Incredibile truffa scoperta dalla Guardia di Finanza. Due ladri sono riusciti a intascare 1,4 milioni di euro grazie all’intelligenza artificiale
L’intelligenza artificiale è la tecnologia simbolo di quest’epoca. È destinata a creare milioni di posti di lavoro, sta già cambiando le nostre abitudini quotidiane e tra pochi anni ci accompagnerà in ogni giorno della nostra vita.
Purtroppo, però, i software di AI, sono anche diventati in brevissimo uno degli strumenti preferiti di ladri e truffatori.
Un ottimo esempio in tal senso è la recentissima truffa scoperta in Puglia che ha visto due criminali mettere le mani sulla bellezza di 1,4 milioni di euro intascando l’assegno unico universale «in nome e per conto» di circa 60 donne rumene, ognuna di esse con 5/6 figli a carico. Donne che, ovviamente non esistevano.
Scopriamo come è stato possibile un raggiro di queste dimensioni, come è stato scoperto e cosa rischiano i due presunti truffatori.
La scoperta della truffa
La truffa, scoperta grazie al lavoro della Guardia di Finanza, è stata commessa nel territorio della provincia di Foggia e nella zona nord di quella di Bari, e ha portato a un sequestro preventivo d’urgenza, subito convalidato dal Tribunale di Foggia.
I presunti responsabili sono un dipendente di un CAF del foggiano e un addetto all’anagrafe di un Comune del nord Barese, entrambi accusati di truffa aggravata in concorso ai danni dello Stato.
Notevole la mole di beni sequestrati ai due, che comprende 10 immobili, un’auto, preziosi in oro, soldi e 92 conti correnti.
Le indagini
Le indagini sono partite da una segnalazione dell’INPS di Andria che ha richiesto una serie di accertamenti che hanno permesso di individuare le dimensioni e il funzionamento del raggiro.
Particolarmente attivo il dipendente dall’anagrafe che avrebbe creato da zero residenze anagrafiche senza la necessaria istanza e rilasciato la bellezza di 59 nuove carte d’identità senza che nessuno ne avesse fatto richiesta.
I Carabinieri di Trinitapoli hanno svolto verifiche in collaborazione con le Forze dell’Ordine internazionali e hanno poi scoperto che le 59 persone non esistevano. Per creare i volti e le generalità di queste donnee fittizie sembra siano stati usati software di intelligenza artificiale.
Come funzionava la truffa AI
Dopo aver creato le identità false, i truffatori avrebbero creato falsi contratti di lavoro presso due aziende agricole con sede a Cerignola per far sì che le “persone” avessero i requisiti obbligatori per ricevere l’assegno.
Qui subentrava il dipendente del CAF che presentava domande all’INPS sostenendo che ogni persona avesse almeno 5 o 6 figli per ottenere importi maggiori.
A chiudere il cerchio la creazione di 59 carte prepagate intestate alle identità fittizie da cui ogni mese venivano prelevati più di 2.000 euro.
Prelievi presso gli sportelli Postamat che hanno permesso alle Forze dell’Ordine di osservare e poi identificare i due truffatori. Uno dei due, precisamente il dipendente dell’anagrafe, dovrà rispondere, oltre all’accusa di truffa aggravata in concorso, anche a quella di falsità ideologica in atti pubblici.
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