La Turchia, con la collaborazione della società statale russa Rosatom, sta portando avanti uno dei progetti energetici più ambiziosi e discussi degli ultimi anni. La centrale nucleare di Akkuyu, situata sulla costa meridionale del Mediterraneo, nella provincia di Mersin, è destinata a diventare una delle principali fonti di energia del paese, coprendo circa il 10% del fabbisogno elettrico nazionale.
La costruzione della centrale di Akkuyu ha avuto inizio con la posa del «primo mattone» per l’unità 1 nell’aprile 2018, seguita dalle altre unità negli anni successivi. Il progetto prevede l’installazione di quattro reattori VVER-1200, ciascuno da 1.200 MW, con l’obiettivo di entrare in funzione entro il 2025 senza ulteriori ritardi. Originariamente, il lancio della centrale era previsto per coincidere con il centenario della fondazione della Repubblica di Turchia nell’ottobre 2023, ma le celebrazioni non hanno potuto includere questo traguardo a causa dei ritardi nei lavori.
Il progetto Akkuyu è più di un’infrastruttura energetica; è un elemento chiave nella strategia geopolitica della Turchia. Facendo leva sulla collaborazione con Rosatom, Ankara mira a posizionarsi come un hub energetico cruciale tra la Russia e l’Europa.
L’intento principale della Turchia sotto la guida di Erdogan è quello di sviluppare una rete di centrali nucleari. Queste non serviranno solo a soddisfare la domanda energetica interna, ma avranno anche il compito di esportare una quota rilevante di elettricità verso l’Europa. Questo progetto prevede la realizzazione di 12-16 unità di potenza, equivalenti a tre o quattro impianti di configurazione standard.
Il costo del progetto Akkuyu è significativo, stimato in 35 miliardi di dollari di obbligazioni di pagamento, il che lo rende l’impegno finanziario più grande per un singolo progetto nella storia della Turchia. Oltre agli aspetti economici, il progetto ha un forte impatto sullo sviluppo formativo e professionale nel paese. Circa 400 studenti turchi sono stati formati nelle università russe, e molti altri ricevono istruzione presso l’Università di Mersin e direttamente sul sito di Akkuyu.
Nonostante le promesse di vantaggi economici e tecnologici, il progetto Akkuyu non è esente da critiche. Alcuni esperti hanno espresso preoccupazioni per la sicurezza, dato che la centrale è situata in una zona sismica. Inoltre, il modello di costruzione, possesso e gestione (BOO) adottato da Rosatom solleva questioni sulla sovranità energetica e sulla sicurezza a lungo termine.
La Turchia prevede di espandere ulteriormente il suo portafoglio nucleare con nuove centrali a Sinop e Igneada. Tuttavia, la strada per realizzare questi progetti non è chiara, con precedenti negoziati interrotti e la concorrenza di altri attori internazionali che potrebbero influenzare l’avanzamento di tali iniziative.
Mentre Akkuyu simboleggia le ambizioni nucleari della Turchia, il suo sviluppo sarà cruciale per determinare la posizione del paese nel complesso panorama energetico e geopolitico mondiale. Le scelte di oggi influenzeranno non solo la sicurezza energetica della Turchia ma anche il suo ruolo nel mercato energetico globale nei prossimi decenni.
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