Si ritorna a parlare della costruzione di un tunnel ferroviario di collegamento tra Spagna e Marocco per aprire un nuovo corridoio strategico.
Il recente scoppio della guerra in Iran ha riportato alla ribalta mondiale lo stretto di Hormuz. L’opinione pubblica si è resa conto dell’enorme importanza di questo passaggio marittimo per gli scambi commerciali globali e soprattutto per il mercato energetico. Da lì transitano ogni giorno centinaia di navi che trasportano petrolio e gas dai Paesi del Golfo Persico verso l’Occidente. Il semplice blocco di quello stretto da parte dell’Iran sta causando una vera e propria crisi energetica internazionale, con problemi di approvvigionamento e costi in forte aumento a causa della scarsità delle materie prime.
La situazione sta diventando sempre più preoccupante perché, se lo stretto dovesse restare chiuso ancora per tutto il mese di aprile, le prospettive potrebbero peggiorare rapidamente. Senza parlare del prezzo del diesel, che rischierebbe di raggiungere livelli record mai registrati prima. Anche il traffico aereo sta iniziando a risentirne, con diverse compagnie che segnalano difficoltà legate alla disponibilità di carburante.
Il blocco dello stretto dimostra quanto sia fragile un sistema di trasporti globali che si basa su pochi corridoi commerciali strategici. Proprio per questo motivo sta tornando alla ribalta un’altra idea: quella di costruire un nuovo corridoio commerciale capace di collegare direttamente Europa e Africa. L’ipotesi è quella di realizzare un tunnel ferroviario sottomarino tra Spagna e Marocco, attraversando lo stretto di Gibilterra.
Si tratta di un progetto dal costo stimato tra i 15 e i 20 miliardi di euro, che avrebbe una forte valenza strategica perché permetterebbe di creare una nuova rotta commerciale tra i due continenti. In realtà l’idea non è affatto nuova: già nel 1979 Spagna e Marocco firmarono un accordo per studiare la possibilità di realizzare un collegamento permanente tra Europa e Africa. Tuttavia, a distanza di decenni, il progetto si trova ancora in fase di analisi e di valutazione ingegneristica, senza una data precisa di avvio dei lavori e senza una decisione definitiva sugli investimenti necessari.
Alcuni studi di ingegneria hanno indicato che la galleria sarebbe tecnicamente realizzabile con le tecnologie attuali. Tuttavia lo scenario più probabile è che la costruzione non possa iniziare prima del prossimo decennio, considerando la complessità dell’opera e gli enormi costi da sostenere.
Il tunnel migliorerebbe il collegamento tra i due continenti
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È importante chiarire che la costruzione di un tunnel sotto lo stretto di Gibilterra non rappresenterebbe una vera alternativa allo stretto di Hormuz, che rimane un corridoio fondamentale per il trasporto energetico mondiale. Tuttavia, se il progetto dovesse concretizzarsi, potrebbe diventare molto importante soprattutto per il trasporto ferroviario di merci e passeggeri.
Un collegamento diretto tra Spagna e Marocco migliorerebbe notevolmente la logistica tra Europa e Nord Africa. Il tunnel permetterebbe di ridurre i tempi di percorrenza tra i due continenti a circa 30 minuti, trasformando l’area nordafricana in un nuovo polo logistico strategico. Questo favorirebbe gli scambi commerciali e potrebbe contribuire anche allo sviluppo economico di molte regioni africane.
Va però ricordato che il progetto deve affrontare sfide tecniche estremamente complesse. La profondità dello stretto in alcuni punti raggiunge i 900 metri, il fondale presenta caratteristiche geologiche instabili e l’area è considerata ad alta attività sismica. I progetti originari prevedevano addirittura la costruzione di un ponte, ma proprio a causa di queste difficoltà l’idea venne abbandonata.
L’ipotesi più realistica resta quindi quella di una galleria ferroviaria lunga circa 42 chilometri, di cui 27 chilometri sotto il livello del mare, che rappresenterebbe una delle opere ingegneristiche più ambiziose mai realizzate tra due continenti.
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