Ecco perché le sanzioni contro i diamanti russi colpiranno l’India

Redazione Money Premium

1 Gennaio 2024 - 07:00

Le prime restrizioni riguarderanno i diamanti con un peso superiore a 1 carato, ma a partire da settembre il divieto si estenderà anche ai diamanti superiori a 0,5 carati.

Ecco perché le sanzioni contro i diamanti russi colpiranno l’India

Nel corso delle ultime settimane, l’industria indiana della lucidatura dei diamanti è stata scossa dall’annuncio del G7 e dell’Unione Europea riguardo a un divieto sulle importazioni russe di diamanti non industriali. Questa decisione, attesa da tempo, ha sollevato molte domande e preoccupazioni all’interno di un settore cruciale per l’economia indiana.

Il G7 e l’UE hanno dichiarato l’intenzione di vietare l’importazione di diamanti non industriali provenienti dalla Russia a partire da gennaio, seguito da un divieto più ampio sulle importazioni da paesi terzi di diamanti di origine russa a partire da marzo. Inoltre, è prevista l’implementazione di un sistema di tracciabilità a partire da settembre, un passo significativo nella regolamentazione del commercio di diamanti.

La Russia, con il suo controllo del 30% del mercato mondiale di diamanti grezzi, è al centro di questa decisione, e il G7, rappresentando il 70% del mercato mondiale di diamanti lucidati, ha un impatto significativo sul settore. L’India, in particolare, che lavora il 90% dei diamanti mondiali, è ora costretta a confrontarsi con le implicazioni di questa svolta nei mercati internazionali.

Le prime restrizioni riguarderanno i diamanti con un peso superiore a 1 carato, ma a partire da settembre il divieto si estenderà anche ai diamanti superiori a 0,5 carati, una mossa che solleva ulteriori preoccupazioni per l’industria indiana. Il paese ricava attualmente il 10% dei ricavi dalle esportazioni di beni dell’industria delle gemme e dei gioielli, un settore che impiega circa 5 milioni di persone.

Il cuore dell’industria indiana è rappresentato da Surat, noto centro diamantifero a ovest del paese, ma il 86% delle pietre lavorate viene successivamente commerciato in Belgio prima di tornare in India per essere venduto a gioiellieri di tutto il mondo. Questo flusso commerciale è ora minacciato dal divieto imminente.

Le autorità indiane stanno cercando chiarezza dal G7 sulla modalità di implementazione del sistema di tracciabilità, compresi i dettagli sul software utilizzato, i diritti di accesso per tagliatori e lucidatori, e l’eventuale tracciatura delle informazioni sui clienti. L’interazione tra l’India e il team tecnico del G7 è in corso, con l’India che cerca di mitigare l’impatto delle restrizioni sul proprio settore diamantifero.

Nonostante le incertezze, c’è una speranza che il G7 possa limitare l’estensione del divieto ai diamanti inferiori a 0,5 carati, una mossa che potrebbe attenuare l’impatto sul settore indiano, che lavora principalmente su diamanti di dimensioni inferiori.

È essenziale notare che l’India non importa direttamente diamanti dai paesi produttori, ma attraverso centri di miscelazione in diverse parti del mondo. Questa pratica, sebbene complessa, ha consentito all’India di mantenere una posizione centrale nell’industria diamantifera globale.

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