Nel contesto dell’attuale crescita globale dei prezzi alimentari, la Svizzera emerge come un’eccezione sorprendente, resistendo alle pressioni inflazionistiche che stanno colpendo molte nazioni in tutto il mondo. Nonostante i costi elevati dei prodotti alimentari nel paese alpino, la sua economia sembra essere notevolmente immune all’escalation dei prezzi. Ma quale è il segreto dietro questa resistenza elvetica?
1. Struttura dei costi
I prezzi svizzeri, che comprendono salari e spese logistiche, agiscono come una barriera protettiva contro le fluttuazioni dei prezzi globali. In Svizzera, dove una significativa quota del prezzo al dettaglio copre logistica, stoccaggio e salari, l’impatto delle oscillazioni dei prezzi è relativamente contenuto rispetto ad altre nazioni. Questo è attribuibile al fatto che, in generale, i livelli dei prezzi in Svizzera sono più elevati, attenuando gli effetti delle variazioni dei prezzi dei beni di base.
2. Regolamentazione dei prezzi
Un altro fattore chiave nella resistenza svizzera all’inflazione dei prezzi alimentari è la regolamentazione dei prezzi da parte del governo. Più del 25% dei beni di consumo nel paniere utilizzato per calcolare l’inflazione è soggetto a regolamentazione dei prezzi. Questo livello di controllo dei prezzi, il più alto in Europa, implica che il costo di molti articoli non è completamente determinato dalla semplice domanda e offerta di mercato.
3. Dazi d’importazione dinamici
La Svizzera adotta un sistema di dazi d’importazione dinamico, strettamente legato ai livelli di produzione nazionale. Questa strategia è di particolare importanza per le importazioni agricole, contribuendo a stabilizzare i prezzi del mercato globale. In periodi di abbondanza, vengono imposti dazi elevati per proteggere contro le fluttuazioni dei prezzi; al contrario, quando i prezzi globali aumentano, i dazi vengono rivisti al ribasso.
4. Efficienza energetica nell’agricoltura
Il modo in cui la Svizzera gestisce il consumo di energia nell’agricoltura ha un impatto diretto sui costi dei prodotti alimentari. Con l’energia che gioca un ruolo cruciale dalla coltivazione al trasporto e alla lavorazione, la Svizzera mantiene una quota di consumo di energia nell’agricoltura significativamente più bassa rispetto alla media dell’OCSE. La struttura unica del mercato energetico svizzero, caratterizzata da fornitori di elettricità che producono internamente o acquistano a basso costo tramite accordi a lungo termine, contribuisce a mantenere stabili i prezzi dell’energia.
Tutto ciò ha avuto un impatto diretto sui prezzi.
Nel corso del 2022, la Svizzera ha evidenziato un tasso di inflazione annuale moderato, attestandosi al 2,8%, una cifra notevolmente inferiore rispetto al 9,2% riscontrato nell’Unione Europea. Quest’ultima rappresenta il più alto valore mai registrato, risultando addirittura triplo rispetto al tasso d’inflazione del 2021.
In Svizzera, nello stesso periodo, si è verificato un aumento medio del 4% nei costi relativi a cibo e bevande analcoliche, mentre nell’Unione Europea tale incremento è stato del 11,9%.
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