EasyJet ha respinto per la terza volta l’offerta di acquisizione del fondo americano Castlelake: 6,25 sterline per azione e circa 4,74 miliardi. L’impatto sul titolo e cosa aspettarsi.
La compagnia aerea low cost EasyJet ha respinto per la terza volta l’offerta di acquisizione del fondo di private equity statunitense Castlelake, che con l’ultima proposta valutava il vettore britannico circa 4,74 miliardi di sterline. Il consiglio di amministrazione del gruppo ha tuttavia bocciato la mossa all’unanimità, giudicandola opportunistica e ancora lontana dal reale valore della società.
Dopo i tre dinieghi, il fondo ha quindi deciso di rivolgersi direttamente agli azionisti, in vista della scadenza del 26 giugno, entro cui dovrà presentare un’offerta vincolante oppure rinunciare per i sei mesi successivi. La proposta è arrivata in una fase delicata per EasyJet, che ha chiuso la prima metà dell’esercizio con una perdita ante imposte di 745 milioni di dollari. Il titolo ha risentito del conflitto in Medio Oriente, che ha fatto salire il costo del carburante per gli aerei e ha pesato sulle quotazioni della compagnia.
EasyJet respinge la terza offerta di acquisizione di Castlelake
EasyJet ha reso noto oggi, lunedì 22 giugno, di aver rifiutato tre proposte informali avanzate dal fondo di private equity Castlelake, con sede a Minneapolis. L’ultima offerta, pari a 6,25 sterline per azione, valutava complessivamente l’operazione circa 4,74 miliardi di sterline. Il fondo ha scelto di rendere pubblica la proposta per consentire agli azionisti del vettore di valutarne i contenuti prima della scadenza.
Come anticipato, il consiglio di amministrazione del gruppo britannico ha respinto all’unanimità l’offerta di acquisizione, definendola un “tentativo opportunistico” di rilevare la società a un prezzo troppo contenuto. Secondo l’azienda, la proposta approfittava infatti di una fase di debolezza temporanea del titolo e continuava a sottostimare le prospettive della compagnia. In una nota easyJet ha spiegato di restare “molto fiduciosa nella strategia del gruppo e nella sua capacità di generare valore interessante e duraturo per gli azionisti”.
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Le offerte precedenti e la scadenza del 26 giugno
Quella resa nota lunedì era la terza proposta formulata da Castlelake, dopo due tentativi precedenti da 5,60 e 6,00 sterline per azione. L’ultima offerta da 6,25 sterline rappresentava un premio di circa il 57% rispetto al valore di 3,94 sterline a cui il titolo era scambiato il 29 maggio, prima che il fondo rivelasse il proprio interesse. Lunedì le azioni hanno reagito con un rialzo del 3,4%, salendo a 5,21 sterline.
Le regole britanniche sulle acquisizioni impongono a Castlelake di presentare un’offerta vincolante entro venerdì 26 giugno oppure di ritirarsi per i successivi sei mesi. Nella sua comunicazione il fondo ha motivato la decisione di rivolgersi direttamente agli azionisti con il rifiuto delle tre proposte da parte del board e con la scarsa disponibilità al dialogo mostrata dal vettore. Castlelake non ha fornito indicazioni su un’eventuale quarta offerta.
Sul fronte finanziario restava diffuso lo scetticismo sulla riuscita dell’operazione. Dan Coatsworth, responsabile mercati di AJ Bell, ha osservato che “il mercato non crede che Castlelake riuscirà nell’intento, dato che le azioni restano nettamente al di sotto dell’ultima offerta”. L’andamento delle azioni EasyJet ha infatti confermato la distanza tra le valutazioni del fondo e quelle degli investitori.
Chi è Castlelake, il fondo che punta sulle compagnie low cost
Castlelake è una società di investimento di Minneapolis che gestisce circa 38 miliardi di dollari di attività e che dal 2005 ha investito oltre 24 miliardi di dollari nel settore aeronautico. Per rispettare le regole europee sulla proprietà dei vettori, che richiedono il controllo da parte di soggetti dell’Unione, il fondo si è alleato con Peter Bellew, ex CEO di Malaysia Airlines, e con il manager Mark Breen.
Il fondo ha previsto anche un’alternativa che consentirebbe agli attuali azionisti di EasyJet di mantenere una quota nella compagnia una volta trasformata in società privata, entro un limite massimo di partecipazione. L’interesse di Castlelake per il comparto low cost aveva già un precedente: nei mesi scorsi la società si era fatta avanti per la statunitense Spirit Airlines, poi fallita a maggio.