Una riorganizzazione dell’ordine finanziario globale e le speculazioni sulla fine del ruolo del dollaro come valuta di riserva continuano ad alimentare un rally dell’oro impressionante, quasi ininterrotto.
Il metallo prezioso ha raggiunto oggi un nuovo massimo storico, superando i 3.300 dollari l’oncia., ome potete vedere dal grafico Bloomberg qui sotto.
ORO SPOT AL COMEX DI NEW YORK. TREND A 12 MESI
FONTE: BLOOMBERG
Storicamente accadde la stessa cosa alla fine degli anni ‘70. Tuttavia, rispetto al rally del 1979-80, l’aumento attuale è di minor entità. L’oro è salito di oltre il 60% dall’inizio del 2024. Nel rally di 45 anni fa, il suo valore triplicò o quadruplicò in un solo anno.
Ma erano altri tempi. All’epoca erano in gioco molteplici fattori. Gli Stati Uniti avevano vissuto un decennio di inflazione galoppante e la Federal Reserve aveva iniziato a perdere credibilità presso i mercati. E poi c’era stato un altro evento importante: gli Stati Uniti avevano posto fine alla convertibilità del dollaro in oro all’inizio del decennio.
Questi elementi - anche se in misura molto minore - sono rilevanti anche oggi. L’inflazione rimane ostinata, ma nemmeno lontanamente vicina a quella della fine anni 70. Alimentata dalle aspettative inflazionistiche create dalla guerra sui dazi.
La Fed oggi non ha lo stesso problema di credibilità che aveva quando Paul Volcker ne prese il timone, ma si trova ad affrontare oggi una crescente ingerenza politica, che potrebbe ulteriormente compromettere la sua indipendenza. Anche se non credo che Trump possa infrangere una legge federale del 1935 che stabilisce proprio l’indipendenza dal potere politico della Fed: il presidente degli USA non ha alcun potere di rimuovere il governatore della Fed giudicato “infedele”, ma ha solo il potere di nominarlo.
È improbabile che l’oro replichi il rally del 1979/80, ma rappresenta comunque un chiaro promemoria del fatto che le bolle possono superare anche le aspettative più irrealistiche. Qualche analista di Wall Street che sto leggendo in questi giorni inizia ad essere convinto che l’oro sia entrato in territorio di bolla speculativa. L’oro è salito a nuovi massimi spinto dalla domanda di beni rifugio, mentre il dollaro è sceso e i titoli tecnologici hanno subito una flessione, dopo che il presidente Donald Trump ha aperto un nuovo fronte nella guerra commerciale globale.
Il metallo prezioso è salito fino al 3,2% mercoledì 16 aprile, superando per la prima volta i 3.300 dollari l’oncia, battendo il precedente record registrato lunedì 14 aprile. Nel frattempo il dollaro è sceso al livello più basso degli ultimi sei mesi, mentre i mercati sono stati scossi da un’ondata di vendite sui titoli legati a nuovi dazi.
Il mercato però è abbastanza nervoso su questi livelli: un minimo “stormir di fronda” sul fronte della guerra commerciale, foriero di una pace, potrebbe innescare un reversal abbastanza potente dell’attuale mercato ribassista dell’equity, dei Treasury e, per l’appunto, del trend rialzista dell’oro. Ne abbiamo avuto un assaggio nel giorno dell’annuncio della sospensione di 90 giorni dell’applicazione dei dazi, quando il Nasdaq fece +12% in una sola seduta.
L’oro infatti ha oggi, seppur brevemente, ridotto i guadagni in seguito a una notizia secondo cui la Cina sarebbe disposta a riprendere i colloqui commerciali se gli Stati Uniti nominassero un rappresentante di Trump con pieni poteri e se l’amministrazione USA mostrasse rispetto, moderando le dichiarazioni denigratorie, secondo quanto riferito da una fonte vicina al governo cinese.
Eppure, nemmeno io che sono rialzista sull’oro mi immaginavo questo rally. Il metallo ha guadagnato oltre il 26% quest’anno, raggiungendo una serie di massimi storici, mentre la crescente guerra commerciale alimenta i timori di una possibile recessione globale e gli investitori faticano a prendere posizioni a lungo termine sull’equity, a causa dell’imprevedibilità degli annunci tariffari da Washington.
Le principali banche restano ottimiste sulle prospettive dell’oro nei prossimi trimestri, poiché gli investitori continuano ad aumentare le loro posizioni negli ETF garantiti da oro e le banche centrali accumulano il metallo prezioso. Goldman Sachs Group Inc. prevede che i prezzi saliranno fino a 4.000 dollari l’oncia entro metà 2026.
Secondo un sondaggio globale condotto questa settimana da Bank of America tra i gestori di fondi, il 42% degli intervistati ritiene che l’oro sarà la classe di attivi con le migliori performance nel 2025, rispetto al 23% di marzo.
Tuttavia, quando nei mercati le posizioni su un asset diventano uniformemente diffuse tra tutti gli attori e tutti i partecipanti (pension funds, hedge funds, banche centrali ecc.) comprano oro e raccomandano di fare altrettanto, allora forse è il momento di proteggere il proprio capitale investito in oro.
Secondo un sondaggio Bloomberg, quasi la metà dei gestori intervistati ritiene infatti che la posizione “long gold” sia attualmente l’investimento più affollato, spodestando quella posizione “long Magnificent Seven” - che si riferisce a Alphabet, Amazon, Apple, Meta Platforms, Microsoft, NVIDIA e Tesla - dal primo posto di investimento preferito, che era stata mantenuta per due anni consecutivi, nel biennio 2023-2024.
L’amministrazione statunitense ha inoltre annunciato questa settimana nuove indagini sulle tariffe reali all’import di semiconduttori e importazioni farmaceutiche, dopo aver imposto dazi specifici per settore su acciaio, alluminio, automobili e componenti auto. Ma attenti: lo staff di Trump ha inoltre dichiarato di essere in trattativa con decine di partner commerciali per abbassare le barriere doganali in cambio di un allentamento dei dazi da parte dei Paesi esteri.
Gli operatori scommettono anche su almeno tre tagli dei tassi da parte della Federal Reserve quest’anno. L’allentamento monetario è generalmente positivo per il metallo prezioso. Ma se ciò non accadesse? Powell infatti non è stato molto possibilista a riguardo (cioè nella attuazione di una politica monetaria ultra-espansiva), e ciò ha attirato le ire di Trump sulla Fed, secondo dichiarazioni rilasciate oggi 17 aprile.
Se scoppiasse la “bolla” sull’oro, cioè se la guerra commerciale tra USA e il resto del mondo finisse nei prossimi 30gg-60gg, oltre al reversal su equity e Treasury di cui sopra, certamente l’oro inizierebbe a scendere abbastanza violentemente.
Graficamente, se tornate ad osservare la tabella Bloomberg di cui sopra, un primo supporto al ribasso potrebbe essere la media mobile a 50gg, la linea viola, situata attualmente a 3000 dollari l’oncia. Poi, se bucata al ribasso tale soglia, il prezzo del metallo giallo punterebbe alla seconda, importante, linea di supporto, data dalla media mobile a 100gg, cioè 2850 dollari l’oncia.
Infine, anche se un po’ più difficile da raggiungere, rimarrebbe la terza linea di supporto statico, data dal corridoio tra 2700 (media mobile di lungo periodo 200gg) e 2600 dollari l’oncia.
Quale strategia adottare dunque per chi ha accumulato oro in questi 24 mesi?
Ci sono due soluzioni.
- Iniziare a vendere parzialmente la posizione e portare a casa i profitti (finché ci sono).
- Non vendere la posizione ma iniziare una strategia di copertura del rischio di ribasso, attraverso i derivati. Ma, se siete un cliente retail, la vostra banca difficilmente vi autorizza ad operare in futures sull’oro. Più facile invece acquistare un ETF che è strutturalmente “short” di oro, cioè un ETF che si muove in maniera esattamente opposta rispetto al sottostante.
Questo prodotto esiste ed è il WisdomTree Gold 3x Daily Short ISIN IE00B6X4BP29 Ticker 3GOS.
Il prodotto summenzionato replica la performance inversa a tripla leva dei contratti futures sull’oro. Non è mlto costoso nelle spese di gestione. L’indice di spesa complessiva (TER) dell’ETF è pari allo 0,99% annuo. L’ETC effettua la replica sintetica della performance dell’indice sottostante con uno swap, cioè attraverso l’uso di derivati. Essendo a leva con fattore 3X replica in maniera inversa il 300% della performance giornaliera dell’oro spot quotato al Comex di NY.
Se l’oro perde il 2% l’ETF guadagna il 6% nella stessa seduta. E viceversa. Sono andato, tramite il data base Bloomberg, a fare un’analisi di regressione tra l’ETF in questione e il sottostante e devo dire che la copertura è abbastanza efficace, come potete osservare il grafico qui sotto, che mette in correlazione il grafico dell’oro e il grafico dell’ETF. Praticamente speculari.
E inoltre - cosa ancor più importante - la forza della correlazione è abbastanza importante, dato che nel grafico sottostante potete osservare che il coefficiente di correlazione è all’89%. Significa che il movimento dell’ETF - la variabile dipendente - è spiegato all’89% dal movimento dell’oro - la variabile indipendente – e quindi può essere usato per sterilizzare i movimenti ribassisti dell’oro. Ma se il trend dell’oro continuasse a salire, allora perdereste soldi nella posizione a copertura.
Questa sorta di “polizza assicurativa” funziona in senso positivo, ma anche in senso negativo. Prima di investire quindi in questa assicurazione valutate attentamente quale grado di copertura intendete raggiungere, se il 25% o il 50% della posizione.
Vi sconsiglio la copertura integrale perché se il mercato vi va contro (se cioè il trend dell’oro continua ad essere fortemente positivo nei prossimi mesi) la perdita sulla posizione di “hedging” potrebbe essere sostanziosa, essendo un prodotto a leva 3X, come detto prima.
CORRELAZIONE TRA ETF WISDOM TREE 3X SHORT GOLD (linea bianca) E ORO(linea arancione) NEGLI ULTIMI 12 MESI. NEL GRAFICO IN BASSO: ANDAMENTO DEL COEFFICIENTE DI CORRELAZIONE TRA LE 2 VARIABILI, (ORA PARI A -89%)
FONTE: ELABORAZIONE SU DATI BLOOMBERG
N.B.: L’ETC WisdomTree Gold 3x Daily Short è un ETC di dimensioni molto piccole con un patrimonio gestito pari a 9 mln di Euro.
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