Cambiano i termini del discarico automatico dei debiti non riscossi: gli enti creditori hanno sei mesi di tempo dalla pubblicazione del decreto del Mef.
Il decreto fiscale porta delle novità anche in ambito riscossione. Gli enti creditori avranno sei mesi di tempo a partire dalla data di pubblicazione del decreto del Mef per eventualmente riprendersi i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate Riscossione dal 9 agosto 2024 e rimasti non riscossi.
Si tratta della data di entrata in vigore del decreto legislativo 110 del 2024, quello che ha portato alla riforma della riscossione, per i carichi per i quali è decorso il termine di 24 mesi dalla presa in carico.
All’articolo 10 del decreto fiscale 2026, infatti, si modifica quanto contenuto nell’articolo 3, comma 3, del decreto legislativo 110 del 2024. Vediamo cosa si modifica e cosa cambia per i contribuenti.
Nuovi termini per la riscossione
L’articolo 3, comma 1 del decreto legislativo 110 del 2024 prevede che i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate Riscossione dal 1° gennaio 2025, se non riscossi entro il 31 dicembre del quinto anno successivo, interviene il discarico automatico. In questo caso i carichi sono restituiti all’ente creditore che, poi, decide se cestinarli del tutto o se affidarli nuovamente a un agente della riscossione.
Il comma 3 dello stesso articolo, poi, prevede che gli enti creditori possano richiedere all’Agenzia delle Entrate Riscossione anche una riconsegna anticipata dei carichi affidati e non ancora riscossi (con l’eccezione di quelli per cui siano state avviate procedure esecutive). Questo secondo caso, generalmente si applica a contribuenti nei confronti dei quali sia difficile recuperare le somme a debito.
I termini per la riconsegna dei carichi devono essere stabiliti da un decreto del Mef; la facoltà può essere esercitata:
- dopo il 24° mese successivo a quello di affidamento per i carichi già affidati all’Agente di riscossione entro l’8 agosto 2024;
- tra il 24° e il 36° mese successivo a quello di affidamento per i carichi affidati all’Agente di riscossione a partire dal 9 agosto 2024.
Cosa cambia con il decreto fiscale?
Come abbiamo detto il decreto fiscale interviene modificando il comma 3 e nello specifico la casistica dei carichi affidati all’Agenzia delle Entrate Riscossione dal 9 agosto 2024. Si inserisce, infatti, un comma 3-bis nel quale è previsto che per i carichi per cui è decorso il termine di 24 mesi dalla presa in carico, la richiesta di discarico si può effettuare entro 6 mesi dalla pubblicazione del decreto del Mef.
Per la realizzazione degli applicativi informatici che permettano il discarico in caso di richiesta dall’ente creditore, infatti, la complessità tecnica è elevata e, di conseguenza, i tempi tecnici per l’emanazione del decreto potrebbero dilatarsi.
Cosa succede ai crediti discaricati?
Nella maggior parte dei casi i debiti sono discaricati perché inesigibili: il debitore è nullatenente, fallito o deceduto e questo non ha permesso di riscuotere le somme entro i cinque anni dall’affidamento. In caso di discarico anticipato e comunque fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello dell’affidamento, l’ente creditore, se ha conoscenza di nuovi, circostanziati e significativi elementi reddituali o patrimoniali del debitore, può, entro lo stesso termine e sempre che il diritto di credito non si sia prescritto, riaffidare le somme discaricate all’Agenzia delle Entrate Riscossione, comunicandole i beni del debitore da aggredire.
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