Il presidente americano è molto deluso dal comportamenti degli alleati europei di non aiutarlo nella guerra in Iran. Per questo starebbe valutando una punizione.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sarebbe molto deluso dal comportamento di alcuni Paesi della Nato, che non avrebbero sostenuto Washington durante il conflitto con l’Iran. Molti governi europei, pur condividendo la posizione secondo cui Teheran non dovrebbe dotarsi di armi nucleari perché rappresenterebbe una minaccia globale, non hanno però contribuito attivamente alle operazioni militari condotte da Stati Uniti e Israele contro le infrastrutture iraniane.
Secondo fonti diplomatiche, il presidente americano non avrebbe accolto di buon grado questo atteggiamento prudente da parte di diversi alleati europei. Tra i casi citati vi sarebbero quello della Spagna e quello dell’Italia, finita al centro delle polemiche per il rifiuto di autorizzare l’uso della base di Sigonella per operazioni logistiche legate agli attacchi contro l’Iran. Trump ha espresso chiaramente la propria irritazione anche durante il recente incontro avvenuto a Washington con il segretario generale della Nato, Mark Rutte.
Il colloquio tra i due leader, durato circa due ore nella notte europea, sarebbe stato descritto come «franco e aperto». In quell’occasione Trump avrebbe ribadito la sua delusione per il limitato sostegno ricevuto dagli alleati nella guerra contro l’Iran. Allo stesso tempo, Rutte avrebbe ricordato che gli Stati Uniti hanno potuto comunque condurre le operazioni anche grazie al supporto logistico garantito da diversi Paesi europei, che hanno messo a disposizione basi e infrastrutture militari.
Poco dopo l’incontro, lo stesso Rutte ha ammesso pubblicamente che il presidente americano è effettivamente molto deluso dal comportamento di alcuni partner dell’alleanza. Il segretario generale della Nato ha però sottolineato che la situazione non è del tutto negativa: se è vero che alcune nazioni non hanno rispettato pienamente gli impegni presi, altre hanno invece fornito un sostegno importante alle operazioni americane. L’obiettivo, secondo Rutte, è ora quello di preservare l’unità dell’alleanza atlantica, considerata ancora fondamentale per la sicurezza comune.
Ma Trump prepara la punizione
Nonostante il tentativo di distensione, secondo alcune indiscrezioni il governo statunitense starebbe valutando la possibilità di adottare misure punitive nei confronti di alcuni Stati membri della Nato che non avrebbero offerto la loro collaborazione durante il conflitto con l’Iran. Da tempo Trump critica l’atteggiamento di diversi alleati europei e ha più volte evocato l’ipotesi di un possibile disimpegno degli Stati Uniti dall’alleanza.
In realtà, uscire formalmente dalla Nato non dipende solo dalla volontà del presidente: per una decisione di questo tipo sarebbe necessaria anche l’approvazione del Congresso americano, una maggioranza che difficilmente Trump riuscirebbe a ottenere. Proprio per questo motivo, l’amministrazione statunitense starebbe valutando altre forme di pressione politica e militare.
Tra le ipotesi allo studio ci sarebbe il ritiro parziale delle truppe americane da alcuni Paesi europei che hanno fornito un sostegno limitato alle operazioni contro l’Iran. Le forze statunitensi potrebbero essere redistribuite in nazioni considerate più affidabili e collaborative. Il piano potrebbe includere anche la chiusura di almeno una base militare americana in Europa, con Germania e Spagna indicate tra i Paesi potenzialmente più esposti a possibili conseguenze diplomatiche.
Si tratterebbe solo di una delle diverse opzioni che la Casa Bianca starebbe valutando per inviare un segnale politico agli alleati. Tuttavia, queste tensioni dimostrano quanto i rapporti tra Stati Uniti e diversi Paesi europei stiano attraversando una fase particolarmente delicata, con un livello di frizione diplomatica che non si vedeva da molti anni.
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