Dimissioni senza preavviso: i rischi per il dipendente

Tra la presentazione delle dimissioni e la cessazione del servizio deve passare un certo numero di giorni: in caso di mancato preavviso, infatti, il dipendente subirà una trattenuta dallo stipendio.

Dimissioni senza preavviso: i rischi per il dipendente

Si parla di dimissioni immediate (o in tronco) quando il dipendente comunica all’azienda nel quale è impiegato di voler cessare anticipatamente il rapporto lavorativo il giorno senza rispettare quanto previsto dal contratto in merito ai giorni di preavviso.

Dovete sapere, infatti, che il lavoratore ha la facoltà di presentare le dimissioni immediate solamente in determinati casi, ovvero quando è riconosciuta la giusta causa; si parla di dimissioni per giusta causa, ad esempio, quando il dipendente non percepisce lo stipendio da diverse mensilità, o anche se questo ha subito delle molestie dal proprio datore di lavoro o è vittima di mobbing. Si parla di dimissioni per giusta causa anche se presentate nel periodo della maternità.

In questi casi, quindi, il dipendente può licenziarsi immediatamente e smettere di lavorare fin dal giorno successivo; in caso contrario, invece, ha il dovere di garantire la sua presenza sul posto di lavoro per l’intera durata del preavviso.

La durata del preavviso dipende da diversi fattori (come anzianità di servizio e la qualifica ricoperta) ed è indicato nel proprio contratto collettivo. Capire con quanti giorni di preavviso presentare le dimissioni (che ricordiamo devono essere inviate nella nuova modalità telematica) è molto importante se non si vuole rischiare una riduzione dell’ultimo stipendio.

Per chi non rispetta le norme sul preavviso di dimissioni, infatti, sono previste delle sanzioni molto severe che andremo ad approfondire di seguito. Per maggiori informazioni sul preavviso da rispettare, invece, potete consultare il nostro articolo di riferimento o - in alternativa - il CCNL del settore in cui siete impiegati.

Cosa rischia il dipendente che non rispetta il preavviso

Il preavviso è stato introdotto per tutelare il datore di lavoro in caso di dimissioni del proprio dipendente.

A differenza del licenziamento, infatti, le dimissioni possono essere presentate senza doverle per forza motivare ed è per questo che il dipendente può scegliere di interrompere il rapporto di lavoro in qualsiasi momento.

Per limitare il danno provocato dalla perdita di un dipendente, però, la legge riconosce un certo periodo di tempo in cui l’azienda può selezionare e formare un suo sostituto, senza perdere l’apporto lavorativo fornito da colui che ha presentato le dimissioni.

Questo periodo è appunto il preavviso, durante il quale il dipendente deve continuare a lavorare con tutti i diritti e doveri che ne derivano. Visto quanto appena detto, il dipendente non può smaltire le ferie arretrate per aggirare il periodo di preavviso, il quale inoltre viene sospeso in caso di malattia e infortunio.

Per questo motivo in caso di mancato rispetto del preavviso l’azienda ha diritto ad un indennizzo economico per il danno ricevuto, il quale sarà corrisposto dal dipendente stesso.

Nel dettaglio, qualora il lavoratore presenti le dimissioni senza il dovuto preavviso subirà una trattenuta nell’ultima busta paga per un importo pari all’indennità sostitutiva calcolata in base alle giornate di preavviso.

A tal proposito è importante ricordare che qualora il dipendente comunichi la propria intenzione di non rispettare il preavviso al momento della notifica delle dimissioni non potrà revocare la sua decisione; il preavviso infatti si considera immediatamente non rispettato e si procede automaticamente con una decurtazione dello stipendio pari all’importo delle retribuzioni che gli sarebbero spettate durante il periodo di preavviso non lavorato.

Prima di concludere vi diamo un consiglio: qualora sia il nuovo datore di lavoro a chiedervi di dare le dimissioni senza preavviso così da iniziare subito con l’attività lavorativa, potrete stringere un accordo con lui affinché si faccia carico personalmente dell’indennizzo dovuto alla vecchia azienda.

Quando non ci sono rischi per il dipendente

Come anticipato, però ci sono alcuni casi in cui è consentito dimettersi senza l’obbligo di preavviso, così da non rischiare alcuna trattenuta dallo stipendio.

Nel dettaglio, questo è possibile per le dimissioni per giusta causa (per le quali si ha diritto anche alla Naspi), ovvero qualora si verifichi un’inadempienza del datore di lavoro talmente grave da impedire la prosecuzione del rapporto di lavoro.

Allo stesso tempo è possibile licenziarsi in tronco durante il periodo della maternità, ovvero dal momento in cui si è venuti a conoscenza della gravidanza fino al compimento di 1° anno di età del figlio.

Il preavviso non è obbligatorio neppure in presenza di accordi collettivi di esodo, o in caso di dimissioni incentivate dall’azienda.

Iscriviti alla newsletter "Lavoro" per ricevere le news su Lavoro dipendente

Condividi questo post:

Commenti:

Prova gratis le nostre demo forex

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.

Potrebbero interessarti

Simone Micocci

Simone Micocci

4 ore fa

Supplemento di pensione: chi ne ha diritto e come richiederlo

Supplemento di pensione: chi ne ha diritto e come richiederlo

Commenta

Condividi

Simone Micocci

Simone Micocci

23 ore fa

Giorni festivi e ponti, calendario 2018-2019: quando conviene prendere le ferie

Giorni festivi e ponti, calendario 2018-2019: quando conviene prendere le ferie

Commenta

Condividi

Francesco Oliva

Francesco Oliva

2 giorni fa

Bonus assunzioni giovani 2018: focus su under 35 e under 29

Bonus assunzioni giovani 2018: focus su under 35 e under 29

Commenta

Condividi