Dividendi record a Piazza Affari. Le 10 azioni che rendono il doppio dei BTP nel 2026

Redazione Money Premium

28 Aprile 2026 - 12:55

Stanchi dei BTP magri? Scopri le 10 azioni italiane che distribuiscono fino a 46 miliardi di cedole.

Dividendi record a Piazza Affari. Le 10 azioni che rendono il doppio dei BTP nel 2026

A fine aprile 2026, il risparmiatore italiano si trova di fronte a un dilemma ormai familiare: i titoli di Stato, pur offrendo una relativa tranquillità, restituiscono rendimenti contenuti.

Il BTP decennale oscilla infatti tra il 3,80% e il 3,85% lordo, un livello che, dopo anni di tassi elevati, appare sempre meno attraente alla luce dell’inflazione residua e della necessità di molti nuclei familiari di generare un reddito integrativo per far fronte alle spese quotidiane, alla previdenza integrativa o semplicemente per difendere il potere d’acquisto del proprio patrimonio.In questo contesto, migliaia di investitori retail guardano con crescente interesse alla Borsa di Milano, dove numerose società quotate stanno per distribuire un flusso di dividendi record.

Le cedole in arrivo

Le stime più aggiornate indicano che nel corso del 2026 le aziende del FTSE MIB e del mercato allargato erogheranno complessivamente circa 46 miliardi di euro di cedole, con un aumento del 14% rispetto al 2025. Si tratta di un volume straordinario che riflette la buona salute di molti bilanci aziendali italiani, sostenuti da utili elevati, solidi patrimoni e politiche di remunerazione degli azionisti sempre più generose.

Per il risparmiatore italiano, abituato a confrontare tutto con il “sicuro” BTP, l’opportunità è evidente: esistono azioni che offrono dividend yield dal 6% fino a oltre l’11%, vale a dire rendimenti lordi che superano di diversi punti percentuali quelli dei titoli di Stato a 10 anni. Questo divario diventa ancora più significativo considerando che molti di questi titoli pagano cedole una o più volte l’anno, consentendo di creare flussi di cassa regolari da reinvestire o utilizzare per le necessità quotidiane.Tuttavia, è fondamentale affrontare l’argomento con realismo e prudenza.

A differenza dei BTP, i dividendi non sono garantiti dallo Stato italiano: possono essere ridotti o sospesi in caso di difficoltà aziendali o di un peggioramento del quadro macroeconomico. Inoltre, investire in azioni comporta il rischio di fluttuazioni del capitale, con possibili cali di prezzo proprio in occasione dello stacco della cedola (effetto ex-dividend). La tassazione al 26% sui dividendi è un altro elemento da tenere presente, diverso dal trattamento fiscale più vantaggioso riservato ai titoli di Stato per i residenti in Italia.

Proprio per questo, l’obiettivo di questo articolo è fornire al risparmiatore italiano uno strumento chiaro e approfondito: non una semplice lista di titoli, ma un’analisi ragionata sui nomi che in questo momento offrono i rendimenti da dividendo più interessanti rispetto al BTP decennale, con indicazioni sui pagamenti già avvenuti ad aprile e su quelli in arrivo nei prossimi mesi. L’attenzione è rivolta soprattutto a chi investe con orizzonte di medio-lungo periodo, privilegia il reddito costante e desidera bilanciare la sicurezza dei titoli di Stato con la maggiore redditività potenziale delle azioni di qualità. Quante sono le azioni più generose?

Le 10 azioni più interessanti ad aprile 2026

Tra i settori più generosi emergono banche, energia e utilities, tutti caratterizzati da modelli di business consolidati e da una tradizione di attenzione verso gli azionisti. Ecco le 10 azioni italiane che, in questo momento, offrono i dividend yield più elevati e sostenibili, superando nettamente il rendimento del BTP decennale:

Banca MPS (ticker BMPS, ISIN IT0005508921) svetta con un dividend yield stimato tra il 9,5% e l’11,5%, grazie a un dividendo di circa 0,86 euro per azione (stacco previsto il 18 maggio). Si tratta di uno dei titoli più generosi dell’intero listino, sostenuto da utili robusti e da un recupero di fiducia sul mercato.

A seguire troviamo Nexi (ticker NEXI, ISIN IT0005366767), con un rendimento intorno al 10-10,2% e un dividendo di 0,30 euro in arrivo il 18 maggio. Il titolo ha beneficiato di una politica di distribuzione aggressiva nonostante le sfide del settore dei pagamenti.

Banca Ifis (ticker IFIS, ISIN IT0004016154) si posiziona intorno al 9,5-10%, confermando il appeal del segmento finanziario specializzato.

Banco BPM (ticker BAMI, ISIN IT0005218380) offre un solido 8-9% (con picchi superiori in alcune stime), con un dividendo totale annuo di 1 euro (saldo di 0,54 euro già staccato il 20 aprile). È uno dei nomi preferiti dai risparmiatori per la combinazione di rendimento e solidità patrimoniale.

Intesa Sanpaolo (ticker ISP, ISIN IT0000072618) propone un yield tra il 6,1% e il 9%, con saldo di 0,19 euro il 18 maggio (totale annuo 0,376 euro). Grazie alle dimensioni e alla diversificazione, rappresenta una scelta più difensiva tra le high-yield.

Nel gruppo delle banche troviamo anche BPER Banca (ticker BPE, ISIN IT0001001003, yield 7-8%) e UniCredit, che continua a distribuire cedole generose con forti incrementi anno su anno.

Passando all’energia, Eni (ticker ENI, ISIN IT0003132476) si conferma una delle preferite per i pagamenti trimestrali, con un yield tra il 5,7% e l’8% e una quarta tranche di circa 0,27 euro in arrivo a maggio (totale annuo vicino a 1 euro). La distribuzione distribuita nell’anno la rende ideale per chi cerca flussi regolari.

Chiudono la top 10 nomi come Poste Italiane (ticker PST, ISIN IT0003790431, yield 5,2-6,5%), Generali (ticker G, ISIN IT0001971058, circa 5-7%, con 1,64 euro a maggio), Saipem e Unipol, tutti con rendimenti tra il 5% e il 7,5% e buone prospettive di sostenibilità.

Questi rendimenti lordi superano nettamente quello del BTP decennale, offrendo un premio di rischio che, per molti investitori, appare oggi adeguato alla luce della solidità patrimoniale delle banche italiane e della strategia di distribuzione di gruppi come Eni e Generali.

Le aziende che hanno già distribuito le cedole

Nelle scorse settimane si sono già consumati importanti stacchi. Lunedì 20 aprile 2026 hanno distribuito le proprie cedole, tra gli altri, Banco BPM con un saldo di 0,54 euro (totale annuo di 1 euro), UniCredit con un saldo di circa 1,72 euro (totale annuo oltre 3,14 euro, in crescita del 31% sul 2025), Banca Mediolanum, Prysmian, Ferrari e Mediobanca. Chi possedeva le azioni prima di quella data ha già incassato il pagamento.Il prossimo grande appuntamento per i portafogli dei risparmiatori è fissato per lunedì 18 maggio 2026 (stacco, pagamento intorno al 20 maggio).

In quella data troveremo Banca MPS, Intesa Sanpaolo, BPER Banca, Nexi, Generali, Eni e molti altri. A giugno arriveranno Poste Italiane, Snam, Enel (saldo), Hera e Leonardo, rendendo il 2026 un anno particolarmente ricco di flussi per chi investe in azioni italiane.Oltre al rendimento, ciò che rende interessanti questi titoli è la sostenibilità delle politiche di dividendo: molte banche hanno rafforzato i coefficienti CET1 grazie agli utili record, mentre Eni e le utilities beneficiano di business stabili e spesso regolati. Il payout ratio generalmente compreso tra il 40% e il 70% lascia margine per ulteriori aumenti futuri in caso di scenari favorevoli.

Come sempre, il consiglio per il risparmiatore italiano rimane quello di diversificare: una combinazione equilibrata tra BTP per la protezione del capitale e azioni high-dividend di qualità può rappresentare la soluzione più prudente e redditizia nel contesto attuale.

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