È boom di startup di Vibe Coding. Ecco perché valgono miliardi

P. F.

23 Gennaio 2026 - 14:05

Il vibe coding sta rivoluzionando lo sviluppo software con l’intelligenza artificiale: accelera la nascita di prodotti e app e attira capitali record. Ma come funziona e quali sono i suoi vantaggi?

È boom di startup di Vibe Coding. Ecco perché valgono miliardi

I nuovi strumenti di sviluppo basati sull’intelligenza artificiale stanno rivoluzionando il modo in cui vengono progettati e sviluppati i prodotti, soprattutto nel caso delle startup che, almeno nelle fasi iniziali, si ritrovano strette tra l’esigenza di costruire tecnologia sofisticata e la scarsità di risorse economiche e industriali.

Al centro di questa trasformazione c’è il cosiddetto “vibe coding”. L’espressione, coniata all’inizio del 2025 dal ricercatore Andrej Karpathy, descrive un approccio in cui l’essere umano fornisce l’idea e gli obiettivi per un progetto - le “vibes” - mentre l’intelligenza artificiale si occupa dell’esecuzione tecnica. Il risultato è che persone senza alcuna esperienza di programmazione possono creare applicazioni funzionanti e monetizzarle in un arco di tempo esiguo.

Le conseguenze sono rilevanti. La riduzione dei costi di sviluppo allunga la sostenibilità finanziaria delle startup, ma allo stesso tempo rende la competizione più serrata: se tutti possono costruire rapidamente, a vincere è chi capisce prima cosa chiede il mercato. Su queste basi, alcune startup di vibe coding hanno chiuso round di finanziamenti su scala miliardaria, sostenuti da tassi di crescita del fatturato significativamente superiori alla media del mercato in un lasso di tempo notevolmente ridotto.

Vibe Coding: di cosa si tratta e quali sono i suoi vantaggi

Più nel dettaglio, il vibe coding è un approccio allo sviluppo software che consente di creare applicazioni funzionali attraverso istruzioni in linguaggio naturale, senza la necessità di conoscere linguaggi di programmazione. L’utente fornisce obiettivi e preferenze, mentre l’AI si occupa dell’esecuzione tecnica.

Secondo Asif Bhatti, responsabile delle product partnership di Replit, questa modalità rende accessibile lo sviluppo software anche a fondatori non tecnici e a figure professionali che fino a oggi dipendevano interamente da team di ingegneri.

L’evoluzione più recente è rappresentata dalle piattaforme di agentic AI, capaci di lavorare in autonomia per periodi prolungati, gestendo fasi diverse di uno stesso progetto come farebbe un team umano. Utilizzando questa forma avanzata di intelligenza artificiale è infatti possibile passare dall’idea a un prototipo funzionante in tempi estremamente ridotti, spesso nel giro di un solo giorno. Il risultato? Un numero molto più elevato di esperimenti, con costi drasticamente inferiori rispetto allo sviluppo tradizionale.

I successi più recenti: Emergent chiude un round da 70 milioni di dollari

L’ultimo eclatante risultato è quello di Emergent, piattaforma di creazione software fondata dai fratelli Mukund e Madhav Jha e nata all’interno della classe Y Combinator 2024. La startup consente di sviluppare applicazioni web e mobile partendo da semplici prompt testuali e si rivolge in larga parte a utenti senza competenze tecniche.

I numeri spiegano l’attenzione degli investitori. In sette mesi i ricavi ricorrenti annui sono cresciuti da circa 100.000 dollari a 50 milioni, trainati da una base di oltre 5 milioni di utenti. Martedì 22 gennaio, la startup indiana ha comunicato di aver raccolto 70 milioni di dollari in meno di quattro mesi dopo aver raccolto 23 milioni di dollari in un round di Serie A. Secondo fonti informate sull’operazione citate da TechCrunch, dopo l’ultimo round Emergent avrebbe raggiunto una valutazione post-money di 300 milioni di dollari.

Il modello di business prevede un abbonamento individuale da 17 dollari (circa 14 euro) al mese e un piano Pro da 167 dollari (circa 142 euro). Secondo il CEO Mukund Jha, circa l’80% degli utenti non aveva mai scritto codici prima di usare Emergent.

Il ruolo degli agenti AI e l’ecosistema americano

Il boom del vibe coding si colloca in un periodo di rapida diffusione degli AI agent. Già all’inizio del 2025, Sam Altman, CEO di OpenAI, aveva anticipato l’ingresso di questi sistemi nel mondo del lavoro e, a distanza di pochi mesi, lo sviluppo software è tra i primi settori a mostrare ricadute tangibili.

Negli Stati Uniti, Anthropic ha assunto un ruolo di primo piano grazie a Claude, oggi considerato tra i modelli più avanzati per la generazione di codici. Alla fine del 2025 l’azienda ha comunicato che Claude Code aveva raggiunto 1 miliardo di dollari di ricavi annui in appena sei mesi.

Un altro protagonista è Anysphere, startup fondata nel 2022 e sviluppatrice della piattaforma Cursor. A novembre 2025, la società ha chiuso un round da 2,3 miliardi di dollari, portando la valutazione a 29,3 miliardi. Dal lancio commerciale nel 2023, la piattaforma ha superato 1 miliardo di dollari di fatturato annuo, ed è stata definita da Jensen Huang, CEO di Nvidia, “il suo servizio di AI enterprise preferito”.

Anche Replit, fondata nel 2016, ha cambiato radicalmente traiettoria grazie al lancio di Replit Agent. In nove mesi i ricavi ricorrenti annui sono passati da 10 a 100 milioni di dollari. L’azienda sta ora lavorando a un nuovo round che potrebbe portare la valutazione intorno ai 9 miliardi. Nel 2026 Replit ha inoltre introdotto la possibilità di creare e pubblicare app mobile per iOS partendo da semplici prompt testuali, integrando sistemi di pagamento come Stripe.

Il panorama europeo delle startup di Vibe Coding

In Europa la startup simbolo del vibe coding è Lovable, fondata a Stoccolma nel 2023. A dicembre 2025, la società svedese ha raccolto 330 milioni di dollari in Serie B e raggiunto una valutazione di 6,6 miliardi. In meno di un anno, Lovable ha superato i 100 milioni di dollari di ricavi ricorrenti annui e attualmente registra oltre 100.000 nuovi progetti creati ogni giorno.

Ma la Svezia non è l’unica protagonista del fenomeno. In Norvegia, Riff (ex Databutton) ha chiuso un round di Serie A da 16 milioni di dollari guidato da Northzone. In Irlanda, Lightpost One ha raccolto 1 milione di dollari in finanziamenti seed ed è ancora in “stealth”, una fase in cui l’azienda opera volutamente in silenzio, senza comunicare pubblicamente prodotto e strategia lontano da concorrenti e pressioni esterne. Sempre in territorio irlandese c’è Zerve, con sede a Limerick, che ha ottenuto 7,6 milioni di dollari per sviluppare strumenti di vibe coding dedicati ai data professional.

La spagnola Altan, con base a Barcellona, ha raccolto 2,5 milioni di dollari in pre-seed. A Stoccolma, oltre a Lovable, è attiva anche Stoneleap, startup focalizzata sullo sviluppo di videogiochi che ha raccolto 853.000 dollari. Nei Paesi Bassi, Framer ha raggiunto una valutazione di 2 miliardi dopo aver chiuso un round di Serie D da 100 milioni di dollari, mentre la connazionale Leverage, con sede ad Amsterdam, ha raccolto 3 milioni di euro in seed. Nel Regno Unito, Agemo ha ottenuto 4 milioni di dollari per le sue piattaforme di automazione aziendale basate su linguaggio naturale.