Una nuova tecnologia in fase di sviluppo potrebbe rivoluzionare il settore dei wearable. Sarà la fine definitiva per tutte le batterie classiche.
Negli ultimi, sempre più persone si stanno affidando ai dispositivi wearable. Basti pensare agli smartwatch, compagni di vita di milioni di utenti per poter avere le notifiche sempre a portata di mano, per poter calcolare parametri vitali, per migliorare l’alimentazione e via dicendo.
In questi anni, l’intero settore sta progredendo a ritmi importanti. I sensori sono sempre più piccoli, i materiali sono maggiormente flessibili e gli schermi diventano più performanti. Il vero problema rimane l’alimentazione, che obbliga a ricaricare gli orologi smart per non rimanerne senza durante la giornata. I ricercatori potrebbero però aver trovato una soluzione alternativa.
Addio batterie, l’energia arriva dalla nostra pelle
Un team dell’Università di Jilin ha mostrato che anche la pelle può svolgere un ruolo importante nell’elettronica moderna. Per farlo, è stata utilizzata della pelle artificiale e un laser a CO2 per incidere dei motivi conduttivi. Lo strato superficiale si è trasformato in una struttura di carbonio porosa, in grado di condurre elettricità.
L’aspetto più interessante è che tutto il processo si svolge in un solo passaggio. Non c’entra nulla la chimica complessa e non ci sono laboratori sterili. Basta un laser e un singolo materiale per avere la soluzione alternativa alle batterie tradizionali.
Ma come si traduce tutto questo nel pratico? Una pelle di questo tipo riuscirebbe non solo a immagazzinare energia, ma anche a rilasciarla rapidamente e a stabilizzare la tensione nei piccoli device elettronici. Gli scienziati hanno voluto dimostrare che un metodo di questo tipo può tranquillamente alimentare smartwatch e LED.
Cosa potrebbe succedere
A primo impatto, si potrebbe pensare a questa soluzione come a una sorta di cinturino per orologi in pelle con una batteria al suo interno. In realtà non è proprio così. I supercondensatori non funzionano infatti come le normali batterie e non sono pensate per accumulare energia a lungo termine.
Tuttavia eccellono nella carica e scarica, potendo supportare tantissimi cicli senza segni di usura. Nel futuro prossimo, dunque, un sistema di questo tipo potrà facilitare il funzionamento delle batterie tradizionali, senza sostituirlo.
Basti pensare per esempio al cinturino di uno smartwatch, non più utile solo per tenere l’orologio al polso, ma anche per aiutare nell’alimentazione e nella compensazione delle fluttuazioni di tensione.
Si parla di singoli strati che si suddividono i compiti e facilitano l’operazione completa. Difficile dire se si arriverà ad un punto in cui le batterie non serviranno più e si troverà un sistema alternativo per garantire massima autonomia ai nostri dispositivi. Le ricerche proseguono e la soluzione potrebbe arrivare prima di quanto immaginiamo.
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