Il duro attacco dopo le parole a Strasburgo: “Conte? Un burattino”

Il premier Giuseppe Conte interviene al Parlamento europeo attirando su di sé i non morbidi commenti del capogruppo dei liberali Verhofstadt

Il duro attacco dopo le parole a Strasburgo: “Conte? Un burattino”

Conte? È un burattino nelle mani di Salvini e Di Maio.
Non ha certo usato mezzi termini Guy Verhofstadt, capogruppo dei liberali in Parlamento europeo, che ha “salutato” l’esordio del premier italiano a Strasburgo con parole tutt’altro che di apprezzamento.

Il politico belga si è infatti detto molto dispiaciuto del fatto che l’Italia sia diventata “il fanalino di coda d’Europa”, ed è poi passato all’attacco del Presidente del Consiglio, invitandolo a prendere esempio da “illustri compatrioti” come Ciampi, Napolitano ed Emma Bonino.

Questo - ha spiegato Verhofstadt - per non continuare ad essere manovrato da Salvini e Di Maio, per cui rappresenta un “burattino”.

Il duro attacco dopo le parole a Strasburgo: Conte un burattino

C’era grande attesa attorno all’esordio di questo pomeriggio di Giuseppe Conte al Parlamento europeo, nel corso dell’assemblea plenaria a Strasburgo.

Il premier ha dedicato la parte più ampia del suo intervento - di circa 40 minuti - agli argomenti crescita e lavoro, visti come priorità della prossima legislatura europea, ha dato la sua opinione positiva al seggio Ue all’Onu e ha chiesto una fine delle divisioni sul fronte migranti.

Il discorso non ha colpito particolarmente Bruxelles, che ha anzi rimarcato le linee eccessivamente generiche del Presidente del consiglio italiano, specie se confrontate con le decisioni ben più nette e poco aperte ai compromessi prese dall’esecutivo gialloverde nel corso degli ultimi mesi, e spesso contrastate con forza dall’Ue.

Esecutivo che è stato criticato da diversi europarlamentari in relazione al mancato riconoscimento di Guaidó, alla gestione della situazione migranti e a una mediocre partecipazione sul fronte europeo da parte del Belpaese.

In particolare, la critica più dura è arrivata Guy Verhofstadt, capogruppo dei liberali che ha commentato la scarsa crescita economica dell’Italia, diventata ormai il fanalino di coda d’Europa, e ha definito Conte “un burattino nelle mani di Salvini e Di Maio.”

La replica di Conte, che ha in un primo momento riguardato le critiche più comuni arrivate dagli europarlamentari al governo del Belpaese, è stata improntata verso la conferma di un cambiamento chiesto a gran voce dai cittadini italiani, ma anche da quelli europei.

Più nello specifico, nella risposta alle parole di Verhofstadt ha invece rimarcato la sua appartenenza a un popolo che è fiero di rappresentare, contro i veri burattini che sono quelli che rispondono alle lobby di potere.

“Io burattino non lo sono. Interpreto e sono orgoglioso di rappresentare un intero popolo e farmi portavoce della voglia di cambiamento degli italiani, di sintetizzare la linea politica di un governo che non risponde alle lobby. Forse i burattini sono coloro che rispondono a lobby e comitati d’affari”.

Una difesa di Conte è arrivata dal vicepremier Matteo Salvini, che ha fatto riferimento alle critiche parlando di ingiusti insulti arrivati da “burocrati europei complici del disastro di questi anni”, colpevoli di non aver colpito solo il Presidente del consiglio, ma l’intero popolo italiano:

“Le élite europee contro le scelte dei popoli. Preparate gli scatoloni, il 26 maggio i cittadini finalmente manderanno a casa questa gente”.

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