Dopo il taglio dei tassi della FED, come proteggere il portafoglio?

Claudio Carella

29/09/2024

Oggi una buona Asset Allocation deve ridurre il più possibile le scommesse su specifici settori o Paesi, ed evitare si seguire le mode del momento.

Dopo il taglio dei tassi della FED, come proteggere il portafoglio?

Negli ultimi dieci giorni due sono stati gli eventi che hanno mosso il Mercato in maniera importante: Il primo è stato il maxi-taglio della FED di 50 bps (personalmente sono rimasto sorpreso, immaginavo un taglio di 25 bps) e, successivamente, il bazooka della Banca Centrale Cinese che ha avviato una Politica monetaria di tagli multipli dei tassi, misure di supporto al settore immobiliare e, infine, misure per supportare il mercato azionario.

Per quanto riguarda la FED, questa ha tagliato i Tassi di 50 bps e, nella conferenza stampa, Powell ha detto che tale taglio è giustificato dai dati di inflazione e che l’economia resta solida. Sappiamo però che la creazione di posti di lavoro è in rallentamento ed i dati di disoccupazione sono saliti. Ci fidiamo? Per ora i Portafogli ne stanno beneficiando.
Naturalmente 50 bps può mettere qualcuno in allarme, ad esempio sulla solidità della crescita economica (il punto di attenzione oggi non è più l’Inflazione ma è diventata la Crescita), sembra quasi un taglio per contrastare una Recessione imminente. E le Curve obbligazionarie rallentano a normalizzarsi.

I Mercati avrebbero reagito male se Powell – raramente così dovish -non avesse chiarito che non si trattava di una mossa di emergenza ma di un taglio preventivo, per mantenere l’economia ed il mercato del lavoro in buono stato.
Il risultato è stato comunque di spingere gli indici su nuovi massimi, con l’indice S&P500 che si muove oltre 5700.
Il secondo evento, come detto, è stato il bazooka della Banca Centrale Cinese, al quale si è aggiunto, immediatamente dopo, un intervento diretto del Politburo, e ciò la dice lunga, a mio avviso, sulla preoccupazione del Governo per lo stato dell’economia e l’urgenza di rimetterla in carreggiata. La crisi della Cina, ed in particolare del settore immobiliare che ha scosso il mercato globale negli ultimi quattro anni, viene da lontano.

E, come ho detto in altre occasioni, personalmente resto comunque molto sottopesato o completamente fuori da un Paese dove la trasparenza non esiste e dove i Partiti politici che
lo governano sono in numero dispari ed inferiore a tre. E questo sia quando gli indici scendono che, come in questo caso, con indici sono in forte rialzo, di circa il 15% in poche sedute di Borsa.
L’Europa? Segue USA e Cina, gli indici sono trascinati al rialzo ma i nostri meriti sono ben pochi anche se alcune Aziende sono da seguire con attenzione e, vista la situazione dei Tassi in discesa, in particolare qualche Small Cap e qualche titolo Value.
Segnalo uno di questi effetti positivi sui Mercati europei, frutto del Partito Comunista Cinese (quante contraddizioni in questo Mondo, vero?) in particolare sul settore del Lusso, correlato ai mercati asiatici: un’azienda come LVMH (Louis Vitton) in un paio di sedute è salita oltre il 18%, grazie alle misure a sostegno delle famiglie e alla politica monetaria accomodante della Cina. E a seguire vistosi rialzi anche per altre Aziende, come ad esempio Cucinelli sul listino di Milano.
Intendiamoci, sono due Aziende che si possono acquistare in ogni caso, ed in particolare LVMH offre anche un’ampia diversificazione, essendo di fatto un Gruppo che al suo interno ha le migliori Aziende del Lusso a livello globale. E prosegue la sua politica vincente, come potete verificare in questo articolo.

Certo la politica monetaria della Cina nasconde anche altro, e cioè la preoccupazione – a differenza dei Paesi occidentali – di evitare un processo di deflazione, andando quindi a stimolare i consumi. Ed io sicuramente sbaglierò a mantenere posizioni risibili in quel Paese, sono prevenuto verso un Mercato guidato non dalle leggi della domanda e dell’offerta ma, in modo dirigistico, da un unico partito al potere. Ma chi volesse investire in Cina ed in alcuni Paesi asiatici avrà a disposizione da parte mia un’ampia gamma di fondi, sia attivi che passivi, molti analisti dicono che l’andamento positivo potrà proseguire.
Nell’entusiasmo generale anche la Borsa di Tokio ha reagito positivamente, in conseguenza soprattutto del forte rimbalzo della Cina, che ha trascinato anche le altre Piazze asiatiche. Tuttavia, i dati economici di Tokio non sembrano essere così incoraggianti, e presto potremo assistere ad un ripiegamento degli indici, ostacolati anche dai valori elevati dello Yen.
Ma quindi, cosa fare con i nostri Portafogli?

Premesso che – come più volte ricordato – il nostro habitat maturale è l’incertezza, una buona Asset Allocation oggi, a mio avviso, deve ridurre il più possibile le scommesse su specifici settori o Paesi, ed evitare si seguire le mode del momento.
Quando in Banca o il Consulente ci racconta una storia accattivante con infinite motivazioni apparentemente tutte valide per acquistare l’occasione della vita, è bene alzare le antenne e declinare l’invito. Mi rendo conto che si compra più facilmente qualcosa che ci procura emozioni e tocca magari le nostre giuste corde – e su questo fanno leva gli abili venditori - mentre è più difficile apprezzare alcuni concetti come Diversificazione, Metodo, Pazienza, Pianificazione, Protezione, Ottimizzazione Fiscale. Ma le emozioni cerchiamole altrove, non necessariamente nelle scelte di investimento: la Vita ogni giorno ci offre occasioni per sorridere ed emozionarsi, basta solo un sorriso di un bambino, una passeggiata in riva al mare, osservare con più attenzione tutto ciò che ci gira intorno e, anche in un momento di sofferenza, abbiamo occasione per emozionarci e gioire, ve lo posso assicurare.

Occorre dunque privilegiare una strategia globale e neutra rispetto a scelte settoriali di tipo growth o esclusivamente value. L’obiettivo, infatti, non è quello di “guadagnare” il più possibile e nel minor tempo, ma piuttosto evitare forti perdite di periodo (i drawdown) che pure abbiamo visto negli anni recenti, e ridurre in questo modo i tempi di recupero. E, nel tempo dell’investimento, cercare una crescita solida e sostenibile.
Dobbiamo ricordare inoltre che non è possibile fare previsioni sui Mercati, sapere ad esempio quando comprare magari sui minimi e vendere sui massimi di mercato. Del resto, conoscete qualcuno che facendo Market Timing è diventato talmente ricco da risultare nella lista di Forbes (come ricordava Peter Lynch)? Generalmente chi pratica professionalmente il market timing, guadagna poi facendo Corsi di formazione, condividendo i suoi preziosi “segreti”, con una moltitudine di soggetti impazienti del “tutto e subito” e che, generalmente, nella migliore delle ipotesi, accumulano invece perdite non più recuperabili.

Quindi - ricordiamolo sempre - non resta che fare un’ampia diversificazione, senza dimenticare, come spesso ho verificato, asset quali Small & Medium Cap ed i Titoli Value, solo perché magari hanno performato meno negli ultimi anni rispetto alle “gettonate” Large Cap Growth. Chi di voi si sentirebbe, in base alla tabella seguente, di indicare la classe di attivo che performerà meglio il prossimo anno?

Asset class Asset class Fonte: J.P. Morgan

C’è un’eccezione: l’Asset Class che sta performando meglio negli ultimi anni è l’Oro Fisico che, di recente, ha toccato i suoi nuovi massimi storici. Ricordo però che l’Oro non si inserisce nei portafogli in base alle sue valutazioni, ma solo per avere un Asset che, in caso di aumento improvviso di Volatilità e di Risk Off, ci protegge diminuendo le perdite di periodo del nostro Portafoglio. Questo si è verificato anche nel 2022, anno pessimo sia per le azioni e soprattutto per tutto il settore obbligazionario. Ma poi l’Oro nei due anni successivi ha continuato la sua fase positiva, toccando appunto nuovi massimi, e ciò può sembrare un’apparente contraddizione.
Non credo che questo sia motivo di allarme, generalmente i prezzi salgono quando c’è timore per i mercati e per l’economia in generale.

In questo caso le motivazioni sono più di natura geopolitica e monetaria. Dietro i rialzi ci sono gli acquisti delle Banche Centrali, in particolare dei Paesi emergenti, ma anche le riserve dei Paesi sviluppati sono in continuo aumento.
Chi sta acquistando oro fisico:

Chi sta acquistando oro fisico Chi sta acquistando oro fisico Fonte: Banche centrali, Federal Reserve di St. Louis, Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale, World Gold Council.

Dietro questi numeri c’è il tentativo dei Paesi Emergenti di uscire dal potere e dalla dipendenza del dollaro e creare una propria Valuta alternativa, che richiede ingenti riserve di Oro. Uno scenario futuro? Una possibile guerra valutaria e commerciale che sarebbe da evitare nell’interesse di tutti, soprattutto per l’Europa.
In ogni caso se facciamo alcune valutazioni, la divergenza evidenziata dalla foto sottostante tra Oro e dollaro e poi l’andamento dei Tassi Reali (nominali meno inflazione) favorisce un ulteriore apprezzamento dell’Oro.

Divergenza tra oro e dollaro Divergenza tra oro e dollaro Fonte: Creative Planning, Charlie Bilello, 21 agosto 2024

Quindi se è vero che l’Oro si può inserire nei Portafogli senza guardare il prezzo (deve proteggere, come se pagassimo un premio assicurativo), ci sono anche valutazioni tecniche per una sua ulteriore crescita.
So che molti investitori retail - tra i pochi che hanno Oro Fisico in Portafoglio – invece stanno vendendo, proprio a causa dei valori raggiunti, ed altri non comprano per lo stesso motivo: come dicevo, per l’Oro non si guarda mai il prezzo, perché si inserisce nell’Asset Allocation con obiettivo di protezione e riduzione della volatilità. Se poi abbiamo delle plusvalenze molto elevate meglio, l’unico motivo per vendere alcune quote è riportare la percentuale corretta stabilita all’inizio, quando si è creato il Portafoglio, senza eccedere verso il basso o verso l’alto.
E soprattutto vi ricordo una frase di Warren Buffet:
“Non conta prevedere la pioggia. Conta costruire l’arca”.