Diventare azionista della propria squadra del cuore? Presto si potrà anche in Italia

In Europa l’azionariato popolare è un modello molto diffuso fra tutti club di calcio maggiori. Ora un emendamento appena approvato apre anche in Italia

Diventare azionista della propria squadra del cuore? Presto si potrà anche in Italia

Presto anche in Italia il sogno di ogni tifoso di calcio (e non solo) potrà diventare realtà: essere proprietario, benché con una piccola quota, della propria squadra del cuore. È stato infatti appena approvato un emendamento al Ddl delega sullo sport che prevede l’opzione dell’azionariato popolare, la possibilità cioè di acquistare, per i singoli privati, quote di società sportive professionistiche, calcio incluso. E di prendere quindi parte dei risultati economici aziendali.

Si tratta di un modello già molto diffuso in Europa, soprattutto in Germania e Spagna. Adesso anche l’Italia apre a questo sistema. L’obiettivo non è soltanto economico, ma volto a favorire la coesione e la partecipazione dei tifosi nella vita del club, responsabilizzandoli anche sul fronte della legalità.

Calcio, Italia apre ad azionariato popolare

Sono diversi i club - anche importanti come nel caso di Barcelona e Real Madrid - di cui i tifosi posseggono la totalità o una quota della proprietà. In Germania la legge prevede addirittura che la quota di maggioranza di ogni singolo club sia detenuta dai tifosi: è la regola del 50% +1.

La Commissione cultura alla Camera ha quindi dato il via libera all’emendamento che vuole dare il via a un percorso culturale diverso nel calcio professionistico. A parlare è Simone Valente, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, secondo cui le nuove regole vogliono favorire “la coesione sociale e la partecipazione dal basso dei tifosi nella vita dei club, avendo ben presente la realtà italiana”.

Tifosi proprietari squadre di calcio è “modello positivo”

In questo modo, le comunità di tifosi saranno responsabilizzate nei confronti sia della società che degli altri tifosi. La delega deve ancora ricevere l’attuazione del Governo ma, continua Valente, così è stato posto “un primo e importante tassello per sviluppare anche in Italia questo modello positivo”.

In Italia il modello era già stato in parte sperimentato tra i tifosi della Roma (MyRoma) e per alcune squadre minori. In Europa l’azionariato popolare, come si diceva, è molto più diffuso: il Real conta 93mila piccoli azionisti, lo Schalke 04 155mila, il Bayern Monaco arriva a 290mila.

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