Quanto rende il BTP con cedola al 4,40% al netto delle tasse da qui a maggio 2033?

Stefano Vozza

4 Giugno 2025 - 16:51

Titoli già emessi e dalla ricca cedola nominale annua: quanto rendono e come provare a sfruttarli al meglio da qui fino a naturale scadenza?

Quanto rende il BTP con cedola al 4,40% al netto delle tasse da qui a maggio 2033?

Consideriamo un titolo di Stato già tradato e negoziato sul MOT, il Mercato Telematico delle Obbligazioni e dei titoli di Stato. Scegliamo una durata residua relativamente medio-lunga e vediamo in primis quanto rende effettivo a scadenza agli attuali corsi di mercato.

Poi a seguire vedremo se sia possibile o meno coniugare il flusso cedolare ad eventuali movimenti dei prezzi.

Certo, il trend sul secondario potrebbe anche girarsi contro e vanificare le attese di potenziali gain da rivalutazioni del capitale. In altri termini non è sempre agevole e/o detto agevole portare a compimento simili investimenti vincenti. Premesso ciò, ecco quanto rende il BTP con cedola al 4,40% al netto delle tasse e da qui a maggio 2033.

Le caratteristiche del BTP con ISIN IT0005518128

Il Tesoro ha emesso questo BTP con ISIN IT0005518128 il 1° novembre del ’22, due anni e mezzo fa, quando i tassi si avviavano ai loro massimi di periodo. L’inflazione era alle stelle per cui la BCE correva a rendere caro il denaro per cercare di rallentare l’economia troppo su di giri.

La data scadenza è 1° maggio 2033, per cui a grandi linee l’obbligazione ha una vita residua (7,91 anni) poco più lunga della durata media del debito pubblico nazionale. In origine si trattava del classico BTP decennale. La cedola annua è del 4,40%, il 2,20% lordo ogni 1° maggio e 1° novembre, mentre il rendimento effettivo a scadenza è decisamente inferiore. Al momento il bond prezza 108,9 centesimi, per cui servono 1.089 €, più commissioni bancarie, per acquistare mille euro di debito nominale. Il ritorno effettivo, quindi, si attesta sul 3,13%, mentre quello complessivo si attesta sul 24,75% lordo in poco meno di 8 anni.

Quanto rendono i prodotti similari pari durata?

Il payout effettivo di per sé non è male ed è linea con le attuali condizioni di mercato nell’area valutaria di riferimento. Ad esempio il Bund Tf 2,3% in scadenza il 15/02/’33 prezza quasi alla pari (99,51), per un effettivo a scadenza del 2,33%. Il rendimento effettivo a scadenza sale invece al 2,93% circa con l’OAT Tf 3% (data rimborso: 25/05/’33), prezzato a 100,33 al tempo dell’articolo.

Per spuntare un effettivo maggiore rispetto allo yield offerto dal titolo nazionale occorre aumentare il grado di rischio emittente e/o dello strumento. Nel primo caso pensiamo al Romania Tf 2% Ap33 (denominato in euro) che all’attuale prezzo di 75 garantisce un rendimento effettivo a scadenza del 6,1% circa.

Nel secondo, invece, pensiamo ai titoli emessi dal Governo USA: rating emittente elevato ma in un contesto complesso sul relativo mercato obbligazionario. Il T-note con ISIN US91282CGM73 e in scadenza il 15/02/2033 ha una cedola del 3,50% ma rendimento effettivo a scadenza del 4,27% per via dei corsi a 95,3. Tuttavia, il titolo espone al rischio cambio e il cross €/$ notoriamente non è proprio il massimo della stabilità sul lungo termine.

Ecco quanto rende il BTP con cedola al 4,40% al netto delle tasse e da qui a maggio 2033

Ritorniamo al Btp Tf 4,40% Mg33 e chiediamoci se il bond abbia o meno le potenzialità di vedere esplodere i corsi di mercato. Difficile dirlo, e forse lo è ancor più crederlo. Dal minimo di sempre (almeno fino ad oggi) a 96,25 dell’ottobre 2023 ad oggi i corsi si sono apprezzati fino al massimo di 111 a dicembre scorso. Al rialzo, i punti di Pivot (classici) sul titolo su timeframe mensile sono, nell’ordine, 109.49 (R1), 110.02 (R2) e 111.05 (R3).

Tuttavia, con un buon grado di approssimazione questi target si possono estendere su orizzonti poco oltre il singolo mese, ma sempre di brevissimo respiro. Uno perché i bond non si muovono alla velocità della luce, poi c’è che il mercato ha già in parte incorporato il prossimo taglio tassi BCE. Quest’ultimi, in particolare, non si sa fin dove scenderanno, per cui la prudenza in un certo senso frenerà gli operatori dagli acquisti “facili”. Infine c’è la valutazione sulla durata residua, che non è breve ma neanche tanto lunga da lasciar correre i prezzi verso vette da capogiro.

Sarà il tempo a dare la risposta, ma intanto si può dire che un suo acquisto nel recente passato oggi avrebbe donato tanto all’acquirente. Alla cedola relativamente robusta, infatti, si sarebbe sommato un extra gain da corsi variabile in funzione dell’effettivo prezzo di carico del titolo (solo in caso di rivendita).