Negli ultimi anni il Buy Now, Pay Later (BNPL) si è imposto come uno dei metodi di pagamento più utilizzati negli acquisti online. Piattaforme come Klarna, PayPal (con le sue opzioni di rateizzazione) e nuovi operatori emergenti promettono pagamenti dilazionati, zero interessi e procedure rapidissime.
Un messaggio semplice e rassicurante che, tuttavia, può celare un meccanismo capace di favorire l’accumulo di debiti multipli e difficili da controllare. Il punto critico non è lo strumento in sé, ma il modo in cui viene percepito e utilizzato.
A differenza di quanto suggerisce il linguaggio commerciale, il BNPL non è una semplice alternativa alla carta di credito. È, a tutti gli effetti, una forma di credito al consumo, spesso concessa senza una valutazione approfondita della capacità di rimborso del cliente.
Nella maggior parte dei casi:
- non vengono richieste buste paga o garanzie;
- l’analisi del merito creditizio è affidata ad algoritmi;
- l’approvazione avviene in pochi secondi.
Questa immediatezza abbassa drasticamente la percezione del rischio.
Una singola rata appare sempre sostenibile, ma il problema nasce quando le rate diventano numerose e distribuite su più piattaforme, ciascuna ignara delle altre.
Uno degli aspetti più problematici del BNPL, infatti, è l’accumulo simultaneo di micro-prestiti.
Ogni singolo finanziamento è piccolo, tuttavia nel complesso può generare un indebitamento significativo e poco trasparente, tanto che per l’utente può rimanere ignaro del debito accumulato.
Secondo un’analisi della Consumer Financial Protection Bureau (CFPB), autorità federale statunitense di vigilanza finanziaria dei consumatori:
- nel 2022 circa il 63% degli utenti BNPL ha attivato più prestiti contemporaneamente;
- il 33% lo ha fatto utilizzando più operatori diversi.
In altre parole, una parte consistente dei consumatori gestisce debiti frammentati, difficili da monitorare e spesso sottovalutati.
Lo stesso studio, evidenzia, inoltre che i consumatori appartenenti alla fascia di età 18–24 anni ricorrono con quasi il doppio della probabilità (37%) a strumenti di finanziamento Buy Now, Pay Later rispetto alle fasce d’età più mature. In sintesi, il dato è ancora più rilevante perché i giovani, essendo all’inizio della loro autonomia economica, non hanno sufficiente esperienza finanziaria né piena consapevolezza del funzionamento del credito.
I microprestiti BNPL, infatti, vengono percepiti come strumenti immediati, flessibili e privi di conseguenze rilevanti, soprattutto grazie all’assenza di interessi espliciti e alla rapidità di accesso.
Questi numeri smontano la narrativa secondo cui il Buy Now, Pay Later sarebbe uno strumento innocuo e sempre sotto controllo. Al contrario, mostrano come una larga fetta di consumatori può accedere a forme di credito che, nei circuiti bancari tradizionali, sarebbero soggetti a criteri di valutazione più stringenti, contribuendo ad aumentare in modo progressivo il rischio di insolvenza e introducendo potenziali elementi di instabilità nel modello BNPL.
Un ulteriore segnale d’allarme emerge dall’evoluzione dell’utilizzo di questi strumenti. Nati per facilitare l’acquisto di beni non essenziali come moda, tecnologia o viaggi, vengono oggi impiegati con crescente frequenza per far fronte a spese ordinarie, quali alimentari e utenze domestiche.
Questo slittamento d’uso può essere interpretato come il segnale di una trasformazione sostanziale: il BNPL cessa di essere una semplice leva di comodità e assume una funzione che va oltre la finalità iniziale di facilitazione del consumo, chiamata a colmare carenze strutturali di liquidità. Non si tratta più di posticipare un consumo discrezionale, ma di rinviare il pagamento di bisogni essenziali, segnalando una fragilità economica ben più profonda.
Klarna rappresenta uno dei casi più emblematici di questo modello, con milioni di utenti e partnership con i principali operatori dell’e-commerce. Negli ultimi anni, tuttavia, la società ha mostrato bilanci instabili, caratterizzati da perdite rilevanti e da una crescente esposizione al rischio di insolvenza dei clienti. Ma il problema non è solo Klarna in sé, ma il modello che rappresenta. Se una percentuale significativa di utenti non riesce a rispettare le scadenze, il sistema può entrare in una fase di tensione finanziaria. L’aumento dei tassi di interesse, il rallentamento dei consumi e una regolamentazione più stringente potrebbero mettere seriamente in difficoltà anche i player più grandi.
Per comprendere fino in fondo il problema, è necessario chiarire come funziona concretamente il modello operativo di questo servizio. Quando un consumatore effettua un acquisto tramite un sistema Buy Now, Pay Later, ad esempio per un valore di 100 euro, l’importo viene immediatamente anticipato dalla società (BNPL) al commerciante. Il cliente, invece, restituisce quella somma nel tempo, attraverso rate mensili di importo ridotto.
Il sistema si regge su un equilibrio delicato: la società (BNPL) utilizza un capitale iniziale, integrato dai rientri costanti delle rate pagate dagli utenti, per continuare a garantire pagamenti immediati ai commercianti e finanziare nuovi acquisti sulla piattaforma. Finché la maggior parte dei consumatori rispetta le scadenze, il meccanismo funziona senza attriti.
I ritardi nei pagamenti, entro certi limiti, non rappresentano un problema strutturale. Anzi, in alcuni casi generano entrate aggiuntive sotto forma di commissioni o penali. Il rischio emerge però quando un numero elevato di utenti inizia a non pagare, o a pagare sistematicamente in ritardo. Superata una determinata soglia, i flussi di rientro non sono più sufficienti a sostenere il volume dei pagamenti anticipati, mettendo sotto pressione l’intero sistema.
In questa situazione, i sistemi BNPL possono incontrare difficoltà nel garantire la liquidità necessaria per mantenere il modello di pagamento istantaneo, con effetti a catena sulla fiducia dei commercianti, degli utenti e degli investitori. Il problema, dunque, non è il singolo insoluto, ma la perdita di equilibrio fiduciario su cui si fonda l’intero modello Buy Now, Pay Later.
Il vero nodo culturale è che il BNPL non viene percepito come debito. Il linguaggio usato dalle piattaforme è studiato per minimizzare il rischio: “paga dopo”, “rate senza interessi”, “zero costi”. Ma dietro queste formule c’è un obbligo finanziario a tutti gli effetti.
In tale contesto, il ricorso al BNPL può favorire meccanismi comportamentali assimilabili a forme di dipendenza dal consumo: la possibilità di ottenere gratificazioni immediate e rinviare la percezione del costo reale, inducendo a sottovalutare le conseguenze future e alimentando comportamenti di consumo potenzialmente dannosi nel medio-lungo periodo.
Il tema non è demonizzare il BNPL, ma riconoscerne con lucidità i limiti. Il credito, anche quando è piccolo, digitale e apparentemente privo di costi, resta a tutti gli effetti credito. In quanto tale, dovrebbe essere sottoposto a regole chiare, monitoraggio costante e a una valutazione responsabile della capacità di rimborso, a tutela sia dei consumatori sia della stabilità del sistema.
Le autorità di vigilanza dovrebbero iniziare ad intervenire, ma il fenomeno evolve a una velocità superiore rispetto ai tempi della regolamentazione. Nel frattempo, milioni di consumatori accumulano debiti frammentati e poco trasparenti, difficili da ricostruire e ancora più complessi da gestire nel medio periodo.
A questo punto, la questione non è più stabilire se il Buy Now, Pay Later comporti dei rischi, poiché i dati ne mostrano chiaramente l’esistenza. La vera domanda riguarda la dimensione che questo problema potrà...