Dove vota lo scrutatore?

Simone Micocci

30/09/2021

30/09/2021 - 10:55

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Dove votano scrutatori, presidenti di seggio e segretari? Vi è facoltà di scelta tra il seggio in cui si è iscritti e quello in cui si svolge il suddetto incarico.

Dove vota lo scrutatore?

Sei stato nominato scrutatore ma giustamente non vuoi perdere il tuo diritto al voto. Tuttavia, trovandoti in un seggio differente da quello in cui solitamente voti, ti chiedi giustamente cosa devi fare per poter esprimere la tua preferenza.

Ovvero, se in tal caso bisogna comunque votare al seggio indicato sulla propria tessera elettorale, assentandoti per qualche ora da quello in cui stai ricoprendo la carica di scrutatore, oppure se è possibile votare in quest’ultimo.

A tal proposito, di seguito risponderemo alla seguente domanda: chi è stato nominato scrutatore alle prossime elezioni dove vota? La risposta è semplice e non lascia spazio ad alcuna interpretazione. La normativa, infatti, stabilisce che tutti coloro che si occupano delle operazioni di voto (i quali ricordiamo beneficiano anche di permessi sul lavoro) hanno la facoltà di votare presso la sezione alla quale è stato assegnato.

Questo vale per lo scrutatore, come pure per tutti gli altri membri che costituiscono il seggio, quali presidente e segretario. Ma attenzione a non considerarlo come fosse un obbligo: è una facoltà, ma a questi viene comunque lasciata la possibilità di decidere dove votare, con la possibilità dunque di recarsi anche presso il seggio elettorale in cui si risulta regolarmente iscritti.

In tal caso, però, c’è una specifica procedura da seguire: gli scrutatori che vogliono votare direttamente nel seggio loro assegnato, infatti, devono darne comunicazione al presidente ed essere muniti di documento di riconoscimento e tessera elettorale.

Dove votano scrutatori, presidenti e segretari

La legge, quindi, prevede una “eccezione” circa il luogo in cui andare a votare per coloro che svolgono attività di scrutatore in occasione degli appuntamenti elettorali e referendari: dunque presidente di seggio elettorale, segretari e scrutatori possono - ma non sono obbligati - votare in loco, senza doversi allontanare per raggiungere la sezione elettorale assegnata loro dal Comune di residenza.

Allo stesso modo anche i rappresentanti di lista possono esprimere il voto direttamente nella sezione loro indicata per vigilare sulla correttezza delle votazioni e degli scrutini in rappresenta di un partito, comitato o singolo candidato.

Per votare nel seggio loro assegnato in occasione delle elezioni gli scrutatori devono essere muniti di documento di identità in corso di validità (ad esempio carta d’identità, patente di guida o passaporto) e tessera elettorale.

Cosa fanno gli scrutatori durante le elezioni

I compiti degli scrutatori all’interno del seggio elettorale sono molteplici. In breve devono allestire il seggio elettorale, controllare la correttezza del voto, prendere i nominativi degli elettori e procedere alla scrutinio delle schede elettorali.

Tra gli scrutatori presenti il presidente ne sceglie uno a cui dare l’incarico di vice. Ciascuno scrutatore comunque durante lo svolgimento dell’incarico è considerato a tutti gli effetti un pubblico ufficiale in esercizio delle funzioni; pertanto chi li offende, minaccia o aggredisce incorre nel penale.

Scrutatori, permessi sul lavoro

Ricordiamo rapidamente cosa prevede la normativa riguardo alla possibilità di godere di permessi sul lavoro nei giorni in cui si è impegnati come scrutatori.

Ebbene, la normativa prevede che:

  • se i giorni in cui si è impegnati dovevano essere lavorati, questi si considerano come tali. Non ci sono, dunque, differenze per stipendio e contribuzione;
  • se i giorni in cui si è impegnati sarebbero stati di riposo, il lavoratore ha diritto ad altrettanti giorni di riposo compensativo di cui godere immediatamente al termine delle elezioni.

A tal proposito, va detto che la giornata si considera come interamente dedicata alle operazioni di voto anche quando l’impegno è stato di poche ore. Pensiamo, ad esempio, allo scrutinio che si protrae nella mezzanotte di lunedì: ebbene, anche se dovesse terminare dopo mezz’ora, il lavoratore non deve comunque recarsi a lavoro e la giornata di lunedì sarà considerata come se fosse stata lavorata.

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