Tutte le informazioni relative ai requisiti tecnici degli interventi e ai relativi limiti di spesa si trovano nel decreto attuativo congiunto Mise, MEF, MIT e Ambiente, valido non solo per l’ecobonus e sismabonus 110% ma per tutti i lavori di efficientamento energetico.

Superbonus 110%, chi ne ha diritto?

La possibilità di fare i lavori in casa gratis dipende dal tipo di interventi effettuati. Durante l’iter di conversione in legge del decreto Rilancio la platea di beneficiari che possono usufruire dell’agevolazione è stata ampliata:

  • i condomini;
  • le persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, su unità immobiliari;
  • gli Istituti autonomi case popolari (IACP) comunque denominati nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti Istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing” per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica;
  • le cooperative di abitazione a proprietà indivisa, per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci;
  • le organizzazioni non lucrative di utilità sociale;
  • le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale iscritte nel registro nazionale e nei registri regionali e delle province autonome di Trento e di Bolzano;
  • le associazioni e società sportive dilettantistiche, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.

Per quel che riguarda le partite Iva, la circolare n. 24/E dell’8 agosto 2020 ha fornito importanti chiarimenti.

Potranno usufruire della detrazione anche i lavoratori autonomi e gli imprenditori, ma solo per le operazioni riguardanti gli immobili rientranti nella loro sfera privata.

Quest’ultima specifica non varrà in caso di lavori riguardanti parti comuni condominiali.

Il raggio d’azione del superbonus 110% è stato ampliato dal decreto Semplificazioni. In particolare, è l’articolo 33 -al comma 2 lettere a) e b)- che apre le porte dell’agevolazione al 110% a nuove categorie che:

  • svolgano attività di prestazione di servizi socio-sanitari e assistenziali, e i cui membri del Consiglio di Amministrazione non percepiscano alcun compenso o indennità di carica;
  • siano in possesso di immobili rientranti nelle categorie catastali B/1, B/2 e D/4, a titolo di proprietà, nuda proprietà, usufrutto o comodato d’uso gratuito. Il titolo di comodato d’uso gratuito è idoneo all’accesso alle detrazioni, condizione che il contratto sia regolarmente registrato in data certa anteriore alla data di entrata in vigore del decreto Semplificazioni (1° giugno).

Questo significa che i nuovi beneficiari sono collegi, convitti, ospizi, conventi, seminari, caserme, case di cura e ospedali senza scopi di lucro.

Le novità in legge di Bilancio 2022

La legge di Bilancio 2022 è intervenuta cambiando i parametri del superbonus 110%: dopo il 2023, l’aliquota della detrazione si abbasserà. Nello specifico:

  • dal 1° gennaio 2024 al 70%;
  • dal 1° gennaio 2025 al 65%.

Inoltre, dal 1° gennaio del 2023 il 110% potrà essere richiesto solo per interventi realizzati nei condomìni e negli immobili da due a quattro unità, anche se posseduti da un proprietario unico.

Proroga superbonus, ma non per tutti: i beneficiari

Le novità sulla scadenza per superbonus 110% per le villette unifamiliari sono state confermate nel nuovo decreto Aiuti, approvato il 2 maggio. La nuova scadenza per i proprietari di villette o in generale di edifici unifamiliari è il 30 settembre 2022: la proroga stabilita, quindi, è pari a 3 mesi. Entro fine settembre bisognerà presentare il Sal al 30%: i lavori devono arrivare alla percentuale stabilita per permettere la fruizione del beneficio, ed entro dicembre si dovranno chiudere i cantieri.

Per i condomini, invece, la scadenza è il 31 dicembre 2023, senza nessun vincolo rispetto all’avanzamento dei lavori.

Cessione del credito e sconto in fattura

Le nuove regole sulla cessione del credito vengono stabilite dal decreto Energia: i parametri in vigore dal 1° maggio cercano un compromesso tra la cessione multipla e potenzialmente infinita e quella unica stabilita dal Sostegni ter. Secondo la nuova disciplina, sono consentite un massimo di quattro cessioni:

  • la prima è libera (cioè verso chiunque);
  • la seconda e la terza possono essere fatte solo verso soggetti vigilati dalla Banca d’Italia;
  • la quarta cessione è di nuovo libera, da parte delle banche e nei confronti dei soggetti che hanno un contratto di conto corrente e senza facoltà di ulteriore cessione.

Con la quarta cessione del credito libera si potrà evitare l’esaurimento della capienza fiscale da parte delle banche. Secondo le ultime novità anticipate dal ministro Franco, però, la cessione del credito dalla banca al correntista potrebbe anche essere anticipata, cioè non sarebbe più necessario attendere il quarto passaggio.

Per tutti i dettagli si deve attendere la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto Aiuti.

Novità per le seconde case

Il super bonus del 110% all’inizio era destinato solo per l’abitazione principale, escludendo di conseguenza le seconde case dall’agevolazione.

Con le modifiche apportate durante la conversione in legge si aprono le porte dell’ecobonus 110% anche per le seconde case.

Rimangono invece escluse le unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (abitazioni in ville).

Novità, invece, per quanto riguarda la categoria catastale A/9, (castelli, palazzi di eminenti pregi storici o artistici). Il Dl Agosto è intervenuto sulla normativa, aprendo le porte del superbonus agli immobili accatastati A9 ma a una sola condizione: devono essere aperti, anche parzialmente, al pubblico.

Quali documenti servono?

L’ecobonus al 110% è tra le misure più accattivanti dell’intero decreto Rilancio, ma per ottenerlo bisognerà armarsi di pazienza e affrontare molta burocrazia.

Serve il via libera del condominio per i lavori sulle parti comuni. Sarà inoltre necessario attendere l’avvio delle procedure dell’Agenzia delle Entrate per richiedere il visto di conformità che commercialisti e CAF dovranno rilasciare per poter procedere con la richiesta del bonus e la cessione del credito.

Serve poi l’Attestato di Prestazione Energetica (APE), rilasciato da un tecnico abilitato, per certificare che i lavori porterebbero un miglioramento di due classi energetiche (o la più alta raggiungibile).

Questo “salto” energetico va certificato prima e dopo i lavori, e solo professionisti abilitati e iscritti all’albo.

Bisognerà poi comunicare i dati degli interventi esclusivamente in via telematica.

Sarà anche necessario fare la comunicazione all’Enea.

I tecnici abilitati devono inoltre fornire un’asseverazione, con cui attestano i requisiti tecnici sulla base del progetto e dell’effettiva realizzazione. Ai fini dell’asseverazione della congruità delle spese si fa riferimento ai prezzari individuati dal decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90.

La congruità delle spese è determinata facendo riferimento ai prezzi riportati nei prezzari predisposti dalle regioni e dalle province autonome, ai listini ufficiali o ai listini delle locali camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura ovvero, in difetto, ai prezzi correnti di mercato in base al luogo di effettuazione degli interventi.

I tecnici abilitati dovranno rilasciare tale asseverazione rilasciata al termine dei lavori o per ogni stato di avanzamento dei lavori.

Tutti i dettagli si trovano nel decreto attuativo Mise sulle asseverazioni.

Con le novità del DL Semplificazioni la Cila(comunicazione di inizio interventi asseverata) diventa un documento fondamentale, visto che sostituisce l’attestazione di stato legittimo per determinati interventi.

Demolizione e costruzione col 110%

Come anticipato, i requisiti minimi per accedere al super bonus riguardano il miglioramento della classe energetica, per gli interventi trainanti e non.

Nel rispetto dei suddetti requisiti minimi, verificati tramite le certificazioni di cui abbiamo parlato nel precedente paragrafo, sono ammessi all’agevolazione, nei limiti stabiliti, anche gli interventi di demolizione e ricostruzione.

Per i lavori di demolizione e ricostruzione, le regole per l’accesso al super bonus del 110% si affiancano alle importanti novità previste dal decreto Semplificazioni.

Per effetto delle novità apportate all’articolo 3 del Testo Unico dell’Edilizia, la demolizione e ricostruzione rientra nelle opere di ristrutturazione edilizia, anche nel caso di:

“diversa sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche planivolumetriche e tipologiche, con le innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica, per l’applicazione della normativa sull’accessibilità, per l’istallazione di impianti tecnologici e per l’efficientamento energetico. L’intervento può prevedere altresì, nei soli casi espressamente previsti dalla legislazione vigente o dagli strumenti urbanistici comunali, incrementi di volumetria anche per promuovere interventi di rigenerazione urbana”.

In sostanza, sarà possibile accedere al superbonus del 110% anche nel caso di ricostruzione di un edificio demolito con caratteristiche diverse e, soprattutto, più grande.

In precedenza, erano inclusi nell’ambito della ristrutturazione edilizia solo i lavori di demolizione e successiva fedele ricostruzione dell’edificio.

Sanzioni salate per chi rilascia documenti falsi

Il Governo ha previsto anche le sanzioni per chi rilascia attestazioni infedeli.

L’ecobonus al 110% infatti si potrà richiedere, come abbiamo visto, soltanto dopo aver ottenuto il visto di conformità, rilasciato da commercialisti e CAF: è dunque un documento indispensabile anche per la cessione del credito.

Chi rilascia un’attestazione o un’asseverazione infedele rischia una sanzione pecunaria dai 2.000 ai 15.000 euro.

La sanzione è da intendersi per ogni documento infedele rilasciato al cittadino. Inoltre, scoperta la truffa, i benefici fiscali del super bonus decadranno all’istante.

Sarà il Ministero dello Sviluppo Economico a doversi occupare delle procedure di verifica.

Inoltre, in caso di mancata integrazione, anche parziale, dei requisiti che danno diritto all’ecobonus 110%, l’Agenzia delle Entrate provvede al recupero delle somme corrispondenti alla detrazione non spettante.

Non solo: l’importo che l’Amministrazione Finanziaria recupererà sarà maggiorato con l’applicazione di interessi e sanzioni.

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