Quale futuro per EasyJet (e per i viaggiatori) dopo la possibile acquisizione da parte di Castlelake?

Flavia Provenzani

8 Luglio 2026 - 13:13

EasyJet verso l’acquisizione da parte di Castlelake: cosa può accadere ora? Analizziamo gli scenari, insieme ai nodi regolatori e ai possibili vincitori e vinti dell’operazione.

Quale futuro per EasyJet (e per i viaggiatori) dopo la possibile acquisizione da parte di Castlelake?

EasyJet ha raggiunto un accordo di massima con Castlelake sui principali termini finanziari di un’acquisizione che valuta il vettore oltre 5 miliardi di sterline, sulla base della quinta proposta del fondo di investimento statunitense, presentata il 4 luglio 2026, pari a 6,90 sterline per azione in contanti. Il premio è del 73% rispetto alla chiusura del 29 maggio (e del 16% circa rispetto alla quotazione attuale, considerando il rally da capogiro registrato dal titolo nell’ultimo mese). Nessun investitore finanziario pagherebbe un premio simile per una compagnia che ha appena riportato una perdita ante imposte di 552 milioni di sterline (circa 646 milioni di euro) nella semestrale di maggio, a meno che non veda un valore nascosto superiore al prezzo pagato.
L’accordo non è ancora definitivo, Castlelake ha tempo fino al 3 agosto per completare la due diligence e decidere se presentare un’offerta vincolante o interrompere i negoziati.

Quale futuro per EasyJet dopo la (possibile) acquisizione?

Guardando al futuro, si delineano principalmente due scenari. Il primo, quello che gran parte del settore ritiene più probabile, guarda alla flotta di aerei moderni, quasi nuovi e di una categoria molto ambita, che farebbero comodo alla principale attività di Castlelake, cioè il leasing di aeromobili, come anche agli slot aeroportuali in scali ad alta capacità come Londra, Milano e Ginevra, che in aeroporti congestionati valgono centinaia di milioni, e al portafoglio ordini Airbus, rivendibile in un mercato dove i tempi di consegna sono lunghissimi. Gli asset in pancia a EasyJet valgono più di EasyJet stessa e Castlelake potrebbe scegliere la strada dello smembramento e vendita di parte degli asset.

L’altro scenario si basa sul fatto che Castlelake ha dichiarato di voler supportare la crescita futura del vettore e il piano di modernizzazione della flotta, e fonti vicine al dossier hanno confermato che non è previsto alcun piano di smembramento degli asset.

Il futuro della compagnia inglese, però, potrebbe essere frutto di una via di mezzo: il fondo continuerebbe a gestire EasyJet cedendo alcune parti a un investitore strategico, con contatti già avviati con Air France-KLM (con cui Castlelake ha collaborato sull’operazione SAS) e con MSC. È pur vero che le dichiarazioni rassicuranti sono la norma in queste fasi, anche quando i piani reali sono ben diversi - il track record del fondo, con quasi 40 miliardi di dollari gestiti in oltre 1.300 transazioni orientate alla valorizzazione degli asset, pesa più delle parole.

Il nodo regolatorio

Le norme UE vietano a soggetti extra-europei di detenere la maggioranza di una compagnia aerea del continente e per aggirare il vincolo, Castlelake avrebbe strutturato un veicolo controllato al 49% dal fondo e al 51% da investitori europei. Castlelake deve trovare quindi un partner europeo credibile, ed è qui che rientrano i nomi di MSC (che nel 2022 aveva già tentato l’acquisizione di ITA Airways insieme a Lufthansa) e Air France-KLM. Ma una struttura 49/51 rende più macchinoso uno smembramento puro e potrebbe spingere verso lo scenario ibrido: flotta e ordini al fondo, parte operativa e slot a un partner industriale.

Attenzione anche a un attore interno: il fondatore Stelios Haji-Ioannou mantiene circa il 15% del capitale e beneficia di una royalty dello 0,25% sui ricavi del marchio EasyJet. Stelios ha una storia di conflitti con il management proprio sulla dimensione della flotta e sugli ordini Airbus e ha tutto l’interesse a che il marchio (e la royalty) sopravviva. D’altra parte, con la vendita incasserebbe una cifra vicina agli 800 milioni di sterline (circa 935 milioni di euro).

Chi vince e chi perde

Se lo smembramento si dovesse concretizzarsi, i beneficiari sarebbero anzitutto Lufthansa e IAG, che guadagnerebbero da un mercato low-cost con meno capacità, meno rotte in perdita da difendere e potere di prezzo maggiore, soprattutto su hub come Ginevra, Londra e Milano dove EasyJet è forte. Ryanair e Wizz Air erediterebbero parte del traffico leisure, consolidando un duopolio low-cost. Per i consumatori l’effetto sarebbe quasi certamente un aumento delle tariffe sulle rotte oggi presidiate da EasyJet, e per le destinazioni turistiche dipendenti dal vettore (isole greche, Canarie, sud Italia) un rischio di connettività ridotta.

L’IATA, l’Associazione Internazionale del Trasporto Aereo, ha avvertito che i profitti del settore potrebbero dimezzarsi quest’anno per costi del carburante attesi in aumento di circa il 70% a causa della crisi in Medio Oriente. In un settore sotto stress, gli asset «hard» (aerei, slot) mantengono il loro valore, mentre l’attività operativa lo perde .