Le differenze tra azioni e obbligazioni

Quali sono le differenze tra azioni e obbligazioni? Ecco la risposta alle vostre domande sull’argomento.

Ci sono differenze tra obbligazioni e azioni? La risposta ovviamente è Sì, ma non tutti la conoscono. Le differenziazioni sono infatti molte e il funzionamento di questi strumenti finanziari è ben diverso, ma la questione non è chiara ai “comuni mortali”.

Quando ci si avvicina al mercato finanziario si deve essere consapevoli delle differenze che esistono tra i vari strumenti. Sono molti però i cittadini italiani, in alcune statistiche si parla anche del 50%, che non conoscono la differenza tra azioni e obbligazioni.

Il dato è piuttosto allarmante, dal momento che si tratta di due tra gli strumenti più diffusi tra i risparmiatori insieme ai titoli di stato.
Vediamo quindi di capire quali sono le differenze e in che modo si può operare con questo tipo di strumenti finanziari.

Cos’è un titolo

Iniziamo col dire che azioni e obbligazioni sono entrambe definibili come «titoli», ma hanno caratteristiche davvero molto diverse.
Da un punto di vista generico, il titolo è uno strumento finanziario mediante il quale l’investitore usa una parte del suo capitale per acquistare quote di debito o di capitale di un ente o di una società.

Nel caso in cui si comprassero delle quote di debito si starebbe parlando di titoli obbligazionari, mentre se si tratta di comprare quote di capitale si stanno acquistando titoli azionari.
In entrambi i casi però l’operazione viene svolta per ottenere in cambio un rendimento e riuscire ad incrementare il proprio investimento.

I titoli obbligazionari sono quindi quelli relativi al debito, mentre nel caso di quote di capitale si parla di titoli azionari.
Sia nel primo che nel secondo caso, comunque, un titolo produce delle aspettative più o meno certe per una remunerazione periodica: sotto forma di un interesse nel primo caso e di dividendi nel secondo caso.

Vediamo adesso nello specifico le differenze strutturali che vi sono tra titoli e obbligazioni e i loro differenti modi di creare un profitto per l’investitore.

Azioni: cosa sono e come funzionano

Abbiamo ormai capito che azioni e obbligazioni sono due diversi tipi di investimento. Per entrare nello specifico, diciamo che l’azione è un titolo che rappresenta una quota della proprietà di una società, vale a dire che il possesso di una o più azioni è la condizione necessaria per essere soci di una società per azioni.

Normalmente le azioni sono rappresentate da un documento che attribuisce la qualità di socio a chi ne acquista il possesso in base ad alcune determinate regole di circolazione.

Le azioni possono essere nominative o al portatore. Queste ultime si trasferiscono con la semplice consegna del titolo azionario e i diritti vengono esercitati grazie al solo possesso del titolo.
Le azioni nominative possono invece essere trasferite in diversi modi: il più comune consiste nella girata del titolo autenticata da un notaio o da un agente di cambio, con il nome dell’acquirente nel libro dei soci della società.

Il codice civile prescrive che alcuni tipi di società emettano azioni, mentre in altri casi si può scegliere se rappresentare la proprietà attraverso azioni o quote azionarie.

L’uso delle azioni consente un più facile scambio delle stesse, in genere sul mercato azionario. È possibile emettere diverse tipologie di azioni, all’interno delle quali ciascuna azione deve essere uguale e offrire uguali diritti.

Le azioni ordinarie danno al possessore diritti amministrativi e patrimoniali, come il diritto di partecipare all’assemblee ordinaria e straordinaria, quello alla condivisione degli utili e a una quota di liquidazione nel caso la società dovesse sciogliersi.

Le azioni privilegiate, di risparmio e di godimento, attribuiscono diritti diversi rispetto alle azioni ordinarie. Il valore complessivo delle azioni di una società è detto capitalizzazione.

Il vantaggio che una società può ricavare dall’emissione di azioni consiste nel recupero di liquidità finanziaria, che può essere poi usata per altri investimenti. Mentre per il possessore ha il vantaggio di poter accedere a una quota dei profitti dell’azienda, chiamati dividendi, oltre a possibili guadagni derivanti dalla vendita delle azioni stesse in seguito alla quotazione sul mercato azionario.

Per quanto riguarda le azioni si può poi parlare di azionariato popolare: si tratta della promozione della proprietà presso il vasto pubblico dei risparmiatori. Ha i suoi presupposti sia nella convenienza della società ad accrescere la quota di capitale di rischio e ridurre in maniera corrispondente il ricorso all’indebitamento, sia nella ricerca da parte dei risparmiatori di forme di investimento di ricchezza riferite a valori reali, al sicuro dall’inflazione.

Secondo i suoi sostenitori, dal momento che l’azionariato popolare coinvolge un gran numero di persone nella sorte dell’impresa, avrebbe anche il vantaggio di favorire una maggiore stabilità politico-sociale e una distribuzione del reddito in maniera egualitaria.

Una forma particolare di azionariato popolare è l’azionariato operaio, il quale consiste nella diffusione presso i lavoratori delle azioni dell’azienda presso la quale lavorano.
L’azionariato pubblico, consiste invece nelle partecipazioni dello Stato o di un ente pubblico a società di diritto privato che operano secondo le norme del codice civile.

Obbligazioni: cosa sono e come funzionano

L’obbligazione è un titolo di credito che garantisce a chi lo detiene i diritti relativi alla condizione di creditore e, per converso, rappresenta un debito per chi lo emette, che può essere lo Stato, un ente pubblico, una società privata oppure un istituto di credito speciale.

Le obbligazioni sono rimborsabili nel tempo secondo una gradualità stabilita al momento dell’emissione e fruttano un interesse, pagato in genere con cadenza semestrale o annuale, che è rapportato al valore del titolo.
In genere il tasso di interesse che è stabilito quando una obbligazione viene emessa è fisso.

Ogni titolo obbligazionario deve portare indicato il nome dell’ente o società emittente, l’entità globale del prestito, la sua durata, il valore nominale, il tasso di interesse e la modalità del rimborso.

L’emissione delle obbligazioni può avvenire alla pari, cioè a un prezzo uguale al valore nominale, oppure sopra o sotto la pari.
Si parla di sopra e sotto la pari rispettivamente quando si compra l’obbligazione ad un prezzo più alto o più basso al valore nominale dell’obbligazione.

L’emissione sotto la pari è appunto il caso più frequente e la differenza tra il prezzo pagato e il valore nominale, che è anche, in genere, il prezzo di rimborso, costituisce una integrazione al tasso di rendimento nominale del titolo, rendendo così più conveniente la sottoscrizione.

Le società possono emettere obbligazioni per un importo non superiore al capitale sociale, versato ed esistente al momento dell’emissione e risultante dall’ultimo bilancio approvato.
Il limite del capitale sociale può essere superato solo nei casi in cui la società può garantire il proprio debito attraverso un’ipoteca iscritta a favore dei sottoscrittori su beni immobili di sua proprietà, oppure attraverso un altro tipo di garanzia.

Gli obbligazionisti, per tutelare i loro interessi, sono organizzati in una assemblea che delibera sull’interesse comune e in particolare sulla nomina o la revoca del rappresentante comune, oltre che sulle modifiche alle condizioni del prestito.

Ci sono anche le obbligazioni convertibili in azioni: si tratta di titoli obbligazionari che danno al possessore il diritto di convertirli, nei termini e nei modi che vengono fissati, in azioni della società emittente o di altre società.

Iscriviti alla newsletter Formazione Finanziaria

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.