Dimentica Europa e Stati Uniti. È qui che gli esperti consigliano di investire nei prossimi 10 anni

Claudia Cervi

30 Maggio 2025 - 13:30

Ecco dove si concentrano oggi le vere opportunità per chi vuole far crescere il proprio capitale.

Dimentica Europa e Stati Uniti. È qui che gli esperti consigliano di investire nei prossimi 10 anni

Negli ultimi decenni, Europa e Stati Uniti sono sempre stati il punto di riferimento per chi cercava solidità economica e opportunità di investimento. Ma oggi qualcosa sta cambiando. Sempre più analisti internazionali concordano: il futuro si gioca altrove, in India.

Secondo Jeffries, il mercato azionario indiano potrebbe crescere del 15% quest’anno. Anche secondo Global X ETFs, una delle principali società di gestione patrimoniale focalizzate sui mercati emergenti, “l’India è un motore ben oliato per generare crescita e attrarre investimenti”, con tutti gli elementi giusti per crescere stabilmente nei prossimi anni.

Se l’India è diventata il sorvegliato speciale degli investitori globali, non è un caso. Dietro a questa crescente attenzione si nasconde una combinazione unica di fattori strutturali, economici e demografici che ne sostengono la crescita nel lungo periodo. Ecco come investire concretamente in questo mercato, attraverso gli ETF che replicano l’andamento del mercato indiano alle azioni più promettenti quotate a Mumbai e a Wall Street.

Perché tutti guardano all’India (e conviene farlo subito)

Negli ultimi tempi l’India è finita spesso sotto i riflettori, soprattutto dopo che diversi analisti e testate internazionali l’hanno definita “la quarta economia più grande al mondo”. Una frase d’effetto che ha fatto discutere, certo, ma che trova conferma nei numeri. Basta guardare alla traiettoria degli ultimi dieci anni: nel 2014 l’India occupava il decimo posto nella classifica globale del PIL. Oggi ha superato persino il Giappone ed è salita al quarto posto. E secondo le stime, potrebbe superare la Germania entro pochi anni.

Questa ascesa però non è solo una questione di numeri: dietro c’è una trasformazione economica profonda, alimentata da una popolazione giovane e in crescita, una classe media sempre più attiva e una domanda interna che sta trainando consumi e investimenti. Le aree rurali, spesso trascurate nei report occidentali, rappresentano invece una fetta importantissima della crescita e assorbono il 40% delle vendite di beni di consumo.

Inoltre il Paese ssta guadagnando un ruolo sempre più centrale nella manifattura globale. Apple, per esempio, ha già spostato parte della produzione degli iPhone nel Paese. Sempre più aziende, soprattutto nei settori della tecnologia e della sanità, stanno puntando sull’India come nuova frontiera per far crescere il proprio business. Il Paese attira capitali e idee, e questo fermento si inserisce in un contesto economico decisamente favorevole. L’inflazione sta rallentando, il prezzo del petrolio (di cui l’India è un grande importatore) è in calo, mentre l’oro, che rappresenta una fetta consistente del risparmio delle famiglie indiane, continua a salire di valore. A tutto questo si aggiunge il recente taglio dei tassi deciso dalla banca centrale per stimolare ulteriormente la crescita.

Sebbene la strada sia comunque in salita, con molte sfide da affrontare (infrastrutture da migliorare, accesso al credito, istruzione e burocrazia) è proprio in questo mercato che si possono trovare le migliori opportunità di lungo periodo.

Come investire sull’India (in pratica)

Il modo più semplice per investire sull’India è quella di comprare ETF, che consentono di entrare in questo mercato senza esporsi troppo al rischio dei singoli titoli.

Esistono ETF che replicano l’andamento dei principali indici della Borsa indiana, come il Nifty 50 o il Sensex, ma ci sono anche soluzioni più mirate che si concentrano su settori in forte crescita come la tecnologia, la sanità o le infrastrutture. Tra i più noti troviamo l’iShares MSCI India ETF (INDA), il Lyxor MSCI India UCITS ETF e il Global X MSCI India ETF.
Il bello degli ETF è che, nella maggior parte dei casi, sono quotati direttamente sulle principali Borse mondiali, compresa Borsa Italiana. Questo significa che è possibile investirci con facilità, proprio come se fosse un’azione, senza bisogno di aprire conti esteri.

Un’alternativa potenzialmente più redditizia, ma più rischiosa, è quella di investire direttamente in azioni di singole aziende indiane quotate. In questo caso i titoli vanno seguiti da vicino. Alcuni nomi da tenere sotto la lente sono Infosys e Tata Consultancy Services nel settore tech, Reliance Industries per energia e retail, HDFC Bank per il comparto finanziario e Apollo Hospitals nel campo della sanità privata.

Naturalmente, prima di procedere è sempre bene controllare se questi strumenti sono disponibili sulla propria piattaforma di investimento e in linea con il profilo di rischio gli obiettivi di lungo termine.

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