Quando Donald Trump e la sua numerosa delegazione di leader aziendali americani sono atterrati a Pechino mercoledì per i colloqui diretti con Xi Jinping, i mercati hanno reagito con un entusiasmo che non si vedeva da mesi.
I trader rialzisti hanno puntato con decisione su tre temi legati alla Cina, trasformando un vertice diplomatico in un catalizzatore immediato per i listini asiatici e per alcuni titoli americani collegati.
Le azioni cinesi, gli ETF tematici e le storie correlate hanno registrato alcuni dei rialzi più consistenti degli ultimi tempi, con volumi di opzioni che hanno raggiunto livelli record e con un chiaro squilibrio tra scommesse al rialzo e al ribasso.
Il caso Alibaba
Il caso più eclatante è stato quello di Alibaba, il gigante dell’e-commerce cinese, che ha guadagnato l’8 per cento in una sola seduta nonostante abbia riportato risultati trimestrali che hanno deluso la maggior parte delle aspettative degli analisti. Il titolo ha guidato un rally più ampio del 2,5 per cento sull’iShares China Large-Cap ETF (FXI), l’ETF che replica le principali blue chip cinesi.
Ma ciò che ha davvero colpito gli operatori è stato il comportamento del mercato delle opzioni: secondo i dati di ThinkOrSwim, sono state scambiate circa cinque volte più call che put su Alibaba, con oltre 75.000 contratti call acquistati contro meno di 12.000 put. Su un totale di 160 milioni di dollari di premio opzioni scambiato entro metà giornata di mercoledì, ben l’88 per cento del flusso è finito su call, come ha rilevato SpotGamma. Questo squilibrio estremo segnala una convinzione diffusa tra i trader che il titolo, dopo mesi di sotto-performance, potesse finalmente invertire la rotta grazie al miglioramento del dialogo tra Washington e Pechino.
Ottime prospettive per Ford
Non è stato solo il settore tecnologico e internet a beneficiare dell’onda positiva. Una delle sorprese più marcate del giorno è arrivata da Ford Motor, il cui titolo ha guadagnato il 13 per cento in una sola seduta. L’impennata è scattata dopo che un analista di Morgan Stanley ha sottolineato come l’accordo di licenza per lo storage energetico siglato da Ford con la cinese Contemporary Amperex Technology, meglio nota come CATL, potesse rivelarsi un catalizzatore positivo di lungo termine. In un contesto in cui i mercati si aspettavano reazioni concentrate sui colossi tech cinesi, vedere un produttore di auto americano schizzare in doppia cifra grazie a un legame industriale con Pechino ha sorpreso molti osservatori e ha confermato quanto il vertice Trump-Xi abbia toccato corde trasversali, dal commercio alla supply chain tecnologica.
Questo ETF è da tenere d’occhio
Ancora più intenso è stato il movimento sugli ETF centrati sulla Cina. L’KraneShares China Internet ETF, noto con il ticker KWEB, è entrato nella top ten dei titoli più scambiati per volume di opzioni per gran parte della giornata, con oltre 750.000 contratti trattati e quasi tutto il flusso di denaro concentrato sulle call: 48 milioni di dollari su un totale di 50 milioni di premio opzioni. Il contratto più popolare in assoluto è stato il call con strike a 32 dollari in scadenza venerdì, indice di una scommessa molto aggressiva e di breve termine.
Si è registrata una crescita evidente nelle discussioni tra i trader retail intorno alla possibilità di uno short squeeze su KWEB e di un ritorno di momentum su Alibaba. Molti investitori al dettaglio hanno iniziato a parlare apertamente di “Trump effect” su BABA, convinti che un dialogo migliore tra Stati Uniti e Cina potesse agire da catalizzatore per i nomi tech cinesi rimasti indietro per mesi.
Sta tornando il “Trump effect”? Ecco i segnali
Il “Trump effect” non è solo un’etichetta di marketing per i trader retail. Riflette un cambio di sentiment concreto: dopo mesi di tensioni commerciali e di performance deludente dei titoli cinesi, l’immagine di Donald Trump che atterra a Pechino accompagnato da manager di alto profilo ha riacceso le speranze di una distensione che potrebbe tradursi in minori barriere tariffarie, maggiori opportunità di investimento e un alleggerimento della pressione regolatoria su aziende come Alibaba. I dati di flusso opzioni lo confermano in modo inequivocabile.
Il fatto che su Alibaba il 75.000 contro 12.000 sia stato il rapporto tra call e put, e che l’88 per cento del premio da 160 milioni di dollari sia finito sulle call, indica non solo ottimismo ma anche una certa urgenza da parte degli investitori istituzionali e retail di posizionarsi prima di un possibile movimento più ampio. Lo stesso vale per KWEB: 750.000 contratti scambiati, con 48 milioni su 50 milioni di premio concentrati sulle call e il 32-strike call a scadenza venerdì come contratto regina, raccontano di una scommessa tattica e molto concentrata sul breve termine, tipica di chi crede che il momentum possa durare almeno fino alla fine della settimana.
Anche l’andamento dell’iShares China Large-Cap ETF (FXI) al +2,5 per cento, trainato proprio da Alibaba, rafforza l’idea di un effetto a cascata che ha coinvolto non solo i nomi più noti ma l’intero paniere delle large cap cinesi. In un mercato che da tempo soffriva di mancanza di catalizzatori esterni, l’arrivo di Donald Trump e del suo entourage ha fornito quel “catalizzatore” che molti attendevano.
Nel frattempo, BABA ha dimostrato una resilienza notevole: nonostante i conti deludenti, il mercato ha preferito concentrarsi sul contesto macro-politico piuttosto che sui numeri del trimestre.La performance di Ford Motor aggiunge un capitolo ancora più interessante alla narrazione. Un balzo del 13 per cento in una giornata non è ordinario per un titolo automobilistico maturo, eppure è esattamente ciò che è accaduto dopo che Morgan Stanley ha evidenziato il potenziale dell’accordo con CATL nel settore dello storage energetico. Ford diventa così il terzo pilastro di questa ondata di ottimismo legato al vertice Trump-Xi, dimostrando che i benefici del dialogo tra Washington e Pechino possono estendersi oltre i confini della tecnologia cinese e toccare anche aziende americane con forti legami industriali nella supply chain delle batterie e dell’energia.
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