Ecco chi supererà gli Stati Uniti nella produzione di energia nucleare

Redazione Money Premium

25/09/2024

Durante il summit sul clima COP28, 22 paesi hanno fissato l’obiettivo di raggiungere 1.200 GW di capacità nucleare installata entro il 2050.

Ecco chi supererà gli Stati Uniti nella produzione di energia nucleare

Il panorama globale della produzione di energia nucleare ha raggiunto un nuovo apice, spinto principalmente dalla Cina e dalla Russia, che sono attualmente i maggiori promotori della costruzione di nuovi reattori.

Secondo il Japan Atomic Industrial Forum, a giugno 2024 risultavano operativi 436 reattori nucleari a livello mondiale, con una capacità totale di circa 416 gigawatt (GW), un valore che supera il precedente record di 414 GW registrato nel 2018. Tra gennaio e giugno, nuovi reattori sono stati attivati in Cina, Stati Uniti, Corea del Sud e India, aggiungendo una capacità complessiva di 4,53 GW. Nello stesso periodo, solo un reattore in Russia, con una capacità di 1 GW, è stato dismesso.

La Cina ha fatto passi da gigante sia in termini di sviluppo tecnologico che di espansione della capacità produttiva. Insieme alla Russia, ha contribuito alla costruzione di circa il 60% dei 70 nuovi reattori edificati nel mondo nell’ultimo decennio. Solo la Cina, nello stesso periodo, ha completato 39 nuovi impianti, quadruplicando la sua capacità energetica. A maggio 2024, il 56° reattore cinese è stato attivato presso la centrale nucleare di Fangchenggang, portando il paese al secondo posto nel mondo per numero di reattori in funzione, a pari merito con la Francia e subito dopo gli Stati Uniti.

L’energia nucleare gioca un ruolo cruciale negli sforzi della Cina per ridurre le emissioni di CO2, considerando che circa il 70% dell’energia elettrica cinese è ancora prodotta tramite impianti a combustibili fossili. La Russia, dal canto suo, è ora alla pari con il Giappone per numero di reattori attivi, con 33 impianti operativi, nove dei quali costruiti negli ultimi 10 anni. Inoltre, il paese ha 10 reattori in costruzione e oltre 20 pianificati, mirando a ridurre il proprio consumo di gas naturale, risorsa strategica per l’export russo.

La domanda globale di energia, secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, è destinata a raddoppiare entro il 2050. L’uso sempre più diffuso di tecnologie avanzate, come l’intelligenza artificiale, porterà a un aumento della richiesta di energia, in particolare nei data center, dove si prevede un incremento del consumo energetico del 2,3 volte entro il 2026 rispetto al 2022.

Sebbene spesso messa in ombra dalle energie rinnovabili, l’energia nucleare sta tornando al centro del dibattito come fonte affidabile e a zero emissioni. Durante il summit sul clima COP28, 22 paesi hanno fissato l’obiettivo di raggiungere 1.200 GW di capacità nucleare installata entro il 2050, triplicando quella del 2020. Tuttavia, per raggiungere questo traguardo, sarà necessario costruire almeno 600 nuovi reattori, mentre solo 160 sono attualmente in fase di progettazione.

Paesi come Giappone, Regno Unito e Francia stanno già investendo in nuovi impianti, mentre la Corea del Sud ha rinunciato ai piani per eliminare gradualmente l’energia nucleare e la Svezia ha tolto le restrizioni per la costruzione di nuovi reattori. Tuttavia, la filiera produttiva deve ancora colmare diverse lacune: una centrale nucleare richiede circa 10 milioni di componenti, e qualsiasi interruzione nei lavori può causare problemi significativi nell’approvvigionamento.

Mentre l’Occidente si è ritrovato rallentato nello sviluppo dell’energia nucleare, soprattutto a causa del settore privato, Cina e Russia hanno continuato a investire massicciamente sotto la guida dei rispettivi governi. Nel 2023, la Cina ha inaugurato il primo piccolo reattore modulare (SMR) commerciale al mondo, nella provincia di Shandong, mentre un progetto simile negli Stati Uniti è stato annullato per problemi di redditività. Non si prevede che gli SMR statunitensi siano disponibili prima del 2030.

Secondo la China Nuclear Energy Association, la Cina è sulla buona strada per superare gli Stati Uniti in termini di energia nucleare prodotta entro il 2030. Gli Stati Uniti vantano attualmente circa 100 GW di capacità installata, mentre la Cina ha 30 GW di nuovi reattori in costruzione e circa 58 GW già operativi, con ulteriori 25 GW pianificati.

La Russia, dal canto suo, detiene il 50% della capacità globale di arricchimento dell’uranio, fondamentale per la produzione di combustibile nucleare. Sul fronte tecnologico, il paese ha costruito la prima centrale nucleare galleggiante al mondo, operativa dal 2020, e continua a essere un leader nello sviluppo di reattori veloci, che permettono un uso più efficiente del combustibile.

In Occidente, nonostante i rallentamenti, i governi stanno incrementando il loro supporto all’energia nucleare. La Francia ha rinazionalizzato EDF, la principale compagnia elettrica del paese, per facilitare la costruzione di nuovi reattori. Gli Stati Uniti, nel 2022, hanno lanciato un programma da 6 miliardi di dollari per evitare la chiusura delle centrali nucleari esistenti e, attraverso l’Inflation Reduction Act, hanno previsto 30 miliardi di dollari in crediti d’imposta per il settore nucleare dal 2024 al 2032.

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