Ci sono titoli e titoli per le diverse esigenze di investimento o di portafoglio e/o strategie perseguite. Non tutto è valido per sempre o per tutti, ma relativo da caso a caso. In fasi storiche ad elevata tensione sui mercati, come il contesto attuale sull’obbligazionario, i gestori patrimoniali raccomandano la bassa duration. È un modo per arginare i rischi senza esporsi troppo e/o inutilmente ai pericoli di mercato, spesso al prezzo di qualche rinuncia in termini di rendimenti. Tuttavia, l’affermazione non è vera a prescindere. Quando le tensioni sono alle stelle, i ritorni sui bond a medio termine non sono male rispetto ai titoli lunghi.
Tutto questo però non vuol dire che oggi non si comprino più titoli lunghi. C’è sempre chi lo fa, e per le ragioni più diverse del mondo. Giusto per fare un esempio, il BTP cedola fissa 4,50% oggi prezza quasi alla pari e rende in totale più del 100%.
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La carta d’identità del BTP Fx 4,50% Oct53
Si tratta di un trentennale (scadenza: 1° ottobre 2053) relativamente giovane dato che il Tesoro lo ha emesso il 23 febbraio del 2023 quasi a 100, a 99,559 per l’esattezza. L’essere nato nel 2023, alla vigilia del massimo storico dei tassi BCE, spiega le ragioni della buona cedola al 4,50% annuo, il 3,9375% al netto del 12,50% di ritenuta fiscale sugli interessi. La stessa aliquota si applica sulle eventuali plusvalenze da capital gain in caso di rivendita anticipata. L’imposta di bollo del 2X1.000 annua è invece applicata sul suo controvalore di mercato al tempo della rendicontazione, in genere ogni 3 mesi. Le spese di gestione sono a parte e spettano alla banca presso cui si detiene il conto titoli.
Il BTP ha identificativo ISIN IT0005534141, un flottante di 14,5 mld di € (dati: Borsa Italiana) e vanta elevati volumi di scambio sul MOT. Nell’ultimo mese i contratti daily sono stati nel range 1-2mila, con punte fino a tremila scambi. Numeri impressionanti che si intuiscono meglio guardando i controvalori giornalieri. Mai sotto i 20 mln di €, con picchi fino a 100 mln e una media, in genere, a ridosso dei 40-50.
L’obbligazione verrà estinta e rimborsata il 1° ottobre 2053, per cui ha una durata residua di altri 27,45 anni.
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I pericoli di un bond ad elevata durata e duration
Partiamo dai pericoli nascosti dietro un prodotto con simili orizzonti temporali. I più importanti sono quelli di tasso e di mercato, due variabili che incideranno tanto da qui al ‘53. Ogni rumors e/o novità in tema di costo del denaro si rifletterà sui corsi per cui bisogna essere pronti ad ampie escursioni dei prezzi.
Manco a dirlo, la duration modificata del BTP Fx 4,50% si attesta a 15,35, mentre su un BTP a cedola fissa a 2 anni di vita residua siamo sull’1,8-1,9 circa.
Non sono da meno i rischi legati all’emittente, cioè le faccende di natura politica, economica e finanziaria dello Stato Italiano, e in genere sintetizzati dal rating. Infine occhio al rischio di inflazione al pari di tutti gli strumenti di investimento a tasso fisso e non agganciati a parametri inflazionistici come i BTP Italia, per esempio.
Insomma, non mancano i parametri chiave da tenere a bada e da cui dipenderanno i rialzi e ribassi dei corsi dell’obbligazione negli anni a venire.
Il rendimento totale dell’obbligazione
Tuttavia, l’essere nato nel ‘23 spiega il buon coupon nominale del titolo. Ad esempio il BTP 1St52, matricola IT0005480980, è anch’esso un trentennale nato a gennaio 2022, 13 mesi prima del BTP Fx 4,50% Oct53, ma paga la metà. Il tasso annuo sul BTP 1St52 è al 2,15%, poco meno della metà, e oggi sul MOT prezza poco sotto 65 centesimi. In altri termini, chi lo ha comprato in origine si ritrova in portafoglio una potenziale perdita in conto capitale del 35%. Cioè se lo rivendesse per esigenze di liquidità o per cambiare strategia o prodotto o altro ancora, monetizzerebbe una perdita tra controvalore versato e incassato.
Il flusso delle cedole finora percepite servirebbero solo ad attutire la perdita, che comunque resterebbe consistente. E per fortuna, verrebbe da dire, si tratta di reddito fisso a “rischio contenuto”. In verità non è così, proprio perché si tratta di titoli lunghi, per loro natura soggetti ad ampie escursioni di prezzi.
Tornando al BTP Fx 4,50% Oct53, ogni anno l’emittente paga 39,375 € per titolo detenuto, cioè 19,68 € ogni sei mesi. In questi giorni lo si riesce a comprare anche alla pari. Mercoledì 22, in chiusura di giornata, viaggia sui 100,27, poco sopra la pari, ma nel corso della stessa seduta ha prezzato anche 100. Ottimizzando l’ingresso, quindi, si riesce a sfruttare per intero il ritorno offerto dal Tesoro.
A livello totale, invece, cioè da qui a naturale scadenza, stiamo parlando di un rendimento intorno al 107%, punto più o punto meno a seconda dei dettagli.
I movimenti dei prezzi sul mercato secondario
Un altro aspetto che merita attenzione attiene ai movimenti dei corsi che, a seconda dei casi, può essere visto come un pro o un contro. L’elevata duration e liquidità lo rende perfetto per chi fa trading su bond sovrani, per esempio. L’importante è essere consapevole dei rischi associati a simili operatività ed avere strategie chiare, definite, validate e, possibilmente, vincenti.
In 38 mesi scarsi di vita le quotazioni hanno toccato un minimo e un massimo storico in area, rispettivamente, 87 nell’ottobre 2023) e 113 dicembre 2024.
Da un estremo all’altro stiamo parlando di un 25-30% di escursione, non poco. E per fortuna, verrebbe da dire, il tasso nominale annuo è relativamente ricco e quindi capace di reggere a buona parte delle tensioni di mercato. Ma riuscirà a reggerle tutte da qui alla fine? Impossibile rispondere, dato che nei fatti si tratterebbe di predire cosa succederà, per esempio, tra 5 o 10 o 20 anni.
Il BTP cedola fissa 4,50% oggi prezza quasi alla pari e rende in totale più del 100%
Infine un altro pro del bond proviene dalla Legge, che esenta dalle imposte di successione i prodotti di investimento a garanzia sovrana. Vale a dire buoni fruttiferi postali e titoli di Stato, cioè emessi dal Dipartimento del Tesoro come quello qui in esame. Considerata la scadenza al 2053, quasi tra una vita verrebbe da dire, non è male per chi ricerca soluzioni di trasmissione ereditaria senza pagare un pedaggio eccessivo al Fisco.